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Rollerball

Rollerball
Tit. italiano  Rollerball Interpreti James Caan,
Tit. Orig.  Rollerball John Houseman,
Regia Norman Jewison John Beck,
Tratto dal racconto Roller Ball Murder / William Harrison Moses Gunn,
Produzione USA / 1975 Maud Adams,
Durata 115′ Ralph Richardson

Il regista Norman Jewison disse di essersi ispirato alle reazioni del pubblico di hockey quando il sangue macchia il ghiaccio, nel descrivere il pubblico delle partite di “Rollerball“. Uscito nel 1975, “Rollerball” presenta un mondo futuro in cui uno sport violento fino alla morte ed esasperato dalle tv catalizza gli impulsi aggressivi di una società senza più guerre nè povertà nè democrazia. Se l’idea non è nuova (basti pensare a “La decima vittima“), l’orginalità (e la carica profetica) del film sta nel ritratto di una società dove al potere politico si è sostituito quello economico. Infatti è il sistema delle cosidette Corporazioni a guidare un mondo senza più neanche il concetto di nazione. Intelligente la trovata di far precedere le partite non dagli inni nazionali ma dall’Inno delle Corporazion (composto ed eseguito per il film dall’organista Simon Preston).

Il protagonista è Jonathan E (interpretato da James Caan), un campione di Rollerball, cresciuto e nutrito dalle Corporazioni, idolatrato dalle folli, che finirà col ribellarsi, sempre più consapevole di essere solo una pedina senza personalità. La morale (un po’ ingenua ma tipicamente americana) è che solo l’individualismo può difenderci dalla violenza del potere.

Fulcro spettacolare del film – e probabilmente causa del successo commerciale a suo tempo – sono le partite di Rollerball: violente, magnificamente girate e quindi molto avvincenti. L’idea è quella di condannare la violenza negli sport, ma il pubblico del film finì col mostrare la stessa esaltazione del pubblico nel film. Ai sociologhi le considerazioni del caso.

Il resto del film è costituito dal contrasto fra la vita privata di Jonathan e quella pubblica: i suoi malesseri esistenzaili, i suoi rapporti con il Grande Capo della Corporazione, i suoi compagni, la sua ex-moglie e le sue amanti (le donne sono un corredo immobiliare nel film). Il tutto non senza profondità e con un certo gusto visivo e scenografico. Splendido il cameo di Ralph Richardson nel ruolo del Grande Bibliotecario, ovvero il custode di un mega-computer che racchiude lo scibile umano.

Il soggetto è tratto dal racconto “Roller Ball Murder” di William Harrison, anche autore della sceneggiatura. Il racconto è una specie di riassunto del film, nel senso che i personaggi, le vicende e le tematiche del film sono già tutti sintetizzati nelle sue poche pagine. Infatti se ha un difetto è proprio quello di affastellare una tale massa di elementi, che agevolmente Harrison sviluppa nel copione. Addirittura aggiunge premesse (fanta)storiche e cenni biografici su Jonathan, assenti nel film. Persino le regole del gioco sono più complicate che nel film.

L'Autore

Mario Luca Moretti

Altri interessi oltre al cinema e alla letteratura SF, sono il cinema e la la letteratura tout-court, la musica e la storia. È laureato in Lingue (inglese e tedesco) e lavora presso l'aeroporto di Linate. Abita in provincia di Milano

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