Corinne

Pianeta Terra, maggio 2015

Corinne Quando l’affascinante Corinne, con il suo sguardo azzurro profondo, arrivò come stagista nell’agenzia di viaggi in cui lavorava Giovanni, gettò lo scompiglio fra i colleghi e soprattutto fra i clienti. Entravano determinati a partire per tre giorni per la Riviera Romagnola e uscivano dopo aver acquistato un pacchetto crociera nei Caraibi + giro in slitta con 12 cani in Alaska + caccia alla balena + brevetto diving alle Maldive + scalata dell’Everest.

Giovanni non poté fare a meno di innamorarsene! Con sua grande sorpresa, Corinne lo ricambiava. Erano due anime in un baccello. Lei amava i film comici e lui i drammoni amorosi, lei adorava la musica jazz e lui ascoltava solo rock, lui aveva dipinto tutte le pareti di casa di arancione e lei odiava l’arancione, lui prediligeva i sapori delicati e lei mangiava solo cibi piccantissimi, ma soprattutto non lo sapevano, non se ne erano accorti, perché facevano sempre l’amore e tutto il resto non esisteva.

Una sola cosa angosciava lui: era terrorizzato all’idea di presentare Corinne a sua madre. La mamma di Giovanni aveva sempre detestato a prima vista tutte le ragazze che il figlio le aveva portato in casa, perfino quella con il teschio tatuato sulla fronte, e anche la tipa tutta rapata con la cresta viola in mezzo alla testa! Insomma, era una suocera incontentabile.

Per questo motivo Giovanni aveva astutamente omesso di raccontarle dell’esistenza della sua amata e puntava tutto sull’effetto sorpresa. Infatti, una sera fece irruzione a casa dei genitori tenendo per mano la ragazza e annunciò con decisione: «Ciao, mamma! Ti presento…».

Non fece in tempo a finire la frase che la madre urlò «Corinne!» e abbracciò l’aspirante nuora.

Giovanni era sorpreso e perplesso: «Vi conoscete?».

La mamma rispose emozionata: «No, ma è identica alla mia Corinne».

«La tua Corinne?».

«Sì! Era una bambola famosissima negli anni ’70. Tutte le bambine avevano almeno una Corinne! Quanto ho sognato giocando con lei!». Mentre parlava, la signora accarezzava la folta chioma bionda della ragazza.

«Pensare che mio fratello Mario me la fece sparire per via di uno di quei suoi esperimenti! Legò lei e il mio inseparabile ciuchino di peluche a tre palloncini gonfiati di elio e li lasciò andare via. Fra le lacrime li vidi alzarsi sempre più in alto e scomparire in mezzo alle nuvole. Uno di questi giorni devo ricordarmi di rinfacciarlo a mio fratello».

«Che coincidenza! – commentò Giovanni – Anche la mia fidanzata si chiama Corinne».

La futura suocera la guardò con amore e le disse: «Vieni con me, tesoro, voglio pettinarti non po’. Ti farò le treccine, proprio come una volta».

 

Pianeta Aurzgon, 40 anni prima

«Presidente, è stato registrato un ritrovamento importantissimo. La tempesta cosmica ha trasportato parecchi detriti attraverso il tunnel spaziale che avevamo aperto il mese scorso. Una di queste cose proviene dal pianeta Terra».

«Ne è sicuro, professore?».

Il professore annunì coi tentacoli sulla testa, ed allungò una chela verso il presidente, porgendogli qualcosa di roseo, lungo più o meno 39 centimetri terrestri, con strani e lunghi peli gialli in testa.

«Vede, presidente? Secondo i nostri studi, pare sia la copia in miniatura di un essere umano di sesso femminile».

«Perfetto, professore. Quindi ora sappiamo come camuffare le nostre spie da infiltrare fra i terrestri. Quanto tempo ci vorrà per perfezionare il travestimento?».

«Più o meno 8 dei nostri anni, che corrispondono a 40 anni terrestri».

«Ma, professore, è sicuro che tutte le umane siano proprio così? Con due soli miseri buchi nel naso?».

«Purtroppo sì, presidente. Sono tutte molto brutte».

«E i maschi come saranno, professore?».

«Giusto! Dimenticavo, presidente: legato a tre piccole mongolfiere insieme alla femmina, c’era anche un esemplare di maschio».

Il professore allungò l’altra chela mostrando la copia di un esserino di pelo sintetico grigio, con quattro zampe e due lunghe orecchie.

Il presidente tirò un sospiro di sollievo: «Lei mi tranquillizza, professore! Almeno i maschi si sono un po’ evoluti!».

Anna Laura Folena (2015)

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Chi sono:

Appassionato di fantascienza credo da sempre, ma scoperto di esserlo in quarta elementare quando mi hanno portato a vedere "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin: era il 1953 e avrei compiuto nove anni in quell'autunno.

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