Martin Wilsey

Martin Wilsey non è molto noto in Italia e, come ci conferma lui stesso, ha cominciato a scrivere da non molti anni. Preparando il sito Cose da Altri Mondi, il nostro redattore Luca Oleastri ce lo ha presentato e infatti ora Martin scrive articoli per quel nostro nuovo Web Magazine.

Caro Martin, ho letto il tuo “Still Falling” e mi piacerebbe poter pubblicare qualche tuo commento e qualche curiosità in merito. Ma prima, credo che i lettori vogliano sapere qualcosa di te: qualcuno dei tuoi libri è stato tradotto in italiano?

No, i miei libri non sono mai stati tradotti in italiano. Però sono sempre molto sorpreso a vedere che riesco comunque a vendere in sacco di libri in tutto il mondo.

Puoi raccontarci qualcosa di te: chi sei, che cosa ti interessa…

Io ormai faccio solo lo scrittore. Still Falling è stato il mio primo romanzo ed è stato pubblicato nel marzo del 2015. Meno di tre anni dopo ho avuto la fortuna di poter smettere di lavorare e così ho cominciato a scrivere professionalmente. Otto anni prima dell’età normalmente richiesta per la pensione.

Da giovane adoravo la fantascienza e il fantasy. Volevo tantissimo scrivere un romanzo. E poi l’ho fatto. Non sono più riuscito a smettere! Al momento ho scritto 4 libri e parecchi racconti.

Come si muove negli Stati Uniti uno scrittore di fantascienza? È possibile vivere solo scrivendo SF?

Sì, è possibile vivere solo scrivendo SF. Io ho lasciato il mio lavoro di scienziato nel febbraio del 2018 e sono contento. Mia moglie è mia grande sostenitrice. Anche lei è in pensione.

Tu sei decisamente molto attivo nella scrittura. Tra l’altro vedo che offri anche molti titoli completamente gratuiti. Quale è il motivo, o la causa, a questo punto?

Quelli gratuiti sono dei racconti, scritti per gli appassionati della serie. A volte si tratta di capitoli che ho tagliato dai miei romanzi, per trasformarli in romanzi brevi e così li offro gratuitamente sul mio sito Internet.

Del resto sono anche uno strumento di marketing, per dare a tutti un assaggio gratuito del mondo che ho costruito. Se questi racconti piacciono è molto probabile che i lettori vadano a comperare i romanzi. Invece, se uno avesse già letto il romanzo, qui può approfondire storia e carattere di alcuni personaggi.

E comunque, mi diverto parecchio a scriverli.

Ho letto Still Falling perché me lo avevi suggerito tu. Noi ci siamo conosciuti durante la messa a punto della Rivista Web Cose da Altri Mondi a cui partecipi con i tuoi ricordi, con articoli scientifici e speriamo anche qualche tuo racconto prima o poi. Ti è capitato di essere nominato ai Nebula o ai Premi Hugo?

No, mai avuto nomination a Nebula, o Hugo Awards. Ai miei lettori non piace per niente la politica che ha inquinato questi premi. Per chi mi legge un premio non è affatto garanzia di buona qualità in un romanzo. È qualcosa di inopportuno. Non mi interessa seguire i vari premi, o le recensioni. A me interessa solo scrivere.

Parliamo di Still Falling e più in generale della trilogia Solstice 31, che ho visto offerta in un Omnibus che ho subito comperato. Degli altri due romanzi eventualmente ne parleremo in un prossimo articolo.

È una storia un po’ diversa dalle solite: una nave da guerra terrestre è distrutta all’avvicinamento di un pianeta in teoria sconosciuto. Nessuna astronave nemica in vista, quindi la reazione è provocata da difese automatiche. Un solo soldato riesce (apparentemente) a toccare il suolo. I protagonisti del romanzo però sono per lo meno due: il soldato Barcus e una straordinaria Intelligenza Artificiale inserita all’interno del Modulo d’Emergenza, la quale sviluppa una voce e un carattere del tutto femminile e dice di chiamarsi semplicemente Em.

Diciamo ai lettori che si tratta di un romanzo di avventura nel senso più classico del termine. Si scoprirà subito che il pianeta è stato da moltissimi anni colonizzato da un gruppo di ribelli fuggito dalla Terra e quello che adesso succede su quel mondo è decisamente inquietante. Si sono create delle caste crudeli, ma il modulo di emergenza, Em, ha un mucchio di sofisticati sistemi per imparare e rilevare che cosa sia successo e cosa stia succedendo. Barcus è così una specie di Robinson Crusoe con molte più risorse e poco per volta si adatterà a fronteggiare la cruda realtà di quel luogo.

È più che evidente che con un finale libero, tu inviti a proseguire il racconto nel secondo (The Broken Cage) e nel terzo libro (Blood of the Scarecrow).

La saga di Solstice 31 è infatti distribuita in tre romanzi, ma ogni libro della serie è diverso dall’altro in molti modi. Ai lettori piace la profondità della trama, amano i vari personaggi. Fin da subito è in realtà la storia di un uomo, Roland Barcus che è stato accusato di aver provocato l’incidente detto Solstizio del 31 (Solstice 31) con la conseguente uccisione di 110 milioni di persone sulla Terra. È la storia dell’uomo, è il mistero, è l’avventura, gli intrighi politici che stanno dietro a tutto.

Ho anche scritto un quarto romanzo che si intitola Virtues of the Vicious, il quale si svolge nello stesso universo, ma è un libro a sé.

Una curiosità, per finire: questo “Still falling” del titolo. Nel libro c’è un capitolo con questo titolo che è collegato alla “caduta” di un edificio. Anzi, si afferma che quello sia stato l’episodio che abbia originato tutto il problema del “Solstice 31.” In questo primo libro non sappiamo ancora con precisione in cosa consista “il” problema, sappiamo solo dei 110 milioni di morti, come hai detto tu, per cui è ancora tutto molto misterioso.

Ma perché “Still”? nel senso di “Caduta lenta”, o “Sta ancora cadendo?”

Il titolo Still Falling deve essere inteso come una caduta su diversi piani narrativi. La saga inizia con Barcus che infatti cade su un pianeta sconosciuto. Anche se lui sopravvive, tutti quelli che ha conosciuto e amato sono morti. Assassinati! E lui è perduto, arrabbiato e solo. Vaga tra rabbia e disperazione provando a farcela. Lo salverà il fatto di cadere in una storia d’amore (falling in love, come si dice in inglese), con una donna che riesce a cambiare se stessa e anche lui allo stesso tempo. Quindi questo cadere c’entra poco con la forza di gravità. Una caduta, del resto, che può descrivere la vita stessa del personaggio.

Grazie di tutto Martin. E a risentirti in Cose da Altri Mondi!

Sì, ci vediamo lì. E grazie a te.