Abbiamo cominciato ormai molto tempo fa, (il 23 aprile 2015) a offrire un libro gratis, abbiamo contattato un Autore poco sconosciuto qui in Italia, E. R. Mason, che ci ha concesso di fare questa operazione. Le storie che abbiamo in animo di proporre sono due: hanno alcuni personaggi in comune e sono delle avventure spaziali.

È un po’ che non ritorniamo sull’argomento: l’idea è di tradurre, con l’aiuto dei lettori, tutto il libro in italiano! Infatti il romanzo Edgar Richard Mason lo ha scritto in inglese!

Abbiamo già presentato 10 capitoli (dei 30 totali) e li abbiamo resi disponibili.

Da questo annuncio sono passati molti mesi. Più di un anno: eravamo al 21 aprile 2015, alle ore 15:06. Ma noi sapevamo benissimo quanto fosse difficile questo progetto. Abbiamo dunque deciso di cambiare un po’ e presentare i capitoli a uno per volta. A cominciare da oggi proporremo un riassunto delle “puntate precedenti” seguito da un capitolo e dalla possibilità di scaricare il libro in formato PDF, tradotto fino a quel punto.

Inutile dirlo, ci servono traduttori. In questa pagina sono riportate tutte le precisazioni tecniche per poter tradurre. Non serve averlo già fatto: mal che vada vi dirò che la traduzione non è utilizzabile, ma proviamoci. In definitiva mi serve una persona che si legga quanto è già stato tradotto e che prosegua nella traduzione. Farò io stesso una specie di revisione provvisoria del vostro lavoro, il che non è da dire che non sia da ricorreggere!

Datevi una bella spinta. Lanciatevi! E, se avete dei dubbi, scrivetemi!

Nira

Adrian Tarn, allergico alle regole e inaffidabile romantico, accetta di lavorare nella Sicurezza della nave spaziale cartografica Elettra. Il viaggio è monotono, ma mentre la nave viaggia in Amp-luce, i sensori rilevano la presenza di un oggetto: si tratta senza ombra di dubbio di un veicolo alieno, apparentemente abbandonato. Adrian guida una squadra in una Attività Extra Veicolare (AEV), penetrando nella nave aliena. Ma succese una cosa strana: Adrian Tarn non ricorda affatto il momento in cui è entrato nell’astronave! Una improvvisa amnesia!

L’interno dell’astronave è piccolo, fatto per esseri piccoli. Al centro c’è un tavolo con una superficie scurissima, come un buco nero. Uno degli esploratori, Frank, apre una scatola misteriosa che gli esplode in faccia; l’uomo va a sbattere contro la bellissima Nira, la cui macchina fotografica cade sul tavolo nero e scompare sotto la superficie. Frank, sembra morto, ma la meraviglosa tuta spaziale lo ha invece mantenuto in vita, anche se è mal messo. Nira, spostata dall’impatto, è rimasta agganciata ai cavi di un piccolo ascensore che improvvisamente si mette in movimento da solo. Adrian interviene e riesce a salvare la donna, recupera Frank e tutti tornano velocemente sulla loro nave. L’analisi dei campioni recuperati dà strani risultati: nel veicolo alieno c’è energia neuronica, anche se non c’è segno di vita. Tutti gli esploratori hanno però ricevuto “sensazioni” di immessa tristezza durante la missione.

Nel frattempo Maureen Brandon, Capo Analisi Dati, distrugge l’intero data base dell’Elettra per una sua incomprensibile leggerezza e subito dopo sparisce in modo misterioso. Intanto i tecnici, il Capitano e tutti quanti si rendono conto che la nave è del tutto inutilizzabile: non funziona nulla e quindi è impossibile andare via. Adrian sente dire dal capitano che forse sarà necessario consultare l’Inviato, tuttavia non gli viene spiegato chi, o cosa sia questo Inviato.

La tensione è altissima e improvvisamente si scatena una sanguinosissima scazzottata in sala macchine tra il signor Bates e al signor Dern: gravissime le conseguenze fisiche per i due, che però sembrano non sapere il motivo della loro disputa. Purtroppo la loro lotta ha messo anche fuori uso parecchi sistemi di navigazione.

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(Traduz. di Paolo Buzzao)

Frank ed io facemmo i turni al lavandino di un piccolo bagno nella zona dell’infermeria. Prima io ché ero quello più sporco di sangue, intanto, mentre mi lavavo la faccia, Frank aspettava il suo turno: lo fissai nello specchio.

“Immagino tu conosca bene quei due.”

“Sono degli esperti di propulsione Amp-luce. E sì, li conosco bene. Almeno così credevo fino a poco fa. Quelli non erano loro. Erano persone del tutto diverse. Non capisco.

“Forse è la tensione di stare su una nave alla deriva.”

“Ma no. Sono tipi che fanno a gara per vedere chi si avvicina di più agli scarichi di un razzo. Adrian, dovresti essere con loro in sala prova durante un test su un micro motore al massimo della potenza!”

“Ah, non è per me.”

“Infatti: si mettono una tuta ignifuga da 50 chili con cappuccio e un visore spesso 25 centimetri. Quando la potenza raggiunge il massimo e oltre, nel getto di gas di scarico appaiono nuvolette a forma di diamante. Sono degli affari che rimbalzano per la sala come una bomba carica. Quei due vivono per affrontare ‘ste cose. Sanno benissimo che i motori possono incendiarsi, eppure non hanno nessuna paura di farsi male.”

“E che cavolo! Erano amici?”

“Ma sì.”

“È una cosa che dà da pensare, no?”

“Sarebbe?”

Be’, chi altro ha cominciato a comportarsi in modo strambo?”

Mi guardò a lungo. Sentivo le rotelline del suo cervello che lavoravano a tutta. Prima arrivò la comprensione, poi il sollievo, quindi la gratitudine e infine lo stupore. “Che accidenti sta succedendo?”

“Be’, quel che sia, non riguarda solo i computer. A meno che non si voglia considerare il cervello una specie un computer molto sofisticato, no?

Non ebbe tempo di rispondere perché ci chiamarono in sala medica. Il dottor Pacell era stanco e stressato. Non ci diede modo di chiedere nulla.

“Allora, penso che poteva andar peggio. Devo vedere le registrazioni delle telecamere della sala macchine per capire come mai tutte quelle ferite e magari per individuare dei problemi che possono essermi sfuggiti. Dern è quello che sta meglio. Si è rotto il braccio e il gomito sinistro. Il sangue dal naso è roba da poco. Non ha altri problemi fisici. In questo momento è seduto in sala di attesa, in stato confusionale. Come se si fosse appena svegliato in un posto sconosciuto e non nessuna idea di cosa gli possa essere capitato.

“Bates invece ha una grave commozione cerebrale. Se ben capisco, si è beccato il tubo di Dern e si è fatto parecchio male. Ha un’emorragia dall’occhio sinistro, anche se probabilmente non subirà danni alla vista. Dovrebbe essere privo di sensi e invece non lo è. Lo terremo comunque in cura intensiva, ma dovrebbe farcela. Continua a borbottare qualcosa su sua madre che durante un fine settimana lo avrebbe abbandonato in una fattoria orfanatrofio.  Non c’è mai stata nessuna fattoria orfanotrofio in questo secolo. I due pazienti saranno tenuti sotto stretta osservazione. Non so cosa possa aver provocato ‘sto casino. Uno di voi due è ferito?”

Facemmo cenno di no.

“C’è stato un litigio?”

“Incaricheremo un ufficiale di indagare, Doc. che altro possiamo fare per lei.”

“Una cosa, signor Tarn, il comandante Tolson mi ha chiesto di parlare con lei a quattr’occhi su una faccenda che non ha nulla a che fare con gli ultimi avvenimenti. Ha un minuto?”

Frank restò lì, mentre il dottor Pacell mi faceva strada verso il suo studio privato. Anche lì c’erano disegni di bambini al muro. Pochi libri veri e propri in un singolo scaffale. Riconoscimenti e certificati incorniciati e appesi con grande evidenza. Il medico si sedette dietro la scrivania di legno venato su cui c’era il terminale bianco grigio, in un angolo. Appoggiò la sedia al muro e si strofinò la faccia con due mani. “Questa doveva essere una spedizione tranquilla e noiosa.”

“Già, così avevano detto.”

“Ma in infermeria succedono cose che non le ho ancora detto.”

“Ah, cavoli!”

“Sì e sono preoccupanti. A partire dal secondo turno di ieri, molti mi segnalano di aver avuto incubi importanti. In un primo momento ho pensato si trattasse solo di coincidenze. Ci sono stati tre rapporti da quelli che secondo turno. Stamattina altri sei. Tre nella notte, e tre da quelli che si erano appena alzati per andare al lavoro. Tutti sognano di essere assaliti o intrappolati. Piuttosto strana come coincidenza.

“Qualche idea?”

“No. Ma ci sto lavorando. Ho cominciato a fare elettrocardiogrammi auto-analitici su chi si presenta per quel problema. Non ne parlerò con nessuno: la forza di suggestione può far aumentare questo tipo di fenomeni. Ma la terrò informata di tutto.”

“Ma certo.”

ascension_atrium“E c’è un’altra cosa che dovrebbe trovare molto interessante. È venuto uno delle pulizie lamentando un breve attacco di amnesia. Andava a prendere i rifiuti dai compattatori nell’area degli ufficiali e la cosa successiva che ricordava è che stava facendo su e giù in un ascensore. Lo hanno trascinato fuori. Lo avevano trovato quando salivano, e mentre scendevano era ancora lì, e si sono resi conto che qualcosa non andava.”

“Se ne stava in piedi, completamente assente?”

“Per quel che ne so. Tolson ha il quadro completo. Probabilmente è già da un pezzo nella vostra E-Mail della sicurezza. Ammesso che ritengano sufficientemente sicuro usare la rete.  Mi aspetto che Pell si faccia vivo con una depressione allo stadio terminale. Son due giorni che il suo gruppo dà la caccia ai fantasmi di internet. Per fortuna non ci sono stati problemi simili in infermeria.”

“Ho una riunione dello staff alle 23.00, Dottore. Torno dopo e ne parliamo ancora.”

“Quando vuole. Comunque, alla riunione ci vedremo. Hanno chiesto che ci fossi anche io.”

“Siamo tra i fortunati.”

“Forse sì… almeno per ora.”

salaFeci breve puntata nella mia cabina per cambiarmi la tuta di volo e riuscii ad arrivare alla riunione con cinque minuti di anticipo. Con mia sorpresa vidi che, al di fuori delle porte aperte, si era radunata una discreta folla. Mi feci delicatamente strada e trovai tutti i posti occupati. In una stanza con una capacità massima di 30 c’erano almeno cinquanta persone che volevano partecipare. Il capitano Grey e i suoi collaboratori erano già seduti. Spiccava l’assenza del capo del gruppo analitico, la signora Maureen Brandon. Grey sembrava non solo in grado di gestire la situazione, ma appariva anche del tutto a proprio agio. Tolson lo guardava attentamente per carpire qualche informazione in anticipo. Mi intrufolai tra le sedie e mi addossai alla parete posteriore, schiacciato tra due persone che non conoscevo. C’era una strana mancanza di conversazione. L’atmosfera era tesa.

Grey fece un cenno con la mano e le luci si abbassarono. Un diagramma di flusso del sistema di controllo del motore principale comparve sul muro. La gente che si stipò dentro nel momento in cui vennero chiuse le porte era tanta da impedire a molti di vedere. Grey si stravaccò nella sua sedia e ignorò la folla.

“Okay Paul, ha individuato una zona precisa per il guasto?

Paul Kusama, ingegnere capo della propulsione, si alzò. I capelli neri che si stavano ingrigendo si abbinavano piuttosto bene con le borse sotto gli occhi. La tuta di volo era spiegazzata e le maniche parzialmente tirate su. Pareva decisamente stanco.

“Purtroppo no, Capitano. Abbiamo la sicurezza che i guasti si sono verificati separatamente in sette zone diverse. E non è un problema riproducibile. La buona notizia e che tutti I guasti hanno interessato solamente i sottosistemi del computer.  Abbiamo installato l’Unità di Controllo dei Sistemi il più a monte possibile, nella sezione di coda, dove si interfacciano i motori e non ci sono guasti a quel livello. Abbiamo quindi ragione di credere che non ci siano problemi connessi direttamente alla propulsione Amp-luce. Riteniamo, se necessario, di poter effettuare un avvio manuale dei motori, bypassando tutti i sistemi dei computer di bordo.”

warp_drive“Ma non siamo in grado di collegare gli Amp-luce con la propulsione tachionica, e quindi non ci sarebbe modo di passare a velocità luce, giusto?”

Prima che Kusama potesse rispondere alla domanda, prese la parola un ingegnere del controllo di simmetria, ma non riuscii a vedere chi fosse.

“Non abbiamo avuto problemi in controllo di simmetria, Capitano. Potremmo rimanere in stand-by e attivare il sistema durante l’accelerazione manuale. Il peggio che potrebbe succedere è che tutto vada in blocco e che il complesso dei motori si spenga.”

“Ok, qual è la situazione dei propulsori tachionici?”

“Non ci sono problemi con nessun sistema o sottosistema di propulsione tachionica, Capitano.

Siamo a posto, per quanto ci risulta. È strano che i sistemi Amp-luce si guastino con tanta frequenza, quando le nostre dotazioni non presentano alcun problema.”

Grey fissò il nulla, una mano sul mento. “Va bene. C’è qualcuno che ha qualcosa da dire sulla propulsione principale?”

Silenzio.

“Ok, signor Davis, sentiamo la sua relazione sui problemi al controllo spinta.”

La proiezione sul muro mostrò adesso il diagramma a blocchi dei sistemi di controllo della propulsione di manovra. Davis si alzò e si accarezzò il ciuffetto di capelli rossicci sulla testa semicalva. Prese una lunga bacchetta gialla e colla punta diede dei colpetti alla sezione del diagramma dove c’era scritto “inizializzazione”.

“La nostra zona di competenza guasta è circoscritta, Capitano. Siamo in grado di programmare nuove sequenze di spinta nel processore, che in effetti le trasforma in validi codici di controllo, però l’attivatore non accetta quei codici. Abbiamo però verificato che siamo in grado di comandare manualmente i flussi di spinta. Lo abbiamo fatto in un propulsore a poppa e in uno a prua per due millisecondi e ha funzionato. Anche se il sistema a quel punto avvia una sicurezza per mantenerci stabili, per cui ci riporta automaticamente alla posizione di partenza. Ma abbiamo appurato che si può fare.”

Grey rimase immobile per un secondo, aspettando che qualcun altro prendesse la parola.  Nessuno. Sospirò, come se l’intera faccenda fosse noiosa. “Qualcuno ha idee per il tutto il gruppo?”

Silenzio.

“Quello che faremo è predisporre un altro tentativo per domani alle 07.00. Se necessario, forzeremo i propulsori di manovra per andare in allontanamento, quindi inizieremo un’accensione manuale dei motori Amp-luce. Metteremo un po’ di distanza tra di noi e questo settore dello spazio e poi ci fermeremo per dare un altro sguardo all’insieme. Tutti si preparino all’operazione. Se qualcuno ha dei dubbi, li voglio sapere immediatamente. Per la riunione plenaria questo è tutto, se non c’è altro. Adesso dividiamoci per gli incontri settoriali.”

Per un istante sembrò come se nessuno volesse andar via. Ma poi le porte si aprirono e lentamente iniziò un silenzioso esodo. La fila del personale calò piano piano fino a sparire. Grey si voltò e mi sorprese indicando di chiudere le porte. Stavo muovendomi e Tolson mi fece cenno in direzione di una delle sedie vuote al tavolo centrale. Presi posto vicino a Erin.

Grey si piegò in avanti. “Quali sarebbero precisamente le difficoltà che dovrebbe affrontare per una retromarcia manuale, Signor Davies?”

Davis rimise il puntatore sul suo sostegno e prese la sedia all’estremità più lontana del tavolo. “Ce ne sono diverse, Capitano. Dobbiamo staccare le connessioni in fibra dal sistema di controllo automatico, ma fare in modo che il sistema centrale creda di avere ancora la guida dei propulsori. Poi, possiamo indurre la nave a spostarsi, senza dover contrastare il desiderio del sistema di controllo di mantenerla stabile. La nostra retromarcia sarà, nel migliore dei casi, irregolare, ma Ray ha detto che non si presenteranno problemi di sicurezza. Non c’è nulla qui su cui andare a sbattere eccetto quella nave. Per un breve periodo, andremo alla deriva a una distanza molto ridotta rispetto all’altra nave. Naturalmente, ci sarà la tendenza ad una forza di attrazione tra le due.  Non correremo solo il rischio di una collisione, ma abbiamo anche misurato un significativo potenziale statico tra gli scafi.  Se ci avviciniamo troppo potrebbe anche formarsi un arco elettrico tra le navi. In ogni caso è un azzardo, e potrebbe benissimo non funzionare.

“Ma pensa che sarete pronti per il tentativo delle 07.00, Sig. Davis?”

“Certamente signore, questa è la sola cosa di cui siamo sicuri.”

Per quel che riguarda gli amp-luce, Paul: avete qualche altro dubbio da dichiarare?”

“Nessuno, Capitano. La nostra condizione è esattamente quella riferita all’incontro generale. Guardiamo con ottimismo all’accensione manuale.”

“Bene, signori, siamo nelle vostre mani. Chi deve riferire sull’opzione delle navicelle di ricognizione?”

navicella“Sono io, Capitano.” Dal lato sinistro del tavolo, Terry Lee, il capo ingegnere strutturale, alzò la mano. “Abbiamo il modello di un accessorio studiato per le navicelle da ricognizione, e abbiamo condotto simulazioni in numero sufficiente per sapere quale deve essere la migliore ipotesi possibile. Due navicelle, una a poppa e una a dritta, a 240 e a 80 gradi rispetto al piano Y. Questo ci dà un margine sufficiente per evitare ritorni di fiamma dai motori. Dovrebbe essere uno spostamento molto lento. Una volta preso l’abbrivio, le navicelle dovrebbero solo accompagnarci. Per questo piano, i propulsori debbono essere scollegati. Ne avremo bisogno in seguito, per fermare l’Electra. Non abbiamo rinforzi adatti sulla struttura vicino al nucleo del reattore per usare le navicelle di esplorazione. Esse potranno tornare nella stiva in qualsiasi momento durante lo spostamento, ma senza propulsori ci limiteremo a andare indietro per inerzia. Abbiamo anche simulato possibili problemi coi portelli della stiva. Tecnici in tuta spaziale possono benissimo aprirle a mano, se fosse necessario. Servirebbero diverse ore, ma si può fare. I piloti nelle navicelle pressurizzate non avranno nessun problema di sussistenza per tutta l’operazione.”

Grey fece un segno di approvazione con la testa. “Molto bene, Paul. Mandi via gli ordini per le modifiche necessarie alle navicelle di ricognizione, senza far troppo chiasso. Voglio che siano pronte se tutto il resto dovesse fallire. Metteremo della distanza tra noi e quella maledetta nave in un modo o nell’altro.”

Grey si voltò verso Erin. “Ho letto il rapporto preliminare dell’analisi del gruppo delle scienze naturali per quanto riguarda i dati alieni riportati dalla squadra di Tarn. C’è qualche conclusione che io possa usare?”

Erin fece una smorfia. “Devo confessare di no, Capitano. Non possiamo esprimerci con certezza.”

“Il suo gruppo non è in grado di dirmi se a bordo ci sono forme di vita?”

“C’è qualcosa, signore. Non sappiamo di che si tratti, se un qualche tipo di reazione chimica, o stratificazioni di memoria. Non abbiamo abbastanza elementi per dirlo. Mi dispiace.”

“Possiamo fare un tentativo per provare a comunicare con ciò che c’è a bordo di quella nave, qualsiasi cosa sia?”

“Signore, sarebbe come se un uomo provasse a parlare in uno stadio pieno di gente senza un microfono. In questo caso l’ampiezza del segnale non conta nulla. Sarebbe solo un altro rumore in una stanza molto chiassosa. Ci avevamo pensato, signore.”

Grey stava per fare un’altra domanda, quando fu interrotto dal dottor Pacell. “Capitano, esiste una possibilità che potrebbe risultare utile in questa faccenda, per almeno due scopi.”

“La ascoltiamo, Dottore.”

“In primo luogo, vorrei avere un campione della sostanza che è stata trovata sulla nave aliena. In definitiva tutto gira intorno a questa roba.  Me ne servirebbe una piccolissima quantità. Una goccia sarebbe sufficiente. Servendoci delle attrezzature mediche di isolamento nell’infermeria, la squadra di Erin potrebbe fare degli studi direttamente sul materiale. Ci sono vari test molto importanti che potrebbero essere fatti su quella cosa.”

“Sta ipotizzando che ci sia una relazione tra i fenomeni psicologici che stiamo vivendo a bordo dell’Elettra e la sostanza a bordo di quella nave, dottore?”

“Capitano, sono certo che lei si renda conto che gli incidenti con cui abbiamo a che fare sono cominciati col nostro arrivo qui, e continuano ad aumentare sempre più. Vorrei vedere se riesco a trovare una correlazione. Quel materiale, per come la vedo io, emana una fortissima energia neuronica, e già questo rappresenta una coincidenza sospetta circa il tipo di problemi che stiamo affrontando. Dobbiamo capire se esiste una connessione, quali potrebbero essere gli effetti concreti, e quale potrebbe essere una risposta adeguata. Ritengo che sia molto importante. Quando riusciremo ad allontanarci da questa area di spazio, non possiamo essere certi che i problemi spariranno. E potrebbero essere collegati a quella nave lì fuori.”

Grey guardò verso Tolson e scosse la testa incerto. “Dottore, il Comandante Tolson e io ne abbiamo già discusso. Lei sta suggerendo di mandare un’altra squadra AEV laggiù, immagino.”

“Se non lo facciamo, partiremo senza sapere, Capitano. E, se i problemi che abbiamo continuassero a diffondersi e ad aumentare, saremmo costretti a tornare indietro per trovare risposte?”

Il Capitano abbassò gli occhi e scosse la testa, “Gesù…”

“Credo che i problemi di incubi, la perdita di memoria, e l’inspiegabile lotta che è accaduta in sala macchine siano collegati, Capitano. È stato solo per un caso fortunato se non è successo qualcosa di più grave alla nave.”

Grey si sedette e fissò avvilito l’ufficiale capo della sicurezza. “Ray, la prossima volta che mi avviserà di non deviare dal programma, mi ricordi di darle retta, ok?”

Scontro, 11 capitoli

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