Baciami! Anzi no.

San Bernardo Pierferdinando era bellissimo, perfetto, educato, colto, elegante, ben curato, perfino di nobili origini. Mentre Giulia, davanti al caminetto acceso, discorreva amabilmente con lui di poesia ermetica applicata alla riabilitazione equestre dei bambini iperattivi soggetti a crisi ipoglicemiche, pensava: «Baciami, baciami, baciami!».

Stava per baciarla, lei lo sentiva, sì… stava per baciarla! Sì, sì… finalmente!

All’improvviso fece irruzione nel salotto un enorme cane San Bernardo. Il pachidermico animale, che si chiamava Mommi, balzò sul divano in mezzo ai due giovani, e dall’alito Giulia percepì distintamente la presenza di una pantegana in putrefazione nel gigantesco stomaco canino.

Pierferdinando gli abbracciò con tenerezza il testone, baciandolo con trasporto sul muso bavoso. Poi si girò finalmente verso di lei, protendendo le belle labbra. Quanto spesso e quanto a lungo la ragazza aveva desiderato che giungesse quel momento!

Giulia e Pierferdinando non si baciarono mai!

Quando Giulia raccontò a Lucio l’episodio accaduto con Pierferdinado, lui, appeso al lampadario del soggiorno, non finiva più di ridere. Lei, in disperazione per la delusione amorosa, si offese molto. Minacciò perfino di raccontare a tutti ciò che lui le aveva confidato in gran segreto: ovvero che non era un semplice geco come gli altri, ma un alieno in viaggio studio sulla Terra!

Poco dopo, a tavola, la ragazza passò al lucertolino la polenta con i funghi porcini e brontolò: «Eppoi non potresti almeno nutrirti di insetti, come i veri gechi? Ci sono un sacco di mosche!».

«Sul mio pianeta siamo tutti vegetariani. Le mosche sono creature viventi», rispose Lucio, mentre soffiava sulla polenta bollente.

«Comunque, Pierferdinando non era poi tutto ‘sto granché – mentì Giulia -. Una settimana fa a Lecce ho conosciuto Ernesto, che sembra a posto. Domani viene qui a Padova a trovarmi. Proverò a frequentarlo».

«Buoni questi funghi! Giulia, però non lasciarti subito prendere dall’entusiasmo», le raccomandò lui.

«Per i funghi?».

«No, per quell’Ernesto».

«Chi? Io? Ma figurati!», gli assicurò la sua amica umana.

La mattina seguente Ernesto giunse in terra patavina viaggiando tutta la notte in cuccetta. Quando scese dal treno, Giulia lo vide da lontano: bello, non troppo alto ma perfetto nelle proporzioni e con un’affascinante aria da intellettuale occhialuto. Lei pensò fra sé e sé: «Baciami, baciami, baciami!». Ma, non appena lui le fu accanto e fece per abbracciarla, Giulia – trafitta nell’intimo del suo olfatto – riconobbe addosso al corteggiatore un forte odore di cane bagnato. In effetti, Ernesto teneva in casa un San Bernardo, di nome Pippi. Allibita, la ragazza lo portò di corsa a casa e gli offrì cortesemente ospitalità nella propria doccia, porgendogli un paio d’asciugamani freschi di bucato e una bomboletta di deodorante. Lui si schermì, dicendo che stava benissimo così e non sentiva il bisogno di lavarsi.

Ogni contatto fisico venne immediatamente escluso dai progetti di Giulia.

Nel riferire a Lucio l’incidente, Giulia appariva piuttosto avvilita. Come sempre al geco veniva da ridere.

Qualche giorno dopo, lei gli annunciò felice di aver conosciuto un ragazzo fantastico: Franco.

Quella sera uscì a cena con lui.

«Finalmente un uomo profumato!», si complimentò sinceramente, mentre erano a tavola. Intanto pensava: «Baciami, baciami, baciami!».

«Per forza! – le rispose Franco con orgoglio – oggi mi sono fatto il bagno, perché la mamma doveva cambiarmi le lenzuola, come fa ogni due settimane, e quindi ha spedito me e Cioppi in vasca!».

«Cioppi chi?», domandò Giulia, sorvolando sull’agghiacciante idea che uno potesse lavarsi solo ogni 15 giorni per ordine della mamma.

«Cioppi, il mio cane!», rispose Franco con aria cinofila.

«Lasciami indovinare – replicò lei quasi in trance -: è un San Bernardo!».

«Sì! Come fai a saperlo?».

Non ci fu mai risposta a questa domanda: Giulia singhiozzava disperata.


Quella sera stessa Cioppi si mise in contatto con Lupus, il suo pianeta, e lanciò l’allarme: «Pericolo! Il mio umano, come quello di Mommi e Pippi è uscito con una ragazza, e anche questa, come le spasimanti dei degli altri due terrestri, aveva addosso quel nauseante tanfo: ormone di geco del pianeta Lucius. Tre diversi gechi alieni sulla Terra! Che stiano invadendo il pianeta da noi tanto faticosamente conquistato? Proprio ora che avevamo addomesticato alla perfezione gli umani!».

Dal pianeta Lupus giunse immediata la risposta dei Saggi: «Cioppi, spetta a te verificare. Con l’aiuto del trasformatore olografco-molecolare, assumi sembianze umane, vai a conoscere la ragazza che ha tentato di sedurre il tuo coinquilino terrestre e cerca di scoprire cos’abbia a che fare con i gechi alieni!».


La sera dopo, Giulia tornò a casa con aria raggiante. Lucio, curioso come sempre, le chiese cosa le fosse successo.

«Ah, tu sapessi – rispose la ragazza con voce sognante – Ho conosciuto un uomo meraviglioso, si chiama Bernie. Forse è un po’ troppo peloso e a cena ha fatto una cosa strana… Avevo ordinato il risotto all’ossobuco, e mi ha chiesto se poteva rosicchiare l’osso. Ma per il resto è perfetto! Io lo guardavo e pensavo “Baciami, baciami, baciami!”. E lui mi ha baciata! Finalmente! Finalmente sono stata baciata da un vero uomo!».

Annna Laura Folena (2015)

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Chi sono:

Appassionato di fantascienza credo da sempre, ma scoperto di esserlo in quarta elementare quando mi hanno portato a vedere "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin: era il 1953 e avrei compiuto nove anni in quell'autunno.

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