Dopo aver letto le convinte presentazioni di Silvio Sosio, ho dovuto per forza comperare il romanzo di Clelia Farris, Necrospirante. Entusiasmante l’annuncio di Silvio su Facebook, anche se mentre mi apprestavo a scrivere queste note, non l’ho più ritrovato. Ma era qualcosa del tipo, questo è il romanzo più bello che si possa immaginare!

Sono disponibilissimo a leggere i buoni romanzi.

Quindi scopro che il libro ha uno stile secco, descrive un mondo coperto di sabbia… Potrebbe far pensare a Mondo 9 sentendolo descrivere, ma l’atmosfera è del tutto diversa.

Prima di tutto, se non lo sapessi già, si capisce che il romanzo è stato scritto da una donna. Lo stile ricorda in maniera che trovo davvero interessante, un romanzo, scritto da un’altra donna e che ho letto non molto tempo fa: The fifth season, di N. K. Jemisin. Si tratta nientemeno del libro che ha vinto il Premio Hugo quest’anno, 2016.

Di quell’opera questo Necrospirante ha straordinariamente il medesimo senso del magnifico e devo dire che Silvio Sosio aveva ragione: è un libro molto bello.

Come nel romanzo della Jemisin, anche qui seguiamo una serie di viaggi. Il pianeta in cui si svolge la storia in questo caso è la Terra. O almeno non abbiamo ragione di credere che sia un altro pianeta. Il personaggio principale, un certo Antine, si sveglia (rinviene?) legato a un essere, sicuramente femmina detto Necrospirante. Sono umani? Sì, nell’aspetto, ma si cibano di sangue. Apprenderemo nel corso del racconto, che in questa Terra e in questo tempo esistono molte specie di esseri più o meno umani: uomini, donne, neutri, necrospiranti e androidi umanizzati. La quantità di trovate fantastiche messe in scena durante il viaggio è davvero enorme. Bestie stravaganti, teste parlanti, uccellini insetto, casa d’asta sui generis, Città da Gioco davvero pericolose, oltre a Santuari tecnologici. Il lettore non smette di meravigliarsi e in questo, pur non avendone lo stile, la fantasia di Clelia Farris avvicina, se non supera quella di Jack Vance da sempre uno dei miei scrittori preferiti.

Perdas Fittas

Perdas Fittas

È la prima volta che posso intervenire in una recensione, perciò ti ringrazio.

Ammetto subito la mia ignoranza: non conosco il romanzo di Jemisin, e a questo punto bisogna proprio che lo legga, perché mi piacciono molto le storie ambientate nel deserto.

Sì, Necrospirante si svolge sulla Terra, più precisamente in Sardegna. Certo, è difficile riconoscere la Sardegna nei paesaggi desolati che descrivo, ma ho voluto immaginare una Sardegna futura, in cui la desertificazione si è mangiata la terra fertile, in cui la pioggia è quasi inesistente (in alcune zone siamo già così), in cui gli abitanti odiano il sole e la luce (anche questo è un tratto caratteristico dei sardi). Antine è il nome sardo di Costantino e, qui e lì, ho inserito alcuni elementi sardi. Le Pietre Fitte, per esempio. Perdas Fittas in Sardegna sono i menhir.

La lettura va via davvero con facilità e migliora man mano che si legge: se all’inizio pare di essere persi in un mondo sconosciuto, poco per volta l’ambiente diventa sempre più familiare, con molta naturalezza e alla fine non ci si vorrebbe staccare.

Per essere sicuro che questa sensazione stilistica di facilità proseguendo nella lettura non fosse dovuta a un inizio un po’ meno ben scritto, sono tornato indietro, ho ripreso da dove tutto iniziava e ho scoperto che l’inizio è buono come il finale, anche se servirà al lettore qualche capitolo per orientarsi.

I capitoli hanno dei titoli che ricordano (o fanno riferimento) a una partita a scacchi: Il pedone bianco non vuole andare a ovest, la Torre Bianca cerca il muschio, il Cavallo Bianco si muove… Ognuno di questi “pezzi”, corrisponde a un personaggio del romanzo. Clelia, devo confessare che mi è sfuggito il senso di questa scelta scacchistica.

La scelta scacchistica è dovuta alla mia sensazione che le mosse di questi personaggi fossero già prestabilite, rigide e fissate da regole ferree e che il loro potere, e quindi anche il loro margine di azione, cambiasse a seconda del ruolo. In ogni caso, come negli scacchi, le mosse giuste conducono i pezzi meno forti a un cambiamento di stato e alla vittoria.

Credo anche di essere stata condizionata da un romanzo meraviglioso che ho letto qualche tempo fa, La regina degli scacchi di Walter Tevis, che non è fantascienza ma mi ha toccata profondamente.

L’unica cosa che è un po’ passata in cavalleria è la spiegazione del perché il personaggio principale (Antine) all’inizio del libro non ricordi nulla e perché sia legato a una Necrospirante con una fune che non si può sciogliere, né tagliare. Verso la fine del libro spuntano in effetti i “cattivi” che gli hanno fatto tutto questo, ma un po’ all’improvviso e senza una vera spiegazione. Insomma, ci si chiede chi siano! Può darsi che sia colpa di una mia debole lettura, ma non credo: ad ogni modo pochissimo importa, perché la qualità del racconto non ne soffre molto.

Qui non posso aggiungere molto, perché cadrei nello spoiler più bieco.

Mi dispiace che alcuni passaggi ti siano sfuggiti, ma ho dato una spiegazione per ogni punto che hai trovato poco chiaro.

Sì, Clelia mi hai spiegato bene in privato come e perché ed è vero che nel libro  viene detto chi fossero “i cattivi,” con relativa spiegazione, però costoro (se non sbaglio) compaiono solo alla fine. Sai, mi sarei aspettato di scoprire che “i cattivi” fossero personaggi comparsi mille volte nel racconto e mai sospettati. Però il romanzo non è un “giallo”, per cui va benissimo che sia così.

A ogni modo, sono dell’idea che i lettori debbano assolutamente leggere questo libro, il quale probabilmente meriterebbe una saga, anche se il finale è completo e non domanda una prosecuzione con nuove storie.

Un problema tecnico, che forse potrà spiegarci Silvio Sosio: leggendolo su supporto Amazon il libro non risulta libero da DRM: significa per quel che io capisco che solo Amazon può leggerlo.

(Sosio) I nostri libri sono liberi da DRM se acquistati su Delos Store. su altri negozi, in particolare Amazon e iTunes è possibile che vengano applicati i DRM dal negozio.

Inoltre arrivati alla fine (ultima parola) la quantità di testo letto risulta essere intorno al 52%. Che succede?

(Sosio) Immagino accada perché dopo il testo c’è il cataloghino delle ultime uscite, che viene conteggiato come se fossero pagine.

Chiaro che si tratta di piccole cose, ma magari capire come mai non è banale. Grazie Clelia e grazie anche Silvio per le precisazioni.