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La decima vittima

La decima vittima
Tit. francese: La dixième victime Interpreti Marcello Mastroianni,
Tit. Usa: The 10th victim Ursula Andress,
regia: Elio Petri Elsa Martinelli,
musiche: Piero Piccioni Salvo Randone,
Tratto dal racconto The seventh victim / Robert Sheckley Massimo Serato,
Produzione  Italia-Francia / 1965 Milo Quesada,
Durata: 92′ Luce Bonifassy

Il produttore americano Joseph E. Levine commissionò a Carlo Ponti un film di fantascienza. Ponti, che odiava la sf, lo affidò a Elio Petri, regista invece appassionato del genere, che propose un soggetto tratto dal racconto “La settima vittima” di Robert Sheckley. L’azione del film fu portata nella Roma di un imprecisato futuro, interpretata da due divi allora sulla cresta dell’onda, Marcello Mastroianni e Ursula Andress. Petri italianizzò la trama, la infarcì di intenti satirici sull’Italia di allora (non c’è il divorzio nell’Italia del film, così come non c’era nell’Italia reale), ma riuscì anche a fare una satira profetica sull’invadenza della tv nell’Italia del futuro, anticipando persino i reality show (“A Milano stanno preparando qualcosa di simile”, dice l’amico del protagonista). Tra l’altro l’aspetto mediatico della Caccia è assente nel racconto di Sheckley. Il tutto condito con lo spirito grottesco, l’estro visivo e la cultura pittorica tipiche del regista (le scenografie traboccano dell’avanguardia dell’epoca). Gli scontri fra Petri e Ponti, che riteneva troppo costose le sue richieste artistiche, segnarono tutto il film. Andress racconta che Petri voleva un finale dove i due protagonisti vivono in Africa come Adamo ed Eva, ma Ponti non voleva pagare una simile trasferta e gli impose così un finale che in effetti risulta goffo e appicicaticcio (“pagliaccesco”, lo definì Petri), mentre Elsa Martinelli racconta che Ponti tagliò al montaggio le scene migliori.
Sul versante della musica vale la pena ricordare la presenza di Mina, la cui voce accompagna l’orecchiabile tema di Piero Piccioni con una serie di vocalizzi e, nei titoli di coda, cantando un testo decisamente demenziale.
Robert Sheckley non si limitò a scrivere il racconto originale, ma anche la “novelisation” del film, vale a dire un romanzo tratto dalla sceneggiatura. Questa pratica, abituale a Hollywood, di solito produce delle pedisseque ricalcature del film. Non questa volta. Sheckley riprende i personaggi e buona parte degli episodi del film (quindi accetta la riscrittura di un suo materiale fatta da altri) ma li reinventa con estro e intelligenza, con lo spirito surreale e sarcastico che gli è proprio. In un certo senso reamericanizza quel che Petri italianizza, riportando il libro su tematiche a lui vicine, ma lo fa con grande perizia narrativa e stile personale. Come esempi basti citare la riscrittura che Sheckley fa del prologo newyorkese (quello celebre per il reggiseno-pistola di Ursula Andress) o dei personaggi dei dirigenti televisivi, poco più che figuranti nel film, gustosi personaggi comici nel libro.

L'Autore

Mario Luca Moretti

Altri interessi oltre al cinema e alla letteratura SF, sono il cinema e la la letteratura tout-court, la musica e la storia. È laureato in Lingue (inglese e tedesco) e lavora presso l'aeroporto di Linate. Abita in provincia di Milano

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