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Kosmicheskyi reys (Viaggio cosmico)

Titolo Italiano (Inedito in Italia) Interpreti Sergey Komarov Sergey-Komarov
Titolo originale Космический рейс
Produzione Unione Sovietica Kselnya Moskalenko Moskalenko
Anno 1935/B&N
Durata 70′ Vassily Gaponenko Gaponenko
Regia Vasily Zhuravlyov
Musiche brani di Franz Liszt Nikolai Feoktistov Nikolai-Feoktistov
Tratto dalromanzo
Vassily Kovrigin Vasily-Kovrigin

Viaggio cosmico è un film sovietico che, nel 1935, anticipa alcuni film di George Pal come Uomini sulla Luna e La conquista dello spazio, nella sua ambizione di raccontare gli ipotetici primi passi dei futuri viaggi spaziali. Come i film di Pal si avvale della consulenza di un grande progettista astronautico, il russo Konstantin Tsiolkovsky, che partecipò anche alla stesura della sceneggiatura, e che morì subito dopo la fine delle riprese, nel settembre 1935. L’omaggio del regista allo scienziato arriva al punto di far ambientare la prima parte del film in un ipotetico Istituto Tsiolkovsky per le Comunicazioni Interplanetarie.
Ambientato nel 1946, racconta il primo viaggio sulla Luna, realizzato dall’anziano accademico sovietico Pavel Ivanovich Sedikh. Ostacolato dal suo collega Karin, che lo considera un vecchio pazzo, Sedikh riesce comunque a convincere il Komsomol a far allestire un grande razzo in due moduli, il SSSR 1 e il SSSR 2. Proprio i giovanissimi studenti dell’Istituto Tsiolkovsky, allievi di Sedikh, bloccano in extremis il tentativo di Karin di bloccare il lancio, che avviene puntualmente tramite una colossale rampa. E proprio il pupillo di Sedikh, il dodicenne Andryusha, riesce a introfularsi nel razzo all’ultimo momento, sostituendosi al fratello maggiore Viktor, irretito da Karin contro il progetto. Il resto dell’equipaggio è composto dallo stessso Sedikh e dalla sua assistente, la giovane professoressa Marina. Manco a dirlo, Andryusha trova nel razzo una tuta spaziale proprio della sua misura. Dopo il distacco della SSSR 1, la SSSR 2 comincia il suo viaggio senza gravità. L’atterraggio sulla parte nascosta del satellite è felice, ma la permanenza sulla Luna conosce avventure e pericoli. Però i tre torneranno sani e salvi sulla Terra.
Le ingenuità della trama si spiegano, e in parte si giustificano, se si considera che il film va inteso come un film “per ragazzi” o “juvenile” per dirla all’americana. Il film infatti, benché concepito dal regista Zhuravlyov nel 1924, fu approvato dal Komsomol (l’Unione Comunista della Gioventù) solo nel 1932, proprio allo scopo di diffondere nei giovani l’interesse per l’astronomia.
stalin-shipL’apporto di Tsiolkovsky dà al film una grande credibilità, tanto più se confrontata con i veri viaggi spaziali e i veri allunaggi. Anche se l’SSSR 2 viaggia un po’ troppo veloce, l’assenza di gravità durante il volo è descritta con realismo; le passeggiate sulla Luna vengono fatte a salti, un po’ troppo alti forse, ma se si considera che siamo 34 anni prima delle vere passeggiate, complimenti agli autori per come ci si sono avvicinati. Alcune trovate, come le vasche per in cui si immergono gli astronauti per ammortizzare la spinta di partenza, o le “galosce” per aderire alla superficie, possono apparire ingenue oggi, ma erano ipotesi effettivamente studiate all’epoca per i viaggi spaziali. Tra gli aspetti profetici del film, da segnalare che all’inizio vediamo un coniglio morto in un volo di prova, antesignano della povera Laika.
Soto l’aspetto visivo il film è notevole. Nella prima parte l’Istituto è descritto con scenografie di stampo futurista, grandiose e immaginifiche. Il regista usa la cinepresa con una fluidità e una vivacità insolite per l’epoca e ci regala un momento davvero potente: una lunga e solenne carrellata intorno alle sagome dei due moduli del razzo ancora posati nel loro hangar.
Anche gli interni della SSSR 2 mostrano una grande inventiva scenografica: non esagero se dico che bisognerà aspettare 2001: odissea nello spazio per vedere un’astronave così visionaria ed espressiva.
Il fatto che la SSSR 2 scenda sul lato nascosto permette agli autori del film di lavorare di fantasia, immaginando un paesaggio lunare fatto di forre e canyon, impressionante e suggestivo. Le scez3ne in cui gli astronauti, ripresi da lontano, saltano da una roccia all’altra furono realizzate con pupazzi animati, con una tecnica simile a quella dei Puppetoons diretti da George Pal negli anni ’40 (lo scomodiamo ancora una volta). La finzione è abbastanza visibile, ma furono proprio queste scene a spingere i censori sovietici a sequestrare il film poco dopo la sua première, giudicandole troppo lontane dall’estetica del realismo socialista.

L'Autore

Mario Luca Moretti

Altri interessi oltre al cinema e alla letteratura SF, sono il cinema e la la letteratura tout-court, la musica e la storia. È laureato in Lingue (inglese e tedesco) e lavora presso l'aeroporto di Linate. Abita in provincia di Milano

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