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War time (The war game)

War time (The war game)

Il 16 settembre 1966 la Cina interviene direttamente a sostegno delle forze nord vietnamite nelle guerra del Vietnam. Inizia così un escalation fra la Nato e il Patto di Varsavia che porta, due giorni dopo, a un attacco nucleare sovietico contro le basi missilistiche Nato nel Kent, con conseguenze devastanti e tragiche sulla popolazione civile. Fra i superstiti si scatena la lotta per la sopravvivenza, l’ordine sociale si sfalda, le ferite e le malattie legate alle radiazioni si aggravano. Le autorità ricorrono a una repressione sempre più dura per controllare la situazione, sfiorando la guerra civile.
Queste sono le vicende di uno dei film più controversi e innovativi della storia della televisione: The war game, girato da Peter Watkins nel 1965, allora autore di punta della BBC. Watkins spiegò così le premesse al suo film:

“C’era un’evidente riluttanza nella tv britannica dell’epoca a discutere la corsa agli armamenti, e c’era silenzio soprattutto sugli effetti delle armi nucleari – sui quali la gran parte del pubblico non aveva assolutamente informazioni. Perciò proposi alla BBC […] di fare un film sui possibili effetti, durante un conflitto bellico fra NATO e URRS, di un attacco nucleare in Gran Bretagna.”

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Girato con attori non professionisti, il film colpisce ancora oggi per l’audacia delle sue scelte stilistiche e narrative. Infatti Watkins racconta i fatti dei villaggi come se fossero filmati da una troupe tv che si trova sul posto al momento, mischiandoli con tecniche vicine al neorealismo italiano degli anni ’40-’50. In diverse scene sembra applicare alla lettera la teoria del “pedinamento” enunciata da Vittorio De Sica, mettendo la cinepresa alla schiena dei personaggi mentre si spostano.
Le scene narrative sono spesso accompagnate da una voce fuori campo che snocciola dati scientifici e storici sugli effetti dei bombardamenti atomici e convenzionali, e sui possibili scenari di una guerra nucleare. Le scene del “reportage” sono inframezzate da interviste a persone comuni e a esperti riguardo alla possibilità di un conflitto atomico, spesso proposte in montaggio alternato a scene altamente drammatiche. Questa scelta, benché straniante, non spezza affatto il ritmo o la tensione, creando anzi un’insolita forma di coinvolgimento emotivo nello spettatore, particolarmente inquietante.
Questa scelta stilistica è funzionale a quello che è l’altro tema del film, “sotterraneo” rispetto a quello palese della polemica pacifista. Racconta Watkins:

“In questo film ero interessato a rompere l’illusione della ‘realtà’ prodotta dai media. La mia domanda era: dov’è la ‘realtà’? …nella follia delle dichiarazioni di queste figure che, sotto un’illuminazione artificiale, citano la dottrina ufficiale quotidiana, o nella follia delle scene finzionali e recitate del resto del mio film, che presentavano le conseguenze delle loro affermazioni?”

In tre quarti d’ora The war game inanella molte scene di grande forza drammatica. Oltre alla scena della s-l1600“tempesta di fuoco” – famosa anche per la sua spettacolarità – diverse restano impresse proprio per quanto sono glaciali nella loro sobrietà stilistica: il linciaggio dell’autista di un camion di provviste, la comunità composta da borghesi trasformatisi in saccheggiatori, il colpo di grazia dato da un poliziotto a un gruppo di malati terminali, l’epilogo natalizio.
Importante per la riuscita del film è anche l’apporto degli anonimi attori: abitanti dei villaggi in cui fu

girato, che quindi in pratica interpretano se stessi. Anche se improntate quasi solo sul registro della paura e della sofferenza, le loro prove rivelano una capacità espressiva intensa e profonda, di grande immediatezza.
Già durante le riprese, il governo britannico fece pressioni sulla BBC perché il film non venisse trasmesso. La cosa trapelò sui giornali causando polemiche e dibattiti nel paese. La BBC non trasmise il film, arrivando a far calunniare lo stesso Watkins dal telegiornale in rappresaglia alle sue proteste. Nel dicembre 1965 emanò un comunicato che definiva The war game “un esperimento necessario ma fallimentare” e per questo “deve esser messo da parte”. Il film comunque fu distribuito nelle sale, in Gran Bretagna e in altri Paesi, e vinse l’Oscar 1966 come miglior documentario (impropriamente, in verità). In Italia rimase inedito fino al 1984, quando conobbe una fugace distribuzione cinematografica: in quest’occasione – per evitare confusione con il film quasi omonimo Wargames, uscito con grande successo l’anno prima – il titolo fu cambiato in War time.
La BBC trasmise The war game per la prima il 31 luglio 1985, in occasione di una serata dedicata al quarantennale della bomba di Hiroshima.

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Titolo USA (Orig).) The war game Interpreti Sconosciuti, voci fuori campo:  
Titolo Italiano War time   Michael Aspel
Produzione UK    
Anno 1965/BN   Peter Graham
Durata 48′    
Regia Peter Watkins   Kathy Staff
Musiche canzone Heilige Nacht    
      Peter Watkins
       

L'Autore

Mario Luca Moretti

Altri interessi oltre al cinema e alla letteratura SF, sono il cinema e la la letteratura tout-court, la musica e la storia. È laureato in Lingue (inglese e tedesco) e lavora presso l'aeroporto di Linate. Abita in provincia di Milano

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