John Scalzi è un autore americano di fantascienza e di grandissimo successo.

È stato parecchie volte nella shortlist dei Nebula e degli Hugo. Con “Uomini in rosso” (Redshirts) del 2012, ha vinto nel 2013 il Premio Hugo e il Premio Locus.

Questo è stato il romanzo con cui io ho conosciuto Scalzi e non l’ho trovato particolarmente bello, malgrado il successo ottenuto. Ma c’era qualcosa nel modo in cui era scritto, che mi ha fatto venire voglia di approfondire la conoscenza con questo Autore.

Sarebbero passati degli anni prima che io potessi leggere il libro con cui John Scalzi è stato in corsa nel 2017 ai Premi Hugo: The Collapsing Empire, pubblicato in traduzione italiana presso Fanucci, con il titolo Il collasso dell’impero.  Si tratta del primo libro di una serie intitolata L’Interdipendenza e di cui è uscito il secondo libro nel 2018, The Consuming Fire. È previsto un terzo volume per il 2020, The Last Emperox.

Ma di questo parleremo probabilmente più avanti, per presentare appunto il secondo libro della serie.

Oggi voglio invece parlare di un’altra serie scritta da John Scalzi, incominciata con il suo primissimo romanzo, pubblicato nel 2005 e subito candidato ai Premi Hugo del 2006. Ne sono venuto a conoscenza solo per un Twitter che Scalzi ha pubblicato sul suo profilo. E non credo di aver mai visto un Autore che twitti più di lui! (@scalzi)

“Secondo me Old Man’s War è il migliore libro mio per cominciare: se vi dovesse piacere è probabile che vi piacerà qualsiasi altro mio romanzo. Se invece vi dovesse fare proprio schifo, allora credo che sarà meglio per voi trovarvi un altro autore di fantascienza.”

Quella lanciata da Scalzi è una vera e propria sfida ai lettori e naturalmente, chi sono io per non accettare una sfida!?

Il libro in questione è diviso, dal punto di vista logico, in due parti ben separate. Nella prima parte apprendiamo che compiendo i settantacinque anni di età è possibile arruolarsi in una forza militare Extra Planetaria, nata per difendere i Coloni dello Spazio.

La gente comune non sa nulla di questi Coloni dello Spazio e tutte le astronavi e le misteriose apparecchiature che servono per i viaggi e per tenere sotto controllo le Colonie non sono a conoscenza, né tanto meno alla portata del grande pubblico.

In pratica sulla Terra si vive più o meno come adesso, anche se si sa che esiste una organizzazione privata e segretissima, in grado di gestire i viaggi nello spazio, normalmente preclusi a un privato cittadino. A meno di non aderire alla Colonia, o arruolandosi, superati i 75 anni, nell’Esercito. Di queste due cose non si sa nulla.

Questa misteriosa situazione è portata avanti molto bene da John Scalzi nella prima parte: il lettore si domanda perché siano richiesti i 75 anni. Perché i Coloni possano essere di qualsiasi età, mentre i soldati debbano essere così vecchi! E come mai sulla Terra non si nulla di come funzionino le Colonie, o addirittura non si sa con sicurezza se le Colonie esistono.

Naturalmente io non ve lo dirò: la sorpresa fa parte di tutta l’avventura!

Poi ci sono anche altri misteri che poco per volta arrivano con la storia e che hanno ben presto un loro sviluppo e una loro spiegazione.

Arrivati a metà libro, la situazione cambia del tutto: effettivamente i settantacinquenni diventano soldati, anche se non vi spiego perché e da qui in poi sembra di rileggere “Fanteria dello Spazio” di Robert A. Heinlein. Il romanzo di Heinlein è così famoso che forse non vale la pena raccontarlo. Ma insomma, si tratta di terrestri che combattono contro gli alieni.

Non si può certo dire che Scalzi abbia copiato: terrestri contro alieni è un po’ come cowboy contro indiani. Dietro all’idea ci sono un miliardo di storie potenzialmente uguali, ma quasi sicuramente diverse.

Sono poi d’accordo con John Scalzi nell’indicare questo primo romanzo, come il migliore suo per cominciare a leggerlo. Non ho affrontato i romanzi successivi, ma questo è senza dubbio il più originale, con quella prima metà misteriosa e molto intrigante.

Ah, una cosa! Il libro è talmente divertente, da essermi scoperto più volte a ridere da solo come un deficiente, con mia moglie che mi fissava temendo una completa mia uscita di senno!

Il ciclo contiene sei romanzi al momento. Per ragioni che vorrò appurare, la sezione Wikipedia italiana su John Scalzi ne segnala otto, ma qui si sta creando molta confusione forse dovuta al fatto che Netflix ha segnalato di voler produrre un film televisivo e SyFy (televisione via cavo) vuole sviluppare una serie.

Nel dicembre del 2017, Netflix ha annunciato di aver acquistato i diritti per Old Man’s War da cui sviluppare un film. Nel 2014 […] SyFy ha annunciato di lavorare allo sviluppo di una serie TV.

In Italia è stato tradotto solo il primo libro con il titolo Morire per vivere e il secondo, Le brigate fantasma (The Ghost Brigades, 2006), entrambi per la casa editrice Gargoyle. Non ho letto questa versione tradotta, di cui non so dunque dire niente.

Gatto trovatello in casa di John Scalzi

Smudge appena arrivato a Casa Scalzi

Ho provato diverse volte a contattare John Scalzi, cosa che sembrerebbe facile, vista la sua disponibilità su Twitter e un indirizzo email chiaramente esposto al pubblico nel suo blog, ma non mi ha mai risposto. Eppure so tutto di lui, quanto ami la moglie e la figlia, della sua casa circondata da prati e con tantissimi gatti. Come se non  bastassero i gatti suoi, l’anno scorso ha trovato sul prato e ha adottato un trovatello che ha chiamato Smudge (Macchia) e che in brevissimo tempo è diventato chiaramente il padrone di casa sua. Leggendo i suoi Twit imparerete tutto di casa Scalzi, ma non vi risponderà mai. Per lo meno a me è successo così.

E questo anno che viene come sarà la situazione premi? John, lo vinciamo quest’anno lo Hugo?

Mah! Il romanzo The Consuming Fire l’ho appena cominciato a leggere e il primo quinto di libro non mi sembra avvincente come The Collapsing Empire… Ma naturalmente mancano gli altri quattro quinti!