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Herbert George Wells

Herbert George Wells
Herbert George Wells

Herbert George Wells

Herbert George Wells nacque a Bromley, nel Kent a pochi chilometri da Londra nel 1866. Il padre era un giardiniere così come lo era stato il nonno e la madre faceva la cameriera in una delle case dove Joseph Wells svolse le sue mansioni. I due si sposarono e comprarono un piccolo negozio di terraglie che fu gestito dai due con poca fortuna. Quando Herbert George nacque le condizioni economiche dei due non erano certamente elevate ed il giovane Wells accettava con fatica l’anticonformismo paterno il quale usava la sua bravura nel gioco del cricket per arrotondare con scommesse il magro incasso del negozio e la remissività materna ed il suo non voler accettare i cambiamenti scientifici e sociali dell’epoca. Wells era invece nato solo sette anni dopo la prima pubblicazione della rivoluzionaria teoria di Charles Darwin e il mondo stava ancora cercando di comprenderla se non di confutarla od avversarla e tutto questo influenzò molto il giovane Wells il quale evitò un futuro da garzone nel negozio paterno rompendosi involontariamente una gamba ed assorbì con avidità tutti i libri che il padre gli portava.

Thomas Henry Huxley

Thomas Henry Huxley

Il secondo evento importante della vita di Herbert George Wells si verificò quando anche Joseph Wells si ruppe una gamba mettendo così fine alla sua lucrosa carriera di giocatore di cricket e costringendo la madre a tornare a servizio nella villa dove aveva lavorato quando aveva conosciuto il marito. Gli studi di Wells furono costellati di soddisfazioni e di tentativi mal riusciti di lavorare come apprendista o commesso prima in una farmacia e poi in un negozio di tessuti. Divenne poi a sua volta un valido addestratore di insegnanti e passò tre anni molto importanti della sua vita come studente di biologia sotto Thomas Henry Huxley, convinto assertore della teoria di Darwin subendo l’influenza di una così grande personalità che il giovane Wells, peraltro, stimava moltissimo.

Huxley non era molto positivista nei confronti dell’evoluzione umana ed era convinto che questo progresso non avrebbe portato a nulla di buono e, tantomeno, ad un miglioramento sociale o morale.

Egli scrisse il suo primo articolo scientifico nel 1891 non senza aver però precedentemente elaborato un libro di biologia per il College Universitario di Londra e ben presto capì che la sua strada era quella di riversare le sue conoscenze e, perché no, le sue fantasie in articoli, novelle o racconti che fossero però alla portata di tutti.

The Time Machine

The Time Machine

Fu nel 1894 che Lewis Hind, direttore del settimanale “Pall Mall Budget” diede a Wells un suggerimento prezioso: usare le sue vaste conoscenze scientifiche per una serie di brevi racconti chiamati “Storie da leggersi da soli” e questo fu l’inizio della carriera di Herbert George Wells come narratore di mondi fantastici di cui il primo tentativo più famoso fu “La Macchina del Tempo” che gli appassionati di cinema conoscono nella trasposizione intitolata L’Uomo che visse nel Futuro o nel suo mediocre remake di tempi più recenti intitolato proprio The Time Machine diretto dal nipote dello scrittore Simon Wells, senza considerare un inedito del 1978, sempre intitolato The Time Machine per la regia di Henning Schellerup ed altri ancora. La vita di Herbert George Wells, terminata nel 1946, lo vide anche nelle vesti di sceneggiatore per un film tratto dal suo romanzo “Thing to Come” diretto da William Cameron Manzies del 1936 ed intitolato da noi dapprima Vita Futura e rieditato in seguito sempre per il grande schermo in versione più ridotta, ma con l’aggiunta di sequenze di repertorio della Seconda Guerra Mondiale, come Nel 2000 Guerra o Pace? E quindi trasmesso in tv dapprima come Cose che verranno e poi come Una Storia Fantastica.

In questo film una guerra fratricida prima ed un orribile pestilenza poi hanno decimato il mondo. Ma la vita ritorna: il progresso per la pace e la prosperità riprendono e dopo aver riunito il mondo sotto un’unica bandiera, ecco che l’uomo parte per la Luna, primo passo per la conquista dell’universo.

La vita di Herbert George Wells fu al centro anche di due film fantastici: il primo è del 1977 e s’intitola L’Uomo venuto dall’Impossibile (Time After Time) per la regia di Nicholas Meyer nel quale troviamo Herbert George Wells, interpretato mirabilmente dal Malcolm McDowell di Arancia Meccanica, scrittore di successo ed inventore della macchina del tempo alle prese con Jack lo Squartatore il quale, per sfuggire alla legge, ruba l’invenzione di Wells e si rifugia nel futuro. Lo scrittore lo insegue e si ritrova così ai nostri giorni alle prese con il suo nemico e con una società ben diversa da quella che lui aveva ottimizzato e nella quale incontra colei che sarà la sua futura moglie. Dopo aver sconfitto il criminale torna nella sua epoca con la giovane donna…alla faccia di qualsiasi paradosso temporale.

Il secondo è una miniserie televisiva che da noi fu però trasmessa in un’unica puntata di 265 minuti e s’intitola The Infinite Worlds of H.G.Wells per la regia di Robert Young III.  Qui abbiamo una donna che, fingendosi giornalista, cerca di intervistare il famoso scrittore ed egli comincia a raccontarle del suo passato e di alcuni avvenimenti fantastici che gli sono accaduti come la storia di uno studioso che aveva sintetizzato un liquido che permetteva al corpo di muoversi a velocità enorme o di un uomo che, colpito da una scarica elettrica, tornava indietro nel tempo cambiando il passato. La donna è in realtà una sorta di agente segreto che vuole sapere dal famoso scrittore quale sia il vero contenuto di un baule che un suo amico, un famoso scienziato, ha lasciato ben chiuso e che ora, dopo la sua morte, viene trovato pieno di misteriosi oggetti a Wells in realtà ben noti come un cristallo che aveva permesso di comunicare con il Pianeta Marte. Altre fantastiche avventure del passato ritornano alla mente del grande scrittore…

WotWIl romanzo La Guerra dei Mondi nacque nel 1898 e fu l’esempio più famoso dell’incontro, o meglio, dello scontro, tra la Terra ed una specie proveniente da altri mondi, ma il romanzo va ancora più in là di una semplice storia di invasione: esso parla dell’uomo come appartenente ad una razza in evoluzione e che ora si trova di fronte ad un’altra specie ancora più evoluta di lui. Questi esseri, tecnologicamente superiori, rappresentano il progresso che ha superato l’uomo e le sue intenzioni, che lo sta sommergendo, soffocando con la sua arida complessità e superiorità. La riprova ci viene data dal fatto che la sconfitta dei marziani proviene da esseri infinitesimali, ma letali, quasi un simbolo del passato dal quale ci si è evoluti sì, ma, al tempo stesso, ci si è allontanati perdendo le origini, le prospettive e le finalità di un giusto equilibrio:

Prima di diventare uno dei più famosi film di fantascienza di tutti i tempi, il romanzo di Herbert George Wells, aveva già nel suo destino il successo davanti a sé, oltre a quello già scontato di opera letteraria. Accadde quando ne venne tratta una trasposizione radiofonica che riscosse un indubbio successo ma che gettò nel panico mezza America.

1497136197216768039Correva l’anno 1938 e questa versione radiofonica del romanzo di Herbert George Wells intitolata ovviamente The War of the Worlds, fu un radiodramma prodotto e diretto da Orson Welles che era anche tra gli interpreti. L’adattamento radiofonico era firmato da Howard Koch e la musica era di Bernard Herrmann. Si trattava della radiocronaca disperata sull’invasione dei marziani i quali giungono sulla Terra a bordo di navi spaziali camuffate da meteore. Essi cominciano a distruggere con i loro raggi della morte tutto ciò che incontrano. Gli eventi sono narrati, come abbiamo detto, in radiocronaca cioè come se il tutto stesse avvenendo in quell’esatto momento. La trasmissione fu creduta autentica da molti ascoltatori, ma faceva parte di una serie di drammi, tra i quali, per esempio, c’era anche Frankenstein e che costituivano una serie intitolata: Orson Welles’ the Mercury Theatre on the Air. Per il panico ci fu anche un suicidio e da questo avvenimento venne poi ricavato, nel 1975, il film televisivo The Night that Panicked America trasmesso poi anche in Italia con il titolo La Notte in cui l’America ebbe Paura.

L'Autore

Giovanni Mongini

I suoi interessi hanno da sempre spaziato dal cinema alla narrativa, ma è con la prima, il cinema, che ha trovato il grande successo. È stato produttore cinematografico ed è stato il primo, assieme alla figlia Claudia, a gestire una cineteca specializzata. Nel 2011 con Luigi Pizzimenti si è impegnato nella realizzazione del Musef, un museo della fantascienza, del fantastico e dell'astronautica presso il comune di Gaiba (provincia di Rovigo).

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