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Il pianeta degli uomini

Il pianeta degli uomini

IL PIANETA DEGLI UOMINI di Pierre Boulle (1968)

La planète des singes: copertina originale

Nel 1963 lo scrittore francese Pierre Boulle scrisse il romanzo La planète des singes (uscito in Italia con il titolo Viaggio a Soror, poi ristampato a partire dal 1975 con il titolo Il pianeta delle scimmie). Racconta la storia del giornalista e astronauta Ulysse Mérou, che in un lontano futuro finisce con alcuni compagni su un pianeta simile alla Terra, che per questo viene battezzato Soror (“sorella” in latino), dove gli esseri umani sono ridotti allo stato animale e le scimmie sono la razza dominante, ordinata in una società evoluta e stratificata Qui, Ulysse impara la lingua delle scimmie e riesce a ottenere da loro rispetto e ammirazione, anche se viene trattato un po’ come fenomeno da baraccone. E s’innamora di una donna che ribattezza Nova. Solo Zaius, un leader politico e religioso, mostra diffidenza per Ulysse. Trova l’amicizia di due scimpanzè di larghe vedute, Cornelius e Zira, partecipa ai loro scavi archeologici e insieme scoprono che un tempo l’umanità era la razza dominante, poi degenerata a favore delle scimmie, evolutesi intellettualmente.

Frontespizio del romanzo

Nova e Ulysse hanno un figlio, Sirius, e Cornelius avvisa Ulysse che Zaius teme che il piccolo sia l’inizio di una nuova stirpe umana, minacciosa per le scimmie, e per questo la vita del bambino potrebbe essere in pericolo. Allora i due scimpanzè forniscono alla famigliola un’astronave per raggiungere la Terra. Dopo alcuni anni di viaggio, la famiglia Mèrou raggiunge la Terra e Ulisse scopre che durante la sua assenza le scimmie hanno preso il sopravvento anche qui. Sconvolti, i tre ripartono per lo spazio senza una meta.
Come è noto da questo romanzo fu tratto nel 1968 un film hollywoodiano di grande successo: Planet of the apes (titolo italiano Il pianeta delle scimmie), diretto da Franklin J. Schaffner e interpretato da Charlton Heston.
Molte le differenze con il libro: il nome del protagonista è Taylor, la società simiana è molto meno tecnologizzata e molto più ostile verso l’astronauta, e il celebre finale, quando Taylor, accompagnato da Nova, entra nella cosidetta Zona Proibita, vietata alle scimmie dai loro precetti religiosi, e scopre su una spiaggia i resti della Statua della Libertà, realizzando così che si trova sul pianeta Terra dopo un disastro nucleare.
Pierre Boulle, in un ‘intervista del 1972, commentò così il film:
“La prima parte era molto buona, e il trucco delle scimmie particolarmente buono: avrebbe potuto essere ridicolo, ma non lo era. Non mi sono piaciute alcune cose – il finale con la Statua della Libertà – i critici sembra che lo abbiano apprezzato, ma io preferisco il mio.”

Pierre Boulle

Il produttore del film, Arthur P. Jacobs, dà una versione diversa:
“Mandai lo script finito a Boulle, e lui rispose che il finale era più inventivo del suo e avrebbe voluto pensarlo scrivendo il libro.”
Jacobs chiese a Pierre Boulle di scrivere la sceneggiatura del seguito del film. Boulle, che non aveva nessuna esperienza di cinema e non sapeva l’inglese, usò il copione del film come modello e ne scrisse uno che intitolò La planète des hommes (“Il pianeta degli uomini”).
Il copione fu tradotto in inglese con il titolo Planet of the men, ma Jacobs non lo apprezzò e lo fece riscrivere da Paul Dehn e Mort Abrahms. Il film che ne uscì nel 1970, Beneath the planet of the apes (titolo italiano: L’altra faccia del pianeta delle scimmie), non ha quasi nulla a che vedere con Planet of the men.

All’inizio della sceneggiatura di Boulle, Taylor si trova ancora davanti alla Statua della Libertà, sconvolto dalla scoperta, ed esplode:

“E io che credevo di avere scoperto un nuovo mondo! Questa è la Terra! Nient’altro che la Terra!”.

La Statua della Libertà

Diversamente dal libro, nel primo film le scimmie parlano la stessa lingua di Taylor, ma la cosa non lo aveva messo minimamente in sospetto!
Nova non capisce il motivo del suo comportamento e lo guarda perplessa. All’improvviso degli uomini escono di corsa da una foresta vicina, spaventati. Taylor commenta:

“Le paure di Zaius hanno qualche fondamento dopotutto. Questa jungla è abitata da uomini.”
Si guarda a lungo intorno e aggiunge in tono derisorio:
“Uomini? Le crature della nostra specie, Nova! Neanche il minimo accenno di luce nei loro occhi. Le loro teste sono diventate una massa di molecole inconsce.”

Taylor (Charlton Heston)

Gli uomini si fanno intorno alla coppia, stupiti di sentirlo parlare, e non lo capiscono. Taylor agita il suo fucile, intimorito. Gli uomini si fanno avanti, minacciosi. Di colpo dalla radura sbuca un bisonte imbizzarrito. Gli uomini salgono sugli alberi terrorizzati, tranne una donna con un bimbo in braccio, impietrita. Taylor abbatte l’animale con una fucilata. Lentamente gli uomini scendono dagli alberi, Taylor è fermo “in un atteggiamento speranzoso“. La madre si butta ai piedi di Taylor, “la testa nella polvere come un cane che scava”. Poco alla volta tutti gli uomini imitano la donna.

TAYLOR: Forse non tutto è perduto

Nova di colpo si sente male e s’accascia. Taylor spaventato corre da lei e Nova indica il bambino; Taylor capisce che lei è incinta. il momento è solenne e pieno di premesse future. Nova abbozza un sorriso e per la prima volta un lampo d’intelligenza attraversa i suoi occhi.

Taylor si sente investito da una missione e rivolto alla Città delle Scimmie, proclama:

Zaius, te lo giuro; sentirai ancora parlare di me. Anche se ci volesse tutta la mia vita, giuro che conoscerai i veri uomini… a noi due, Zaius!

Poi ordina agli uomini di alzarsi, ma questi non osano. Allora Taylor costringe la madre ad alzarsi. Timidamente gli altri fanno lo stesso. Vedendo i loro sguardi bassi, li costringe a guardarlo negli occhi, perché è così che si deve fare tra uomini…

Nova (Linda Harrison)

Quattro anni dopo, alla Città delle Scimmie.

Zaius, l’orangutan leader della Città, custode delle sue leggi civili e religiose, acerrimo nemico di Taylor nel primo film, assiste dal suo ufficio a una manifestazione che si svolge per strada. Un gruppo di scimpanzè, l’élite intellettuale, protesta scandendo slogan come: “Libertà per Cornelius e Zira” – “abbasso la tirannia” – “per una scienza libera”. Li guida Lucius, il nipote di Zira.
Insieme a Zaius c’è il suo collaboratore Maximus.

MAXIMUS: La situazione non ha fatto che degenerare negli ultimi 4 anni. Da quando è apparso quell’uomo, Taylor…
ZAIUS: Quel mostro con la faccia d’uomo e la lingua delle scimmie, che ha causato grave turbamento fra le menti deboli, come Zira e Cornelius. Il loro arresto non ha portato a niente di buono. E’ il nipote di Zira, quello stupido Lucius, che ora propaga eresia e follia.

Zaius (Maurice Evans) e il Legislatore

All’esterno dei gorilla poliziotti disperdono la folla a manganellate, nell’approvazione di Maximus ma non di Zaius, che pensa che questo causerà solo nuove proteste. Zaius comunica a Maximus che intende fare una proposta ai due scienziati (arrestati alla fine del primo film) e per questo li ha fatti convocare dalla prigione. Subito dopo i due vengono introdotti. Prima li rimprovera per aver causato turbamento con le loro eresie, poi si mostra conciliante: li libererà se loro smetteranno di parlare di Taylor. E per convincerli mostra loro un dossier segreto che contiene due rapporti. Il primo è intitolato “Rapporto dal capo cacciatore gorilla”. Cornelius lo legge.
Il gorilla racconta che, avendo sentito voci di raduni di truppe umane nella Zona Proibita, ne aveva attraversato il confine con la sua squadra. Insolitamente gli umani non erano scappati sentendo i battitori… E qui comincia un flash-back.
Taylor e una schiera di uomini rozzamente armati, quasi tutti giovani, alcuni bambini, circondano i battitori.

Il silenzio è completo. Taylor indica i confini della foresta con il suo fucile e parla ai battitori.
TAYLOR: Questo è il mio regno. Voglio essere lasciato in pace,io e il mio popolo. Voglio anche che in futuro nessuno disturbi più la nostra nazione con questi ridicoli strepiti e urli. E’ chiaro?

Passato lo stupore, un gorilla fa per bastonare un uomo, ma Taylor lo ferisce con un colpo di fucile, minacciando di morte chi ci proverà ancora. I battitori abbandonano mazze e gong e fuggono verso i cacciatori a cavallo, che aspettano i loro segnali. Nova ha in braccio il suo figlioletto. Raccoglie un gong e lo fà risuonare, con spasso del bambino.
Da lontano, un cavaliere sente il gong e lo scambia per il segnale d’inizio caccia.

Rumore spaventoso dalla foresta. Tutti i cacciatori preparano i loro fucili… e il gruppo di battitori emerge in uno stato di completo panico.
UN BATTITORE: L’uomo-Che-Parla, l’uomo che parla è laggiù!
I cacciatori sono furiosi e cominciano a bastonare i battitori.

Il flashback finisce. Cornelius finisce di leggere e Zaius riferisce che la donna col bambino è stata riconosciuta come la compagna di Taylor, Nova. E che le cacce di uomini cominciano a dare esiti scarsi, privando gli scienziati di cavie per esperimenti. Poi dà da leggere a Cornelius un altro rapporto. Questo è stato scritto da uno scimpanzè, spia fra le più fidate di Zaius. Un altro flashback.

La spia striscia nella foresta della Zona fino a una radura, dove Taylor accende un falò di fronte a un raduno di uomini, molti dei quali spaventati. Vicino a lui Nova e loro figlio, che ora ha due anni e si chiama Sirius. Taylor vuole insegnare agli uomini come si accende e si domina il fuoco. Sirius sembra l’unico a non aver paura del fuoco e gioca con un ramoscello acceso per imitare il padre.

TAYLOR: Fuoco! Fuoco! Fuoco! Questo è il fuoco!
Sirius ripete, balbettando all’inizio, ma poi chiaramente.
SIRIUS: Fuoco… fuoco, fuoco!
NOVA (cerca di imitare suo figlio): Fu…fuoco, fuoco!

Alla fine, cominciando dai giovani, tutti prendono una piccola torcia e fanno una specie di danza attorno al falò, ripetendo quell’unica parola.
Fine del flashback e della lettura di Cornelius. Quindi Zaius cerca di convincerli che questi e altri episodi sono il segno di una spaventosa minaccia che incombe sulla civiltà simiana. La coppia resta perplessa.

Nell’episodio del fuoco c’è una reminiscenza della parte finale del romanzo. Infatti nel libro Ulysse, sull’astronave che riporta lui e la sua famiglia sulla Terra, insegna a parlare a Nova e al figlioletto, anche nel romanzo chiamato Sirius.

10 anni dopo.

Alla Città delle Scimmie è in corso la campagna elettorale per la carica di Ministro della Scienza. I candidati sono Zaius, ministro uscente e decisamente il favorito, e Cornelius. Quest’ultimo tiene un comizio in cui predica la fratellanza simiana, ma anche tolleranza verso i poveri uomini sfruttati e massacrati. “E’ disgustoso!” commenta un gorilla presente. Zira e Lucius invece considerano con amarezza lo scarso seguito del comizio, quasi del tutto composto da scimpanzè. Lucius è convinto che questo segni il successo della campagna anti-umana di Zaius e dei suoi preparativi segreti per una guerra contro gli abitanti della Zona.
Qualche sera dopo, nello stesso anfiteatro, parla Zaius. La folla in suo sostegno è molto più numerosa. I cartelli hanno slogan come: “Vota Zaius, l’unico che può salvare la nostra razza,” “Il pianeta delle scimmie alle scimmie”, “Gli uomini sono bestie”, etc.
Nel descrivere una società xenofoba e intollerante, non si può dire che il copione di Boulle manchi di attualità. Nel suo lungo discorso, Zaius afferma tra l’altro:

“Una minaccia di estinzione minaccia la razza simiana. Ne conoscete la causa. Un mostro sputato dall’inferno è apparso sul nostro pianeta. Un uomo… certo niente più che un uomo, affermo una volta di più che la nostra scienza l’ha appurato (applausi)… Ma quest’uomo è pericoloso. É riuscito a imitare alcune delle nostre azioni. Per qualche scherzo di natura è capace di pronunciare alcune parole. Ha preso un fucile e ha imparato a usarlo. Un altro esempio di semplice imitazione meccanica, una caricatura del nostro genio… Non ho bisogno di denunciare le elucubrazioni di alcuni pseudo-scienziati, che credono che questo sia segno di una coscienza nascosta! (…) Ma quest’uomo, relativamente superiore ai suoi simili, è riuscito a farsi obbedire da altri e li sta istigando contro la nostra razza…”

Zaius continua dicendo che fonti sicure dicono che “quest’uomo” sta armando e addestrando gli altri per una guerra contro le scimmie.

Si passa alla comunità umana diretta da Taylor. Il villaggio è ora composto di capanne, l’agricoltura è diventata comune e Taylor sta insegnando a soggiogare i bufali per l’aratura. Anche Nova guarda la scena. Boulle mette una curiosa nota:

Sembra che nè Nova nè Taylor siano stati colpiti dai 13 o 14 anni passati dall’inizio.

Si direbbe che Boulle abbia previsto il mancato invecchiamento degli interpreti (Charlton Heston e Linda Harrison, che in effetti avrebbero di nuovo interpretato quei ruoli in Beneath the planet of the apes).
Taylor nota che un giovane, John, non è presente alla lezione come dovrebbe. Decide di andarlo a cercare. Convoca il figlio Sirius perché continui la lezione al posto suo. Sirius è descritto così:

É un ragazzo di 13 anni, d’aspetto maturo per la sua età. É un bel giovane che irradia salute ed energia; la sua faccia è attenta e intelligente. Quando appare Nova lo guarda incantata.

Nova e Sirius hanno ormai imparato a parlare bene, meglio degli altri umani. Taylor comunque fà a Sirius un discorso per dire che i giovani sono la speranza dell’umanità, perché più propensi a capire e apprendere. E infatti i giovani parlano meglio degli adulti e imparano meglio le pratiche insegnate da Taylor, Nova e Sirius, questi ultimi validi collaboratori nei progetti dell’ex-astronauta.
Alla fine Taylor trova John in una caverna, al riparo sotto una sala illuminata da stalattiti scintillanti. Il ragazzo sta disegnando su un muro una scena di caccia, simile alle antiche pitture rupestri. Taylor vede in questo la scintilla del ritorno dell’arte umana. In un’esplosione di gioia grida:

“Arte! Questa è arte! Ce l’abbiamo fatta! Vittoria!”

e abbraccia l’esterefatto John invece di punirlo, come anche quest’ultimo si aspetterebbe.

Nell’anfiteatro Zaius conclude il suo comizio con un appello a un’azione militare preventiva e difensiva contro gli umani della Zona. Lucius cerca di prendere la parola ma alcuni gorilla glielo impediscono con la forza.

Alcuni mesi dopo, Zaius e Maximus sono nell’ufficio del primo e ascoltano la radio che dà i risultati elettorali, trionfali per Zaius.

Una radio nella Città delle Scimmie? Se lo si confronta con il primo film è un particolare incongruo. Nel film di Schaffner il livello scientifico e tecnologico delle scimmie è assimilabile a quello medievale, tranne che per le armi da fuoco. Per giunta la radio implica altre innovazioni come l’elettricità e la trasmissione delle onde, cose di cui non c’è traccia nel film. In compenso nel romanzo La planète des singes le scimmie hanno una scienza evolutissima, con televisori, telescopi, automobili, aerei, apparecchiature mediche e scientifiche, persino astronavi. L’intrusione di una radio è forse un tentativo di rievocare quest’aspetto del libro.

Zaius annuncia a Maximus che ha convocato il feldmaresciallo Urus, un gorilla, che arriva a cavallo carico di medaglie celebrato dalla stessa folla che ha appena acclamato la vittoria di Zaius. Cornelius, Zira e Lucius assistono alla scena intuendo quale sia lo scopo della sua convocazione.

ZIRA: Significa lo sterminio degli uomini!
CORNELIUS: Della maggioranza, certamente di Taylor, il più importante. Gli altri torneranno allo stato animale… o finiranno nelle nostre gabbie.
LUCIUS: É puro genocidio, un crimine contro l’umanità!
CORNELIUS: Hai detto umanità! Proprio come Taylor.

Set dell’auditorium

Gli altoparlanti nelle strade collegati alla radio danno i risultati definitivi. Zaius viene osannato dalla folla e il ministro si affaccia al suo balcone con il seguito di tre orangutan e di Urus. I tre scimpanzè decidono di andare ad avvisare Taylor, conspevoli di rischiare per questo la pena di morte.
Nella scena seguente Cornelius e Zira su un carro e Lucius a cavallo entrano nella Zona Proibita, e ripercorrono il tragitto fatto da Taylor 14 anni prima. Arrivano così davanti alla Statua della Libertà e vedono stupefatti che Taylor ha allestito un vero e proprio cantiere per disincagliare e raddrizzare i resti della statua. Due sentinelle adolescenti, una armata di arco, l’altra di lancia, li avvistano e catturano. I due ragazzi parlano, non senza lo stupore dei tre scimpanzè.

RAGAZZO CON LA LANCIA: Alle scimmie non è permesso entrare nella nazione degli uomini… Camminate avanti a voi. L’Uomo-Che-Parla deciderà la vostra punizione.

Gli uomini assistono con disgusto al passaggio delle tre scimmie scortate. Taylor però è intento a leggere l’iscrizione ai piedi della statua, e non si accorge della scena.

Zira ha involontariamente letto i due ultimi versi.
ZIRA: Bello. Chi l’ha scritto?
TAYLOR; La poetessa Emma Lazarus, alcuni milioni di anni fa.
Si gira sbalordito e vede le scimmie.
TAYLOR: Zira! E Cornelius! E il mio giovane amico Lucius! (alle sentinelle) Abbassate le armi voi due. Questi sono amici.

Che delle scimmie possano essere amici degli uomini, e di Taylor in particolare, lascia stupefatte le due sentinelle, ma poi anche tutti gli altri.
Cornelius si complimenta con Taylor per i risultati ottenuti e per quello che ha insegnato agli uomini della Zona. Taylor ribadisce che ha avuto successo soprattutto con i giovani, la sua speranza.
Cornelius dice che il primo motivo della sua visita è la curiosità scientifica. In disparte Zira chiede al suo fidanzato perché non gli abbia detto della minaccia di Zaius. Cornelius risponde che non c’è fretta, prima vuole studiare questo mondo… e il suo re.
Taylor conduce le tre scimmie a una visita guidata del villaggio, che appare fatto di capanne umili, ma pulite e ordinate. Le coltivazioni sono fruttuose, grazie ai semi che gli uomini rubano alle fattorie delle scimmie. Taylor precisa che il villaggio è provvisorio. La popolazione si sposterà in una vera città, e li conduce in uno spiazzo dove si stanno costreundo delle strade: in piccolo, ma quelle strade riprendono la pianta di New York. Gli operai sono divisi in squadre specializzate. L’Uomo-Che-Parla rivela che la sua ambizione finale è la costruzione di una vera e propria civiltà.
La città nuova ha un solo palazzo già pronto per il momento: l’università. I docenti sono due: Taylor e suo figlio Sirius. E i tre ospiti assistono a una lezione tenuta da Sirius. Gli studenti sono una ventina, molti hanno dagli 8 ai 15 anni, e sono quelli che mostrano più interesse e meno difficoltà. In fondo al gruppo ci sono degli adulti, la cui fatica è evidente. Tutti sono seduti a terra e scrivono su tavolette d’argilla. Sirius insegna con atteggiamento serio e maturo, di tanto in tanto consulta i libri posti sull’unico tavolo.
La sua si può definire una lezione di dizione. Usa infatti il celebre monologo dell’Amleto di Shakespeare per insegnare l’uso delle parole e dell’inglese. Taylor fà le presentazioni.

Foto di gruppo – Taylor, Nova, Zira, Cornelius e Lucius (Lou Wagner)

TAYLOR: Mio figlio Sirius, costui è il validissimo collaboratore di cui vi parlavo prima. Ha solo 13 anni ma ne dimostra almeno 16. I bambini stanno avendo uno sviluppo più veloce di chiunque negli ultimi 2000 anni… Sirius, di tutte le scimmie questi sono i migliori. Vorrei che siano tuoi amici.
Zira offre la sua mano a Sirius, che la stringe dopo una certa esitazione, ma un senso di ripugnanza è visibile sul suo volto. Anche Lucius stringe la sua mano, mentre Cornelius sbircia le tavolette, scuotendo la testa e mormorando sottovoce le ultime parole:
“Dormire… niente’altro.”

Alla fine del giro Taylor porta gli ospiti a casa sua, costruita solo tre giorni prima; ha un giardinetto e dei mobili grezzi. Dalla casa esce Nova, descritta così:

C’è stato un importante cambiamento nei suoi modi e nella sua parlantina. Si comporta allo stesso modo di una casalinga dei nostri giorni.

Cornelius (Roddy McDowall) e Zira (Kim Hunter)

E infatti Nova snocciola un paio di battute degne di Doris Day.
Superata la sorpresa, Nova e Zira cominciano a scambiarsi complimenti e pettegolezzi amichevoli, mentre Sirius le guarda perplesso. Per rincarare la dose, Taylor dice che Nova ha avuto questa “metamorfosi domestica” negli ultimi tre giorni, da quando si sono trasferiti nella nuova casa.
Che Boulle non fosse un esperto di scienza del comportamento lo aveva già dimostrato proprio in La planète des singes, dove l’evoluzione intellettiva delle scimmie viene spiegata con il fatto che gli uomini le scelsero come animali domestici, e queste iniziarono a imitare i comportamenti dei loro padroni, assimilandoli. Riciclata nel quarto film della serie, Conquest of the planet of the apes (tit. it. “1999: conquista della Terra”, 1972), è una spiegazione poco credibile, così come è impensabile che Nova, solo avendo come modello di comportamento il suo compagno, abbia assimilato modi di vita così lontani dalla sua formazione e dal suo ambiente. E in così poco tempo! Forse Boulle tratteggia Nova in questo modo con intenti ironici e satirici, ma l’inverosimiglianza è tale da vanificarli.

Cornelius esita comunque a dire delle intenzioni di Zaius. Nova e Taylor sono amici, ma gli altri umani li guardano con odio. Alla fine Cornelius si convince e racconta a Taylor della campagna di Zaius.

TAYLOR: Capisco. Non avevo dubbi che questo momento sarebbe arrivato.

Ursus nell’anfiteatro (da Beneath the planet of the apes)

Intanto nella Città delle Scimmie un politicante tiene un comizio per l’arruolamento volontario nella guerra contro la Zona Proibita. Un centro di reclutamento accoglie i volontari. Alcuni gorilla convincono uno scimpanzè riottoso a imitarli.
All’interno del tempio anche un predicatore invita i fedeli ad arruolarsi, adducendo frasi come “Forze della Luce contro Forze delle Tenebre” e “guerra santa”.
Nel suo ufficio Zaius è a colloquio con Maximus e due orangutang. Maximus loda i risultati della propaganda, mentre gli orangutang affermano che l’esercito è pronto per la campagna. Solo Zaius frena gli entusiasmi.

ZAIUS: Quella marmaglia ha un capo dalle risorse e dall’astuzia diaboliche. Faremmo meglio a tenerlo presente quando siamo fra noi, e quest’uomo ora starà in guardia… Zira e Cornelius mancano da diversi giorni.

Arriva il feldmaresciallo Urus, che ha chiesto udienza urgente a Zaius. Questa la sua descrizione:

Indossa un’uniforme sgargiante, rilucente di medaglie. Porta un cappello messo di traverso in testa. È in uno stato di grande eccitazione. Se possibile la sua maschera dovrebbe dare un’impressione di grande stupidità. La sua stupidità appare evidente ogni volta che apre bocca.

Comunque Urus richiede che l’attacco del suo esercito inizi senza altre attese, e informa che gli uomini della Zona la scorsa notte hanno fatto un’altra incursione. Un altro flashback.

Ursus (James Gregory) in “Beneath the planet of the apes”

È notte. Taylor e Sirius mostrano a un gruppo di uomini ai loro ordini come cammuffarsi coprendosi di fango. Poi Taylor e Sirius si dividono, ciascuno alla guida di un gruppo. Imitando la camminata delle scimmie, Taylor e i suoi uomini giungono a una guarnigione. Taylor inganna una sentinella gorilla e poi la sopraffa. Quindi arriva la squadra di Sirius, che invade la guarnigione. Colte di sorpresa, le scimmie sono facilmente sconfitte. Gli uomini fanno incetta di fucili e munizioni e si dileguano.
Il resoconto fà infuriare Zaius che rimprovera Urus per non aver giustiziato il gorilla capo della guarnigione, e la vigliaccheria di quei soldati che non hanno inseguito i predoni. Urus porta a giustificazione l’inesperienza delle scimmie nella guerra notturna e riferisce che un soldato che aveva tentato l’inseguimento è stato ucciso da una freccia; quindi invoca l’avvio dell’invasione. Il suo piano di battaglia consiste nello sterminio degli umani da parte della cavalleria e poi nella conquista del territorio e nella catutra dei superstiti da parte della fanteria.
Urus, Maximus e gli altri non temono le capacità difensive della tribù di Taylor. Zaius è meno ottimista, ma consegna al feldmaresciallo l’ordine di attacco.
Urus esce gongolante, ma Zaius dice a Maximus una frase che suona sibillina:

ZAIUS: Non sono i fucili che mi preoccupano. L’uomo ha a dsposizione armi più sottili.

Intanto Cornelius e Zira hanno deciso di tornare a casa, consci di rischiare una condanna a morte per tradimento. Lucius invece sceglie di restare con Taylor, pronto a combattere per la sua causa. Zira saluta commossa la sua nuova amica Nova e le chiede di Sirius, che è nella foresta a organizzare le difese. Cornelius crede invece che il vero motivo della sua assenza stia nell’odio che lui e gli altri giovani umani provano per le scimmie.
Rimasto solo con Taylor, Lucius dà alcuni consigli tattici all’uomo: il punto di forza dell’esercito scimiano è la cavalleria, mentre la fanteria è il suo punto debole.
Ispirati da Lucius, Taylor e Sirius fanno costruire una trincea riempita di pali appuntiti e poi la fanno occultare alla vista: sarà la trappola mortale per i cavalieri di Urus.
John, il giovane pittore, dopo alcune esitazioni ed esortato dai suoi amici, mostra all’Uomo-Che-Parla una sua invenzione che ui chiama “arancia”: una sfera di corteccia riempita di polvere presa dalle cartuccie, con un bastoncino come miccia, che lanciata esplode. Sirius la ritiene una grande invenzione. Taylor teme per i suoi progressi futuri ma capisce che l’arancia sarebbe un’arma potente contro le scimmie e acconsente al suo uso. John afferma di averne già fabbricate 12.
Intanto le due sentinelle che avevano catturato i tre scimpanzè vedono arrivare la cavalleria nemica e danno l’allarme.
Taylor sta spiegando a un giovane capo militare come comportarsi. All’arrivo della cavalleria i guerrieri devono fingersi spaventati e fuggire come lepri, per attirarla alla trappola che ormai è pronta. Dopo la loro caduta, prendere i fucili nascosti e attaccare i superstiti. Subito dopo Taylor riceve la notizia dell’avvistamento del nemico. Allora ripassa con suo figlio la sua parte. Sirius dovrà attendere l’inizio degli spari, quindi guidare l’assalto della sua banda alle spalle della fanteria. Taylor ha una raccomandazione finale per Sirius: tenere a bada la sete di vendetta dei giovani guerrieri, che non dovranno accanirsi su chi si arrenderà, sia per un senso di umanità, sia per avere un numero di ostaggi per avviare le trattative di pace.
Urus e il suo stato maggiore alla testa della colonna arrivano alla Statua della Libertà.

UN UFFICIALE: Che cos’è?
URUS: Ne ho sentito parlare. É un monumento preistorico senza interesse.

L’esercito delle scimmie (da Beneath the planet of the apes)L’armata entra nella foresta. Un ragazzo sta per sparare, ma Sirius lo ferma appena in tempo. Un ufficiale sente le loro voci e avvisa Urus, che lo deride perchè sente gli umani parlare, “come gli scimpanzè”.
Urus arriva al villaggio, vede i campi coltivati e le vie già costruite, senza capirne il significato. Di colpo gli uomini escono allo scoperto simulando una fuga di massa. Urus sguaina la spada e ordina la carica. Cade ben presto nella trappola, seguito da altri cavalieri. Una pioggia di spari e frecce investe gli altri.

Alla fine vediamo il pittore. L’uomo con le “arance”. Con calma e grande sang froid accende la sua miccia e getta i suoi esplosivi uno dopo l’altro. Le esplosioni danno un ritmo regolare al suono della battaglia.

Taylor ordina l’assalto corpo a corpo.
Sirius e i suoi vedono passare i fanti, per ultime le gabbie previste per i prigionieri. Il clangore della battaglia arriva fino a lui e inizia il suo attacco.
Il gruppo di Taylor ha ormai vinto lo scontro. Urus tenta la fuga ma Taylor lo individua e lo cattura. Il feldmaresciallo, tremebondo, ordina la resa. Taylor grida “Vittoria!” Le donne e i bambini che s’erano rifugiati nella città sentono questo grido e vanno verso i guerrieri vittoriosi ripetendo quel grido in coro. Nova è alla loro testa.

La cinepresa si muove lungo la foresta. Mentre le grida di vittoria dal cuore della battaglia si affievoliscono in distanza, un fresco clamore cresce fino a che la cinepresa arriva al gruppo di Sirius dove il rumore è ancora più forte di quello della battaglia principale. Il gruppo di Sirius è ancor più scatenato di quello di Taylor.

E infatti i ragazzi di Sirius non hanno pietà nemmeno per chi si arrende. Lucius osserva la scena e crca di fermarli, ma si trova circondato da un gruppetto

LUCIUS (gridando): Sono un amico, lo sapete… Il vostro capo, l’Uomo-Che-Parla lo ha ordinato: niente uccisioni insensate.
É interrotto da grida sempre più minacciose.
UN RAGAZZO: Il nostro capo? Sirius è il nostro vero capo… Sirius parla meglio dell’Uomo-Che-Parla… E noi, non siamo anche noi Uomini-Che-Parlano? Morte a tutte le scimmie!
UN ALTRO RAGAZZO: Un giorno Sirius mi ha detto: “l’unica scimmia buona è quella morta”. Morte a tutte le scimmie!
Lucius guarda Sirius, infiammato dalla battaglia, che è davanti a un gorilla in ginocchio.
LUCIUS: Sirius, è tuo padre che ha dato l’ordine!
SIRIUS: Mio padre non ha sofferto quello che hanno sofferto questi uomini. Io sono uno di loro perché mia madre lo è.

Sirius uccide il gorilla e un altro infilza Lucius con una lancia. Il massacro continua, e assistiamo a quello che Boulle definisce “uno strano fenomeno”: le scimmie, prese dal panico, assumono antichi comportamenti, tipici della loro specie, come correre a quattro zampe o arrampicarsi sugli alberi.
La foresta è un cimitero di scimmie. Un ragazzo propone di marciare sulla Città e metterla a ferro e fuoco. Altri lo seguono. Sirius inizialmente cerca di fermarli, appellandosi agli ordini di Taylor. Ma in coro gli rispondono che l’Uomo-Che-Parla ha perso la sua autorità e proclamano suo figlio loro capo. Sirius è titubante ma alla fine cede, per timore di perdere il rispetto dei suoi guerrieri: alla Città delle Scimmie!

Il campo di battaglia resta in silenzio. Circondata dai cadaveri una scimmia si solleva sui gomiti e guarda gli uomini svanire. É Lucius. Si tiene la mano sul petto insanguinato e singhiozza.

La squadra di Taylor è più disciplinata e le scimmie superstiti vengono imprigionate senza altri spargimenti di sangue. Taylor e Nova si chiedono dove sia Sirius. Taylor teme che la vittoria gli abbia dato la testa. I due genitori decidono di andarlo a cercare. A cavallo giungono all’altro campo di battaglia e vedono il massacro compiuto. Lucius si fà loro incontro.

LUCIUS: Gli uomini… (cerca di sorridere) E’ un antico istinto che riemerge dopo secoli.

Lucius fà indica la direzione presa da Sirius e implora Taylor di fermarlo. Poi muore.

Nell’ufficio di Zaius c’è il solito gruppo. Zaius è nervoso per la mancanza di notizie. L’ultimo rapporto parla di un’avanzata senza resistenze. Maximus è un altro orangutan sono convinti che sia buon segno. Zaius no. Arriva un gorilla a cavallo. Entra nell’ufficio lacero e insanguinato per comunicare la disfatta e l’arrivo dei giovani umani inferociti.
Nell’anfiteatro il solito oratore canta vitoria troppo presto. Ma la folla di colpo grida spaventata “Gli uomini! Gli uomini” e si dà alla fuga. L’oratore passa dallo stupore alla paura e anche lui comincia a correre a quattro zampe. Nel tempio si ripete una scena simile e anche qui il predicatore assume quell’andatura.
Nell’ufficio di Zaius, il ministro cerca di imporre il controllo agli altri, che si stanno facendo prendere dal panico. Maximus propone di avviare un negoziato, usando come intermiediari Cornelius e Zira, che Zaius ha fatto arrestare al loro ritorno in città, e la cui esecuzione è prevista per la mattina dopo.
Per le strade si odono i primi spari in lontanaza.

Una nuova inquadratura della piazza, dove il panico ha raggiunto l’apice. Molte scimmie ora corrono a quattro zampe e il grido “Gli uomini! Gli uomini!” è alternato a grugniti inarticolati.

La colonna di Sirius arriva in città vincendo facilmente la difesa di alcuni poliziotti. Poi comincia un saccheggio spietato. Nell’anfiteatro l’oratore sventola bandiera bianca ma viene ucciso. Nel tempio il predicatore fa la stessa fine dopo essere stato trovato nascosto sotto una panca. La statua del Legislatore, il Messia della religione simiana, viene distrutta.

Sirius, appoggiato alla baconata dell’anfiteatro, fà un discorso.

SIRIUS: Ascoltatemi tutti. Questa città dev’essere spazzata dalla faccia del pianeta.
DIVERSE VOCI: Distruggiamo tutto! Sì, Sirius ha ragione! Fuoco! Fuoco!
Il grido di “Fuoco! Fuoco!” è ripetuto con un entusiasmo che ricorda la scena precedente della scoperta del fuoco.

E infatti una grande pira viene costruita nell’anfiteatro.
Quando Taylor e Nova arrivano alle porte della città, seguiti da una piccola scorta, è il tramonto. Vedono il fumo che si alza dalle case. La coppia, in ansia per il figlio, corre lasciando alle spalle la scorta.
L’anfiteatro è un gigantesco falò attorno a cui danzano gli uomini. Nei dintorni si dà la caccia alle ultime scimmie. Cornelius, Zira e altri scimpanzè si fanno avanti e chiedono di parlare con Sirius. Zira mostra una fermezza che lascia alcuni guerrieri umani sorpresi e offesi. I due scienziati ricordano che loro hanno sempre difeso i diritti degli umani e riconosciuto la loro passata grandezza. Ma i ragazzi replicano con insulti e minacce, incluso Sirius.
Taylor arriva, sdegnato dal comportamento dei ragazzi. Ricorda che lui ha insegnato loro l’uso della parola e del fuoco, ma non per farne l’uso che ne hanno fatto nella città. La folla gli risponde che Sirius è stato il loro maestro e ora è il loro capo.
Taylor chiede spiegazioni a suo figlio. Sirius gli chiede di accettare la cosa e di andarsene. Taylor vuole impedire l’uccisione dei suoi amici scimpanzè, anche a costo della propria vita. Sirius promette a bassa voce al padre che saranno risparmiati, purché lui se ne vada. Alcuni ragazzi sentono il loro confabulare e accusano Sirius di tradimento. Ma Sirius trova un compromesso. Sale su una panca e dice di concludere il massacro perché ci sarà bisogno di schiavi e cavie per esperimenti.
La caccia alle scimmie prosegue, ma ora con altri scopi. Le scimmie superstiti ritornano del tutto allo stato animale: perdono l’uso della parola, corrono a quatrro zampe, etc.
Le scimmie catturate sono rinchiuse in una gigantesca gabbia, inclusi Cornelius e Zira, le uniche scimmie ad aver mantenuto un comportamento evoluto. Anche Taylor e Nova sono guardati a vista, come prigionieri.
Viene trovato anche Zaius, che ancora conserva ragione e dignità. Sirius proclama che è un prigioniero speciale, che merita una gabbia tutta per lui. incrociando Taylor, Zaius gli dice:

ZAIUS: Conosco luomo meglio di te, Taylor!

E Cornelius dalla gabbia rincara la dose:

CORNELIUS: Eccoti, Taylor! Hai vinto! Il vecchio ordine finito 2000 anni fa è ristabilito!
TAYLOR (disperato): Il vecchio ordine! Il ritorno del vecchio ordine! E siamo stati io e mio figlio!… (nasconde il viso tra le mani)
ZIRA: Non devi incolpare te stesso, Taylor. Siamo stati puniti per il nostro orgoglio.
UN RAGAZZO: Quando quella scimmia schifosa la smette di parlare? Perché ha la faccia tosta di stare ancora diritta?

Quindi il ragazzo comincia a punzecchiare Zira con la lancia. Cornelius cerca di farle da scudo e Taylor si scaglia sul giovane. Qualcuno gli spara e lo uccide.
Dopo lo stupore iniziale, qualcuno dice che Taylor era un traditore. Nova abbraccia disperata il suo cadavere.
Anche Zira è straziata. Cornelius dice che non rimpiange nulla, ma che aveva previsto tutto: la ferocia degli uomini, ma anche la degenerazione delle scimmie. Per questo aveva nascosto in tasca due boccette di veleno. Preferisce morire che degenerare allo stato animale come le altre scimmie. E già comincia a sentire i suoi sensi vacillare. Anche Zira sente gli stessi sintomi.
Allora i due si abbracciano. Poi rompono la bottiglietta e bevono il veleno, per morire stretti l’uno all’altro.

Altre scene di follia nella gabbia, illuminata dal fuoco, mentre la testa del Legislatore, sfigurata dal fuoco, cade in ceneri – e Nova, ancora distesa sul corpo di Taylor, guarda la scena con uno sguardo di selvaggio e pietoso smarrimento.

Quindi c’è una dissolvenza. L’immagine e lo strepito della piazza in fiamme mutano in quelli del tendone di un circo, avvolto dalle risate di un pubblico di bambini.
L’attrazione è costituita da un tre scimmie vestite nei tipici costumi circensi. Sono Maximus e i due orangutang collaboratori di Zaius. Goffamente scimmiottano (è il caso di dire) un ricevimeto al tè. Si comportano proprio come delle scimmie da circo. Il presentatore è una donna che li premia con un bastoncino di zucchero.
Poi la presentatrice annuncia la grande attrazione, la scimmia più sapiente al mondo. Entra Zaius, in smoking e cilindro. Fuma un sigaro e s’inchina al pubblico, fra applausi fragorosi.
La presentatrice dice che questa scimmia ha molti talenti. Riesce persino a pronunciare il proprio nome. Zaius si sforza, ma riesce solo a grugnire. La presentatrice lo esorta con una frustatina.

PRESENTATRICE: Soffrirà di indigestione. É di cattivo umore… Avanti, su… ti chiami Z… Za…
ZAIUS (con un tremendo sforzo, roteando gli occhi): Za… Zaius!

La presentatrice è soddisfatta e premia il povero Zaius con un bastoncino di zucchero. E si arriva alla penosa scena finale.

L’applauso continua. Zaius si guarda attorno con attegiamento smarrito. Allora lentamente e con i movimenti irregolari di una scimmia ammaestrata, comincia anche lui ad applaudire se stesso. Lo schermo fà una dissolvenza su quest’ultima immagine.

Tutto il copione – e soprattutto la parte finale – si basa su un continuo rimpallo fra l’umanità delle scimmie e la bestialità degli uomini e viceversa. Ed è in linea con il pessimismo tipico dell’opera di Pierre Boulle. In La planète des singes l’uomo è destinato a essere soppiantato da altre specie, in La planète des hommes l’uomo riprende il suo ruolo senza liberarsi dal suo carattere animalesco, pur riacquistando intelletto e civilizzazione.
Il realismo scientifico gli interessa poco. Se nel romanzo e nella prima parte del copione Boulle manda al macero le leggi delle scienze comportamentali ed evolutive, nel finale le spedisce nell’inceneritore. Che un singolo evento, per quanto traumatico, causi la scomparsa di comportamenti raggiunti nell’arco di millenni e il ripristino di altri antichi e atavici, in maniera così repentina e radicale, per giunta a livelli non solo individuali ma collettivi e generalizzati, è quanto di più assurdo si possa concepire! É probabile che questo sia stato uno dei motivi che hanno spinto Arthur P. Jacobs a respingere La planète des hommes.
Cosa è rimasto comunque in Beneath the planet of the apes?
L’apporto più importante è senz’altro il personaggio del feldmaresciallo Urus. Nel film diventa il generale Ursus, ma con grosse modifiche. Nel film infatti i suoi rapporti di forza con Zaius si invertono. Se nel copione di Boulle Urus è un pupazzo nelle mani di Zaius, nel film è Ursus che assume l’iniziativa di una guerra contro la comunità umana della Zona Proibita, cosa a cui Zaius acconsente ma controvoglia, essendo la sua autorità inferiore a quella militare. Va detto che la comunità in questione non ha nulla a che fare con quella guidata da Taylor in La planète des hommes; si tratta infatti di esseri umani che grazie al loro isolamento hanno mantenuto un alto livello tecnologico e intellettivo, sviluppando persino doti telepatiche; si autodefiniscono i Figli della Bomba in quanto adorano come divinità niente meno che un ordigno nucleare.
Anche alcuni dialoghi e situazioni sono stati trasferiti in Beneath… ma riadattati.
La scena della convocazione di Cornelius e Zira nell’ufficio di Zaius si riflette nel film quando Zaius fà visita ai due scimpanzè, sposati e in attesa di un figlio, e ricorda loro che al processo per eresia, qualche anno prima, concesse loro l’assoluzione in cambio dell’impegno a non nominare più Taylor.
La frase, attribuita a Sirius, “L’unica scimmia buona è quella morta”, nel film viene adattata dal generale Ursus in “L’unico umano buono è quello morto”.

La scena della statua del Legislatore in fiamme ricorda una delle illusioni ottiche che i Figli della Bomba mettono in atto telepaticamente per spaventare le scimmie: la statua delle scimmie sanguina e brucia.
Il suicidio finale dei due scimpanzè riecheggia nel suicidio di Albina, una dei dignitari dei Figli della Bomba, che verso la fine del film si avvelena piuttosto che cadere in mano ai gorilla di Ursus.
Interessante notare, semmai, gli spunti che La planète des hommes ha prestato ai film successivi della serie.
Nel terzo film del ciclo, Escape from the planet of the apes (“Fuga dal pianeta delle scimmie”, 1971) Cornelius e Zira fanno a ritroso il viaggio nel tempo fatto da Taylor e arrivano ai giorni nostri. Qui mettono al mondo il loro figlio Caesar, il quale, nella scena finale del film, chiuso nella gabbia di un circo, pronuncia “Ma-ma-mama”. In pratica un ribaltamento speculare del finale scrito da Boulle.
Nel quarto capitolo, Conquest of the planet of the apes, Caesar assume il ruolo di Sirius nel copione di Boulle, ma dalla parte delle scimmie. Diventa infatti il leader della rivolta scimmiesca contro l’umanità. Il finale originale del film includeva anche il massacro vendicativo, ma poi la scena fu tagliata perché troppo violenta.

L'Autore

Mario Luca Moretti

Altri interessi oltre al cinema e alla letteratura SF, sono il cinema e la la letteratura tout-court, la musica e la storia. È laureato in Lingue (inglese e tedesco) e lavora presso l'aeroporto di Linate. Abita in provincia di Milano

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