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Dark Star

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carpenter“2001 odissea nello spazio non mi era piaciuto. Soprattutto non sopportavo la sua pretenziosità, quel suo sforzarsi ad atteggiarsi a grande film a tutti i costi.” Queste parole di John Carpenter, blasfeme per il 99% dei cinefili e dei fan di fantascienza, spiegano l’atteggiamento che ebbe il regista di Halloween quando realizzò il suo primo film, Dark Star.
Originariamente si trattò di un mediometraggio realizzato da due brillanti studenti della USC Film School di Los Angeles, Carpenter e Dan O’Bannon. In seguito il produttore indipendente Jack H. Harris fornì i finanziamenti necessari per ampliarlo alla durata di un lungometraggio, e ne curò la distribuzione.
Dal punto di vista creativo, il film è ascrivibile tanto a Carpenter che a O’Bannon: se entrambi firmano la sceneggiatura, O’Bannon interpreta il ruolo più buffo del film, quello del nevrotico e complessato Pinback, e cura gli effetti speciali.

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Il film racconta le avventure dell’astronave Dark Star, che vaga per il cosmo allo scopo di distruggere “pianeti instabili” (cosa renda un pianeta “instabile” non è mai ben chiarito) usando la sua dotazione di bombe. L’equipaggio è composto da 4 uomini (il tenente Doolittle, Boiler, Talby e Pinback), e tra una distruzione e l’altra lottano con la noia con stravaganti passatempi. Ci sarebbe un quinto elemento, il comandante Powell, morto in seguito a un incidente. Il suo cadavere è ibernato, ma il suo cervello in qualche modo ha mantenuto abbastanza coscienza da comunicare con Doolittle.
L’astronave ha i suoi problemi: una dispettosissima mascotte extraterrestre a forma di sfera, la Bomba 20, che ha sviluppato una forma di volontà propria. Quando la Dark Star riceve l’ordine di compiere un’ultima distruzione, quest’attitudine innata nella Bomba 20, si mostrerà estremamente pericolosa.
L’intento parodistico del film si mostra persino nello slogan pubblicitario (“The spaced out odissey”, traducibile come “L’odissea sotto acido”), e il lungo, esilarante finale, in cui Doolittle usa astruse argomentazioni filosofiche per convincere Bomba 20 a non esplodere, è una chiara parodia dello spegnimento di Hal 9000. Ma il tema della bomba “universale” richiama anche a un altro film di Kubrick, Il dr. Stranamore, e giusto per non creare equivoci, un secondo slogan recita “La missione della generazione Stranamore”.
Più nascosta è un’altra parodia, stavolta letteraria. Lo stato d'”ibernazione comunicante” di Powell ricorda da vicino lo stato di “semi-vita” in cui si trova Ella Runciter, uno dei personaggi del romanzo Ubik di Philip K. Dick. E guarda caso O’Bannon nella sua carriera futura avrebbe sceneggiato ben due film tratti da Dick: Atto di forza e Screamers.
Se dal punto di vista comico Dark Star è un film gustoso e beffardo, dal lato tecnico mostra un John Carpenter ancora acerbo. I virtuosismi cromatici, le carrellate avvolgenti, la padronanza del ritmo che contraddistinguono lo stile del regista sono ancora lontani. Gli stessi effetti speciali sono decisamente modesti, a meno di non vederci un ulteriore, deliberato intento parodistico. Più verosimile che la loro pochezza sia dovuta all’esiguità del budget. Il produttore Harris era famoso più per il suo fiuto nello scoprire giovani talenti, che per la sua generosità. Infatti fu lui a dare a Steve McQueen il suo primo ruolo di successo con The Blob (1958), e a fare esordire il regista John Landis con Schlock (1972).

Alla sua prima apparizine il film non fu un successo. Carpenter ricorda: “Andammo in una sala e chiedemmo all’esercente di guardare le reazioni del pubblico.  Ci rispose: ‘Quale pubblico? Ci sono otto persone là dentro!’ (…) Dopo Dark Star mi aspettavo che tutta quanta l’industra cinematografica mi accogliesse come un salvatore, che mi venissero a prendere in limousine e mi chiamassero regista. Incontrai un agente a una proiezione di Dark Star e mi disse: ‘Hai bisogno di scrivere per farti strada’. Così cominciai a masticare idee e a scrivere sceneggiature.”

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Titolo Italiano Dark Star Interpreti Brian Narelle narelle
Titolo originale Dark Star
Produzione USA Cal Kuniholm cal-kuniholm
Anno 1974/Colori
Durata  83′ Dre Pahich dre-pahich
Regia John Carpenter
Musiche John Carpenter Dan O’Bannon dan_obannon

L'Autore

Mario Luca Moretti

Altri interessi oltre al cinema e alla letteratura SF, sono il cinema e la la letteratura tout-court, la musica e la storia. È laureato in Lingue (inglese e tedesco) e lavora presso l'aeroporto di Linate. Abita in provincia di Milano

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