Con l’uscita del mio racconto Galatto-Tour su Robot, Vittorio mi aveva firmato un assegno a pagamento: se non sbaglio era di 14.000 lire (meno di 7 Euro). Una cifra irrisoria anche allora, ma ovviamente si sapeva benissimo. Consegnandomi la somma Vittorio aveva scherzato: “Sgodazzati l’assegno!”

antonio_bellomiLa cosa più importante, al di fuori di Robot, fu tuttavia l’interessamento per la mia scrittura da parte di quello che doveva poi diventare un grande amico: Antonio Bellomi. Costui era già un nome noto all’epoca e infatti curava delle piccole riviste, aveva già scritto romanzi e insomma aveva già diverse medaglie sul petto.

Antonio aveva telefonato a Vittorio e gli aveva detto che sarebbe stato interessato a parlarmi per una eventuale collaborazione. Vittorio si limitò a riferirmelo, dicendo che si trattava di una persona a posto, anche se dal punto di vista politico non erano dalla stessa parte.

Questa storia della politica, a quel tempo era molto più importante di adesso. Soprattutto in fantascienza. Per quello che io ho capito delle due persone, Vittorio era convintamente comunista, Antonio mi sembrerebbe un democristiano. Massimo un liberale vecchia maniera. Non ho mai discusso di politica con loro, ma da qualche accenno di Antonio e da ciò che orgogliosamente perorava Vittorio, figlio della rossa terra di Emilia, queste sono le mie impressioni. Ovviamente per l’epoca Vittorio era definito dai nemici uno sporco rosso e Antonio era chiaramente un fascista. Anch’io, proprio per non aver mai espresso preferenze, né parteggiato per alcuno, ritengo di essere stato tranquillamente classificato come un fascista.

Al di là di queste gustose schermaglie epocali, Antonio mostrò immediatamente di gradire George di Ettamin, il secondo (o il primo?) dei due racconti che avevo scritto per il mio ingresso nella fs. Non è strano: io mi ero divertito moltissimo a scriverlo. Vittorio non l’aveva gradito, ma non è detto che dovesse essere così per tutti.

Antonio Bellomi in quel periodo curava sotto il titolo Perry Rhodan, delle riviste basate su una serie tedesca che ha venduto più di un miliardo di copie in tutto il mondo. Si trattava di una space opera, quella che allora si considerava una fantascienza un po’ vecchia maniera, che metteva in luce uno sfondo romantico  di avventure melodrammatiche che si svolgevano soprattutto nello spazio. Da noi la più nota di queste saghe è Star Trek. Definire questi romanzi vecchia maniera, visto il prossimo ed allora imprevedibile successo di Guerre Stellari forse è un po’ ironico.

$_57Comunque, Antonio metteva un racconto, o romanzo abbastanza breve della serie Perry Rodan e poi infoltiva il numero con lettere, articoli e piccoli racconti quasi sempre di scrittori italiani. Il mio racconto usciva nel novembre del 1977, in appendice del Perry Rhodan Gli spettri di Gol.

Devo confessare che non ho mai letto questi Spettri di Gol, ma prometto che lo farò.

Quindi potevo considerarmi abbastanza soddisfatto: dopo aver deciso di scrivere fantascienza (confesso tuttavia che erano anni che volevo farlo senza mai applicarmi davvero), dopo aver scritto due racconti, in meno di un anno li piazzavo entrambi e venivano pubblicati.