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Generazione Proteus

Generazione Proteus
Titolo Italiano Generazione Proteus Interpreti Julie Christie Christie_sm
Titolo originale Demon seed
Produzione Usa Fritz Weaver Weaver_sm
Anno 1977 /Colore
Durata 94′ Gerritt Graham gerrit-graham_sm
Regia Donald Cammell
Musiche Jerry Fielding Lisa Liu Lisa_sm
Tratto dalromanzo Demon seed / Dean R. Koontz

Herb Jaffe

Herb Jaffe

“Demon Seed” (1977, titolo it. “Generazione Proteus”) è un film decisamente schizofrenico. Prende l’idea dal romanzo omonimo di Dean R. Koontz, incentrato su un megacomputer, Proteus IV, che segrega una donna nella sua stessa casa allo scopo di avere un figlio da lei e perpetrarsi così anche dopo la sua disattivazione. Da questo spunto il produttore Herb Jaffe voleva trarre un thriller, e fare di Proteus un feroce stupratore. Il regista Donald Cammell invece voleva realizzare una storia d’amore, e ritrarre Proteus come un romantico corteggiatore. Le discordie furono tali che il regista venne estromesso dal montaggio. Il risultato finale soffre di questi contrasti irrisolti e non si capisce se stare dalla parte di Proteus o no: un momento vuole salvare l’ecologia del pianeta, il momento dopo stritola un povero programmatore, in una scena tortura la protagonista Susan (interpretata da Julie Christie), e poi le dà l’orgasmo più immaginifico della storia del cinema. Resta comunque un film stimolante e intelligente, ricco di sottigliezze descrittive e psicologiche, capace di creare uno sfondo tecnologico e scientifico credibile e ben strutturato (è ambientato in un futuro imprecisato). Profetico nell’immaginare cose come la domotica, i chip biologici e l’onnipresenza della videosorveglianza. Il finale è un capolavoro di ambiguità allusiva, ma, viste le premesse, vallo a sapere quanto voluta.

Il romanzo di Koontz è molto più claustrofobico del film. È quasi un’imitazione fantascientifica del romanzo “Il collezionista” di John Fowles. Come il modello, il romanzo di Koontz è interamente incentrato sul sequestro e presenta quasi solo due personaggi, il rapitore e la prigioniera, e alterna i loro punti di vista.

Il film sposta l’inizio del rapimento a un terzo del film e arricchisce la storia di personaggi e sottotrame per nulla gratuiti e cambia radicalmente il personaggio di Susan. Nel film è una professionista affermata, una donna matura, equilibrata e sicura di sé. Nel libro è una donna nevrotica, che vive in una casa ipertecnologica in volontario isolamento dal genere umano. E infatti Koontz sa giocare con sottigliezza su quanto sia esile il confine fra la sua vita precedente e la sua attuale prigionia, e su chi dei due stia veramente sfruttando l’altro.

Una precisione: Koontz scrisse due versioni di “Demon Seed”, una nel 1973, l’altra nel 1997. Il film ovviamente è basato sulla prima e mi riferisco a quella.

L'Autore

Mario Luca Moretti

Altri interessi oltre al cinema e alla letteratura SF, sono il cinema e la la letteratura tout-court, la musica e la storia. È laureato in Lingue (inglese e tedesco) e lavora presso l'aeroporto di Linate. Abita in provincia di Milano

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