Abbiamo già annunciato su queste pagine il tentativo, per il momento ancora in elaborazione, di far uscire il quinto numero de La Bottega del Fantastico, la nostra fanzine storica degli anni ottanta. Poi abbiamo pensato che chi non fosse particolarmente addentro nella storia della fantascienza potrebbe non capire di cosa stiamo parlando. Ecco perché abbiamo deciso di far uscire questo articolo, in cui cercheremo semplicemente di spiegare che cosa siano, o forse siano state le Fanzines.

Moorcock Michael Moorcock arts_jg-ballard_584_1349606410 James Graham BallardSecondo alcuni la cosa nasce addirittura nel diciannovesimo secolo (1800), inutile dirlo, in America. La loro storia prosegue con l’America anche nel ventesimo secolo, dove furono palestra per autori che in seguito sarebbero diventati famosi, come Michael Moorcock e James Ballard, ma anche molti altri. In realtà si tratta di quel fenomeno che attualmente viene chiamato self publishing, (pubblicazione in proprio) e che in genere disturba alcuni lettori e parecchi editori. Ci sono infatti lettori decisamente contrari a leggere libri di autori che si auto pubblicano, per non parlare di certi editori che in genere considerano questi dilettanti un fastidioso disturbo.

cozzi Luigi Cozzi futf_01b Futuria FantasiaIn Italia le fanzine hanno iniziato il loro corso negli anni sessanta e la più antica che si ricordi è Futuria Fantasia, fondata dal nostro amico regista Luigi Cozzi.

La fanzine rappresenta dunque il desiderio di poter esprimere ciò che l’editoria tradizionale non dà modo di esprimere. Nel mondo della fantascienza (e non solo) esiste sempre una notevole produzione di intelligenza e pochissime risorse ufficiali per farla conoscere. Vale a dire, gli scrittori, i critici letterari, gli operatori editoriali in nuce non riescono sempre a pubblicare presso Editori affermati e non sempre per loro demerito.

Dalle fanzine nascono dunque gli autori, gli editori, i registi del prossimo futuro. Quindi la presenza di queste riviste letterarie amatoriali, ha un significato molto superiore a quel che raccontano.

Ovviamente non è un rapporto uno a uno: da una fanzine non sempre nasce un nuovo gruppo di autori! Tuttavia esiste un mondo decisamente poco noto, se non sommerso, di intelligenze che non hanno altro modo di esprimersi se non pubblicando a proprie spese i loro lavori.

Quindi in definitiva le fanzine sono una rivoluzione.

Al momento la voce indipendente e personale come si presenta? Adesso che sarebbe facile stampare una rivista amatoriale, che cosa manca? Ciò che non è facile da generare è la distribuzione dello stampato. Invece sembrerebbe più semplice diffondere qualcosa attraverso la rete, ma anche questo ha qualche complicazione.

BlackGate journey Ad esempio, la fanzine (ormai ribattezzata webzine) che quest’anno ha vinto nientemeno che il Premio Hugo, uno dei più prestigiosi della fantascienza, si chiama Black Gate, che però non ha accettato il premio La rivista amatoriale che infine ha avuto il premio si chiama Journey Planet. Sia l’una che l’altra non sembrano avere delle versioni stampate. Tuttavia Black Gate ha delle versioni PDF e Kindle, tutte a pagamento. Journey Planet pare invece proporre delle versioni in PDF gratuite e davvero molto corpose. Un po’ come intenderemmo far noi con La Bottega. Per il resto, si presentano semplicemente come dei blog, più o meno come il nostro! Non vogliamo paragonarci a questi, che sono naturalmente molto ricchi.

uau001-1 Un'ambigua UtopiaQui da noi, al momento, i blog di fantascienza fanno ancora molta fatica a farsi notare: gli Editori tradizionali, sia piccoli che grandi, hanno ancora il monopolio dei lettori.

Parlando con Giuseppe Caimmi si è immaginato di provare a radunare le vecchie riviste amatoriali italiane. Almeno per una semplice presentazione qui sul nostro sito.

In una prossima volta cominceremo presentando quella che è stata un classico delle fanzine a connotazione politica: Un’ambigua Utopia, Milanese, anni ’70 e 80. La fanzine era connotata da un forte imprinting politico di estrema sinistra e molti intellettuali dell’epoca hanno voluto identificarsi in questa specie di rivoluzione proletaria orientata verso la fantascienza. Qualcuno dei loro rappresentanti è stato poi molto vicino a noi, negli anni ottanta.

A presto.