Una fame da Mammut

2mammut Cara mamma,

non ti preoccupare: mi sono ambientata bene sulla Terra e sono impiegata in una grossa società che mi permette di avvicinare tanti umani e studiarne le abitudini.

Ciò che mi ha stupito in particolare negli ultimi tempi sono i loro riti scaramantici. Ricordi? Anche sul nostro pianeta secoli fa eravamo superstiziosi. Ecco, i terrestri dal quel punto di vista non si sono ancora evoluti.

La superstizione è una delle forze più potenti che muovono la Terra! Il suo effetto è strabiliante. Basta crederci ed è fatta! Se tu sei convinto che ti abbiano inflitto il malocchio, sarai sopraffatto dalla fame nervosa e finirai in un lampo la scorta settimanale di wafer al cioccolato, quindi ti spunterà un brufolo sulla punta del naso e tutti riconosceranno in quella protuberanza il frutto della iattura malefica di tua cognata.

Tempo fa un mio collega platonicamente adorante mi chiamò nel proprio ufficio e, furtivamente, mi fece scivolare in mano un sacchettino trasparente con delle palline di legno. Era una collana portafortuna. Con fare da cospiratore, il collega mi spiegò: “Ti ho portato questa dal mio viaggio in Africa. L’ho comprata da un guaritore. Indossala e ti accorgerai che le persone che ti voglio male ti staranno alla larga. Pensa che la donna più anziana del villaggio l’ha confezionata mentre un elefante barriva con la proboscide verso Nord! Un segno di buon auspicio”.

Ebbi un attimo di esitazione e poi manifestai la mia riconoscenza:

“Vale doppio – risposi sorridendo – se l’elefante barriva a Nord! Grazie”.

Per tornare nel mio ufficio dovevo prendere l’ascensore. Mentre aspettavo che arrivasse, riflettevo sulla superstizione e sulla sua longevità. Probabilmente era nata già nella preistoria della Terra, quando qualche cavernicolo, annaffiato da un mammut incontinente, cominciò a pensare che stare sottovento portasse sfiga.

Così pensierosa entrai nell’ascensore, dove mi accolse con occhio languido un collega alto e robusto. Notai subito lo sguardo da triglia appesa all’amo, e lo salutai divertita.

Durante il viaggio lungo sette piani, l’acuta vista del collega individuò, nascosto nella mia mano, il sacchettino col dono magico ed esclamò: “Uh! Hai le noccioline caramellate! Me ne offri una?”

Fu così che capii che il languore nello sguardo dell’omone grande e grosso altro non era che fame! La triglia anelava cibo, non miracolosi amuleti, né attenzioni femminili. Mi addolorò doverlo deludere, nel mostrargli che le noccioline non erano commestibili. Divenne ancora più musone. Tipico dei terrestri essere sempre corrucciati!

Ma in questo mondo la fame vince su tutto, sempre! La fame affina i sensi. La fame per gli umani diventa ispirazione e guida. Si tratta di una caratteristica tipicamente terrestre.

Perciò l’ipoglicemico si offrì di scortarmi fino al mio ufficio. Grazie all’olfatto o all’udito aveva compreso che nascondevo nel primo cassetto i gianduiotti.

Grazie all’udito? Sì, l’aveva udito da un altro collega, che li aveva trovati il giorno prima, cercando abusivamente un mio evidenziatore lilla.

Cara mamma, le credenze dei terrestri sono davvero buffe. Meno male che noi siamo esseri superiori!

Ah! Comunque ho capito come ha fatto il trafugatore di pennarelli di improbabili sfumature ad avere la fortuna di trovare i gianduiotti cercando un evidenziatore! Tutto merito dell’amuleto che porta sempre al collo: un piccolo mammut di legno di nocciòlo, con la coda alzata. Probabilmente controvento.

Scrivimi presto. Ma non domani, ché è venerdì 17 e mi porterebbe iella!

Baci.

Tua Alf


 

Caro babbo,

gli umani sono davvero strani. Nella ditta in cui mi sono mimetizzato, facendomi passare per uno di loro, ho conosciuto una tipica terrestre che racchiude in sé tutti i tratti peculiari di questa specie primitiva: sorride senza motivo e può digiunare anche per un’ora intera! Pensa che nasconde i cioccolatini sottochiave al posto di mangiarseli. Ma soprattutto ha un pessimo gusto quanto a gioielli! Ma come si fa a chiamare “collana” un insieme di palline simili a frutta secca?

Ti saluto, ché è pronto in tavola.

Tuo Uf

Anna Laura Folena (2015)

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Chi sono:

Appassionato di fantascienza credo da sempre, ma scoperto di esserlo in quarta elementare quando mi hanno portato a vedere "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin: era il 1953 e avrei compiuto nove anni in quell'autunno.

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