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Alien2 sulla terra

Titolo Italiano Alien 2 sulla terra Interpreti Belinda Mayne belinda-mayne-sm
Titolo americano Alien 2: On Earth
Produzione ITA Mark Bodin mark_bodin_sm
Anno 1980 /Colore
Durata 92′ Robert Barrese unknown
Regia Ciro Ippolito (come Sam Cromwell)
Musiche Guido e Maurizio De Angelis Michele Soavi Michele-Soavi_sm
Tratto dalromanzo
Ciro Ippolito Ciro-Ippolito_sm

Negli Stati Uniti una emittente televisiva sta trasmettendo il ritorno di due astronauti a bordo di una navicella spaziale: nell’attesa viene intervistata Thelma (Belinda Mayne) una speleologa che ha però una improvvisa visione di un pericolo imminente che costringe il giornalista ad interrompere la conversazione.

La ragazza, dotata di forti poteri telepatici viene tranquillizzata dal suo psichiatra e insieme ai suoi amici si prepara per una nuova spedizione.

Mentre si avviano in auto verso la grotta, gli speleologi sentono alla radio che le autorità non hanno trovato alcun superstite dell’equipaggio all’interno del velivolo e durante una sosta Burth (Michele Soavi) raccoglie un frammento di roccia bluastra e lo regala a Thelma non sapendo che si tratta (forse) di una delle uova aliene arrivate sulla terra assieme alla navicella spaziale e mentre gli speleologi iniziano la loro discesa nei cunicoli, la pietra inizia prima a pulsare e poi a trasformarsi…

L’idea del film nacque quando il produttore e regista Ciro Ippolito reduce dalla proiezione di Alien di Ridley Scott vide un gigantesco poster di Zombi 2 di Lucio Fulci e gli venne l’idea di realizzare un film di fantascienza sulla scia della pellicola americana.

Senza soldi, né sceneggiatura, senza nulla, pubblicò una inserzione sulla rivista Variety annunciando l’imminente realizzazione del film.

Il numero del fax a cui faceva riferimento l’articolo per i contatti fu letteralmente invaso da richieste per acquistarne i diritti di sfruttamento e fu a quel punto che Ippolito insieme al socio Angiolo Stella partì per gli Stati Uniti dove i due siglarono un accordo con una compagnia locale per la coproduzione del film, ottenendo un congruo anticipo che però spesero quasi interamente in festini, donne e auto di lusso.

Dovendo comunque realizzare la pellicola riducendo al massimo le spese, Ippolito trovò come location ideale le Grotte di Castellana in Puglia e fotografò dei dépliant del posto da mostrare ai produttori americani per far loro credere che erano frutto dell’ottimo lavoro del suo scenografo e ottenere altro denaro con cui veramente effettuare le riprese.

A Ippolito mancava anche il mostro protagonista e pensò di affidare la regia a Mario Bava, maestro del cinema italiano del fantastico e autentico genio nel realizzare effetti speciali suggestivi a basso costo ma egli rifiutò in quanto già impegnato in un altro progetto: tuttavia gli raccontò di aver in passato ottenuto effetti spaventosi utilizzando la trippa e così fu deciso di mostrare l’alieno sempre in soggettiva mettendo la carne attorno all’obiettivo facendola tremolare e dando l’illusione che fosse in qualche modo pulsante.

La regia fu affidata a Biagio Proietti che però abbandonò quasi subito il set e fu Ippolito stesso a sostituirlo: le riprese si svolsero quindi principalmente nelle grotte pugliesi, a Cinecittà e alcuni esterni negli Stati Uniti, mentre gli effetti speciali furono realizzati in una cantina romana dove però a causa delle urla degli attori durante le scene in cui il mostro aggrediva i protagonisti e la puzza della trippa i coinquilini fecero intervenire le forze dell’ordine che arrestarono tutta la troupe per sospetto omicidio e occultamento di cadavere dopodiché il film fu in qualche maniera terminato, con l’ululato del mostro ottenuto registrando uno dei tecnici mentre russava e con le musiche composte dai fratelli De Angelis.

La 20th Century Fox intentò un’azione legale contro la produzione ma un avvocato trovò un romanzo degli anni trenta intitolato Alien e quindi la major perse la causa in quanto il nome non era soggetto a copyright e il seguito del film di Scott fu intitolato nel mondo “Aliens”.

Commercialmente Alien 2 sulla terra non ebbe molto successo in Italia ma fu ben venduto all’estero e tutti, da Ippolito ai co-produttori americani, guadagnarono dall’operazione.

Recentemente con la riscoperta, anche esagerata, del cinema italiano di genere italiano anni 70/80 Alien 2 è divenuto un cult movie, nonostante la sua innegabile bruttezza e le dichiarazioni del regista su come fu realizzato, vere o no che siano, non fanno che accrescere in qualche maniera un alone quasi leggendario.

L'Autore

Giovanni Bartolucci

Nato a Ferrara. Collezionista appassionato di cinema di fantascienza e non solo, ha collaborato ad alcuni festival nazionali ed internazionali e ad alcuni forum specializzati sul cinema di genere, con particolare interesse alle questioni legate ai rapporti fra gli autori e la censura e le varie versioni dei film.

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