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Stereo (1969)

Titolo Italiano Stereo Interpreti Ronald Mlodzik  Mlodzik
Titolo originale Stereo
Produzione Canada Jack Messinger  john_doe
Anno 1969 b/n
Durata 65′ Paul Mullholand  john_doe
Regia David Cronenberg
Musiche Iain Ewing  john_doe
Tratto dalromanzo
Atri interpreti Arlene Mlodzik, Clara Mayer, Glenn McCauley
Stereo è il primo lungometraggio di David Cronenberg, girato dopo due cortometraggi e prodotto grazie al generoso sistema di finanziamento statale che all’epoca sosteneva la cinematografia canadese.

Il film ha una struttura decisamente insolita. Il sonoro è costituito esclusivamente da varie voci fuori campo che si alternano più spiegando che raccontando gli strani eventi che avvengono sullo schermo.

L’Accademia Canadese per Indagini Erotiche riunisce nella usa sede 8 persone di ambo i sessi per un esperimento che deve verificare le teorie del dr. Luther Stringfellow sulla telepatia. A due di queste sono persino state asportate la laringe e le parti del cervello preposte alla parola, per potenziare le loro facoltà telepatiche. A tutte le cavie vengono somministrate droghe allo scopo appunto di sviluppare queste facoltà.

Fra gli 8 spicca uno strano personaggio, un giovane biondo vestito con un mantello nero. Vediamo gli 8 aggirarsi nei vasti e angosciosi corridoi dell’istituto e avere bizzarri comportamenti: una ragazza viene rincorsa e sedotta da un altro, un uomo accarezza un manichino anatomico davanti a una donna bendata, il biondo e un altro fanno uno strano gioco con i tarocchi, lo stesso misterioso biondo corre senza meta per un lungo corridoio, altri tre si lanciano in un’orgia al rallentatore, e così via. I vari episodi sono accompagnati dalle voci fuori campo che ci spiegano che la comunicazione telepatica sviluppa una dipendenza simile a quella di una droga, che nel gruppo si sviluppa una personalità dominante, che le cavie finiscono con il perdere le forme di comunicazione diverse da quella telepatica, sviluppano tendenze schizofreniche, eccetera. E ci informano che uno dei soggetti si è trapanato il cranio sperando di liberarsi del flusso di pensieri che assillano la sua mente e che altri due si sono suicidati. Nella scena finale un uomo schiaffeggia una ragazza che tenta un approccio sessuale, mentre la voce narrante ci dice che il dr. Stringfellow è rimasto assente tutto il tempo per paura di essere coinvolto nella “dipendenza psichica” e che l’esito finale dell’esperimento è ancora sotto analisi.

La scelta di rinunciare all’audio, a detta dello stesso regista fu dovuta a un difetto tecnico della cinepresa, talmente rumorosa da impedire una registrazione in presa diretta. Il risultato è comunque destabilizzante, perché la voce fuori campo racconta ciò che non vediamo, racconta – con fare pedantemente didascalico – retroscena che finiscono con il confondere la percezione degli strani eventi a cui assistiamo, aggiungendo stranezza a stranezza e lasciando lo spettatore deliberatamente spiazzato.

Il risultato è un film più interessante come sperimentazione stilistica che come godimento cinematografico. In retrospettiva è facile vedere molte tematiche e trovate care al regista di La mosca. L’esperimento fuori controllo, ad esempio, è una costante di molti suoi film; il gruppo isolato nella propria dipendenza lo troviamo in Naked lunch, in eXistenZ o in Crash. La telepatia come metafora di problemi comunicativi è lo stesso di La zona morta, mentre la trovata del telepate che si buca la testa ritorna in Scanners.

L’edificio i cui si svolge l’esperimento è una sede dell’Università di Toronto. La cavia con il mantello nero (definibile “protagonista” solo perché compare più spesso degli altri) è interpretata da Ronald Mlodzik, un attivista per i diritti dei gay: Cronenberg lo scelse perché lo trovò dotato di una personalità forte e carismatica e lo vediamo anche nei successivi quattro film del regista canadese.

L'Autore

Mario Luca Moretti

Altri interessi oltre al cinema e alla letteratura SF, sono il cinema e la la letteratura tout-court, la musica e la storia. È laureato in Lingue (inglese e tedesco) e lavora presso l'aeroporto di Linate. Abita in provincia di Milano

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