reyes I Sovrani delle Stelle di Edmond Hamilton è il romanzo che più mi ha affascinato tra le centinaia di opere di fantascienza che ho letto, tanto che mi sono messo perfino a collezionare le varie traduzioni straniere (ho perfino quella in giapponese che purtroppo non sono in grado di leggere! Quella turca mi è sfuggita e quella in portoghese-brasiliano non mi è mi arrivata anche se pagata). Grande è stata però la mia meraviglia quando tra le mani mi è capitato una recente edizione spagnola, Los Reyes de las Estrellas, Colleccion Aelita, Aprile 2004, traduzione di Román Goicoechea, che terminava con un finale completamente diverso dall’originale. Mi sono informato e sembra che si tratti di un’edizione non autorizzata.

Non starò a raccontare la trama del romanzo, perché rovinerei il gusto di leggerlo a chi non ancora lo conoscesse. Inutile dire che lo raccomando caldamente. Dirò solo che John Gordon, uomo della Terra del nostro tempo, dopo avere vissuto un’incredibile avventura in un futuro lontano duecentomila anni, si ritrova di nuovo sulla Terra, lontano da Lianna, principessa di Fomalhaut, da lui intensamente amata. Anni dopo Hamilton riprenderà la storia in un nuovo romanzo, che è compreso nel volume Sovrani delle Stelle della Editrice Nord e darà una sua soluzione.

Tornato sulla Terra Gordon a un certo punto riprende il suo lavoro:

Si, ora sto bene – rispose Gordon. – E desidero riprendere il lavoro; credo che mi aiuterà a ristabilirmi del tutto!

L’edizione spagnola in questione non è sempre aderente al testo originale perché deve fare tornare la logica delle modifiche, ma riporto qui di seguito il finale che si aggancia bene al paragrafo sopra citato.

– Sarebbe un incarico stupendo per me, signore.

Poi una notte, due settimane dopo il suo ritorno, capitò che mentre se ne stava seduto in casa fissando pensieroso il vuoto, sentisse suonare alla porta.

Gordon andò ad aprire e rimase sorpreso di vedere una ragazza che non conosceva, una giovane pallida di colorito, dai capelli neri, d’aspetto incantevole, che lo guardava dando segni di un’estrema timidezza.

– Mi chiamo Ruth Allen – cominciò a dire lei con voce incerta, senza staccare gli occhi dal viso del giovane.

– Ruth Allen! – esclamò John Gordon, sorpreso. Non sapeva dove fosse successo, ma ricordava di aver già sentito quel nome.

Poi all’improvviso se ne ricordò. Era la ragazza di cui il dottor Willis gli aveva accennato, quella che aveva subito uno shock e che stava in stato di coma permanente nello stesso ospedale in cui era stato ricoverato Zarth Arn.

– Credevo che non si sarebbe più ripresa…! – cominciò a dire John Gordon.

Però all’improvviso la voce gli mancò mentre fissava sbalordito il bel viso pallido della ragazza.

In quel momento gli parve che quel volto fosse diventato trasparente, come se attraverso le espressioni di quegli occhi neri stesse vedendo un altro viso, altri occhi, un’altra donna.

Era una follia, una cosa assolutamente demenziale. Ma neanche se gli fosse costato la vita John Gordon sarebbe riuscito a reprimere il grido soffocato che gli sfuggì dalle labbra mentre tendeva le mani verso la ragazza.

Lianna!

Ella avanzò con passo incerto buttò le braccia al collo del giovane e premette la testa contro la guancia di lui singhiozzando.

– John Gordon! Mi hai riconosciuto perfino in questo corpo. Sapevo che mi avresti riconosciuto!

– Sto forse sognando, Lianna? – chiese lui d’impeto. – Com’è possibile che tu sia qui in questa epoca! È assolutamente impossibile!

– Però è così! – gridò la ragazza con gli occhi colmi di lacrime, occhi diversi però perché questi erano gli occhi di Lianna. – È tutta opera di Zarth Arn! – aggiunse piangendo. – Quando è tornato a Throon mi ha raccontato tutta la storia! Che eri tu, nel suo corpo, l’uomo che io amavo realmente!

– E quando mi ha detto che eri tu, proprio tu, l’uomo che io amavo e che amerò sempre, e l’ho supplicato di inviarmi nella tua epoca, Zarth Arn ha utilizzato la sua macchina per fare ciò che gli chiedevo. Si prestava perfettamente al caso la ragazza qui sulla Terra il cui corpo era sano ma la cui mente era irrimediabilmente persa così mi ha proiettata nel suo corpo per permettermi di raggiungerti.

Gordon la guardava stupefatto e sconvolto.

– Santo Dio, Lianna, non puoi farlo! Il tuo corpo!

Lei gli sorrise…ed era proprio il sorriso di Lianna quello.

– Il corpo della principessa Lianna di Fomalhaut rimarrà per sempre in coma su Throon. Che importanza può avere la differenza dei corpi per noi, per noi che ci amiamo reciprocamente nel nostro intimo?

– Ma non posso permettere che questo avvenga! – gridò lui sconvolto. – Tu devi tornare indietro!

Ma la ragazza aveva già deciso.

– Io sono qui e qui resto e non ti lascerò dire nessun’altra parola al riguardo!

Di nuovo le si riempirono gli occhi di lacrime quando lui la strinse tra le sue braccia e appoggiò la guancia contro i capelli serici di lei.

– Lianna! Lianna!

Più tardi, seduti davanti alla finestra mentre il crepuscolo si stava trasformando nella notte, Lianna gli raccontò del ritorno di Zarth Arn a Throon e la sorpresa mista a gratitudine che gli aveva sentito esprimere quando aveva saputo ciò che Gordon aveva fatto mentre occupava il suo corpo.

– Piangeva quando me lo raccontava, John Gordon. Non riusciva neppure a parlare quando mi raccontava in che modo hai lottato per l’Impero.

Rimase un momento in silenzio contemplando il cielo stellato.

– Adesso loro sono sulla lontana Throon, Zarth e la sua Murn, Jhal Arn e Zora, tutti quanti. Che cosa sono il tempo e lo spazio se non una pura distanza?

Gordon espresse l’unico dubbio che adombrava la sua profonda felicità.

– Però, Lianna, in quella altra epoca tu eri la principessa di un regno stellare. Questa vecchia Terra, ti potrebbe sembrare un paese di barbari.

Lianna lo guardò sorridendo.

– No, John Gordon questo è il tuo mondo e adesso è anche il mio. E dopo le guerre e gli intrighi dei mondi stellari che hai conosciuto mi pare che questo sia un mondo pittoresco e tranquillo per due persone che si amano.

Gordon non protestò. Era più che soddisfatto con Lianna tra le braccia, mentre contemplavano le luci di New York sotto lo scintillio della galassia che attraversava il cielo.

Aveva desiderato vivere grandiose avventure, ma aveva incontrato qualcosa di più importante. Al di là di un baratro temporale di duecentomila anni aveva incontrato e conquistato una fidanzata, una figlia di soli lontani, una principessa dei regni delle stelle che dureranno per sempre nel tempo e nello spazio.

La nostra copertina è tratta da Amazing Storie Magazine.