L’anno scorso mi sono del tutto dimenticato di parlare del Premio Nebula 2025, le cui opere in gara erano state annunciate ufficialmente dalla Science Fiction and Fantasy Writers Association (SFWA), il 12 marzo 2025. Per questo ho deciso di fare una specie di pre-Nebula 2026, analizzando oggi 12 marzo 2026, a un anno esatto di distanza, ciò che è stato presentato l’anno scorso, in attesa della comunicazione della SFWA del 15 marzo, quando sarà annunciato il 61° Nebula Award.

Come sempre noi parliamo solo dei sei romanzi selezionati nel 2025 dagli scrittori iscritti all’Associazione. Erano questi:

A oggi, solo due romanzi sono disponibili con una traduzione italiana.

Si tratta di The Book of Love di Kelly Link, stesso titolo in italiano, Pubblicato da Mercurio Books (ottobre 2024) con la traduzione di Claudia Durastanti e Someone You Can Build a Nest In (Qualcuno in cui fare il nido) di John Wiswell, edito da Ne/oN Libri (ottobre 2024) e tradotto da Clara Scarafia.

Ma vediamo di cosa trattavano i sei libri.

Sleeping Worlds Have No Memory (Yaroslav Barsukov)

Il ministro Shea Ashcroft rifiuta di disperdere col gas una folla di manifestanti come ordinato dalla regina e viene mandato alla frontiera con l’incarico di sovrintendere alla costruzione della più grande torre difensiva mai realizzata. Tuttavia, l’impiego di tecnologie avanzate provenienti dai rifugiati rende la struttura instabile e pericolosa, trasformandola in una minaccia per gli interessi locali. Shea non ha altra scelta che affrontare la gerarchia del luogo per portare a termine la costruzione e tentare al tempo stesso di riprendere in mano la propria vita.

Sopravvissuto a un attentato, Shea si trova costretto a confrontarsi con i propri demoni interiori, a imbattersi in un’antica leggenda e a scoprire un portale che conduce a un mondo morto. Il tutto mentre combatte per restare fedele ai propri principi e per non perdere la ragione.

Il romanzo è una meditazione suggestiva e inquietante sulla fragilità della condizione umana: sulle nostre convinzioni, sull’uso della propaganda per fini politici e sulla nostra capacità di distinguere il reale dall’irreale. Ma anche sulla nostra disponibilità ad accettare comode verità.

Rakesfall (Vajra Chandrasekera)

Si tratta di un audace romanzo di fantascienza autoconclusivo che racconta il destino di due anime legate tra loro fino alla fine del tempo, scritto dall’autore del pluripremiato The Saint of Bright Doors di cui abbiamo già parlato l’anno scorso.

Alcune storie richiedono più di una vita per essere raccontate. Ci sono torti che riecheggiano attraverso i secoli, amicizie più tenaci degli artigli della morte, amori che lasciano il loro segno sulla civiltà e promesse che nulla può spezzare. Questa è una di quelle storie.

Annelid e Leveret si incontrano da bambini nel pieno della guerra civile dello Sri Lanka. Si ritrovano in un paese devastato, cercando di guardare oltre la propaganda per afferrare una verità più profonda. Poi, in un bosco infestato da demoni, un altro atto di violenza li lega indissolubilmente e proietta le loro anime in un viaggio attraverso i secoli. Nessun mondo potrà contenerli, nessuna vita potrà trattenerli, e non si abbandoneranno mai l’un l’altro.

Seguendo due anime attraverso innumerevoli esistenze, Rakesfall è un’esplorazione virtuosistica di ciò che una storia può diventare. Mentre Annelid e Leveret continuano a reincarnarsi sempre più avanti nel futuro, inseguiranno il limite estremo delle possibilità umane in un’epopea di fantascienza cupa e visionaria, diversa da qualsiasi cosa abbiate letto prima.

Asunder (Kerstin Hall)

Karys Eska è una “deathspeaker”, una che parla con i morti, legata da un patto irrevocabile con Sabaster, un essere terrificante di tipo eldritch, cioè un mostro del genere lovecraftiano, con poteri arcani, legati a un orrore cosmico e non comprensibile. Sabaster è tricefalo e ha cento ali, è implacabile… è lui che ha concesso a Karys il potere di comunicare con i morti appena trapassati.

Per pagarsi l’affitto, Karys utilizza questa capacità indagando sulle morti sospette nella città che chiama casa. Ma quando un incarico prende una piega imprevista e la mette in contatto con uno sconosciuto morente portatore di segreti estremamente pericolosi, il suo mondo viene completamente sconvolto.

Si tratta di Ferain, che è disposto a pagarla una somma ridicolmente alta per avere il suo aiuto. Nel tentativo di salvarlo, Karys finisce però per legarlo involontariamente alla propria ombra: un gesto che potrebbe condannare entrambi. Se vogliono sopravvivere, dovranno imparare a fidarsi l’uno dell’altra e viaggiare insieme fino al cuore di un impero in declino, perseguitati da orrori arcani e da inquieti fantasmi del loro passato.

E Karys sa che, molto presto, verrà il momento di pagare i suoi debiti.

A Sorceress Comes to Call (T. Kingfisher)

Abbiamo parlato anche di questo libro, perché nella sestina finale del Premio Hugo dello scorso anno.

Cordelia sa che sua madre è… strana.

Nella loro casa non esistono porte tra una stanza e l’altra… Non ci sono segreti, ma sua madre non le permette di avere nemmeno un amico. A meno che non si tratti di Falada, il bellissimo cavallo bianco di sua madre. L’unico momento in cui Cordelia si sente davvero libera è durante le cavalcate quotidiane con lui.

Ma non è solo una questione di eccentricità. Le altre madri non costringono le figlie a restare immobili e in silenzio per ore, talvolta per giorni interi. Le altre madri non sono streghe malvagie.

Quando la madre decide improvvisamente di trasferirsi nella dimora di un ricco e anziano scudiero e di sua sorella Hester, una donna gentile ma dall’occhio acuto, Cordelia capisce subito che quella coppia ospitale è destinata a diventare la prossima vittima.

Ma tra quelle persone Cordelia si sente per la prima volta davvero a casa. E mentre i piani di sua madre si fanno sempre più oscuri, dovrà decidere come affrontare la donna che l’ha cresciuta per salvare coloro che ormai sente come una famiglia.

Someone You Can Build a Nest In (John Wiswell)

Anche di questo romanzo ne abbiamo parlato lo scorso anno, essendo nella sestina dei Premi Hugo.

Ed è anche il romanzo che ha vinto il Nebula l’anno scorso.

Shesheshen ha commesso l’errore fatale per ogni mostro: si è innamorata.

Shesheshen è una mutaforma che vive felicemente come una massa amorfa sul fondo di una dimora in rovina. Quando il suo riposo viene interrotto da cacciatori di mostri particolarmente maleducati, si costruisce un corpo con i resti dei suoi pasti passati: una catena di metallo come spina dorsale, ossa prese in prestito per gli arti e una trappola per orsi come bocca supplementare.

Gravemente ferita dai cacciatori, Shesheshen viene curata da Homily, una donna umana dal cuore gentile. Homily è premurosa e sarebbe perfetta come co-genitore: un luogo ideale dove deporre le uova di Shesheshen, così che i piccoli possano divorarla dall’interno verso l’esterno. Ma man mano che il loro legame si fa più profondo, Shesheshen capisce che mangiare la propria amante non è più un’opzione.

Proprio quando sta per rivelarle la sua vera identità, Homily confessa qualcos’altro: è sulle tracce di un mostro mutaforma che, a quanto pare, avrebbe lanciato una maledizione sulla sua famiglia. Shesheshen l’ha visto da qualche parte?

In base alle scelte e alle risultanze dello scorso anno, è obbligatorio notare che la fantascienza “classica” (astronavi, esplorazione spaziale, scienza, ecc.) è praticamente assente nelle scelte dei Nebula Awards. Il quadro che emerge è quello di una narrativa fortemente ibrida, dove i confini tra fantascienza, fantasy e altri sottogeneri sono piuttosto indefiniti.


È facile capire che i romanzi selezionati tendono tutti al Fantasy contemporaneo e alla dark fantasy. Diversi titoli appartengono chiaramente al fantasy, spesso con tonalità oscure o gotiche.

  • A Sorceress Comes to Call: favoloso cupo / gothic fantasy
  • Asunder: dark fantasy con elementi weird ed eldritch (cioè, come si è detto uno stile fortemente lovecraftiano)
  • Someone You Can Build a Nest In: fantasy e mostri.

Questo tipo di narrativa è molto diffuso oggi nella speculative fiction anglofona. Da noi, credo di poter dire, si preferisca soprattutto il distopico.

Solo un paio di titoli si avvicinano alla fantascienza propriamente detta, ma in forma molto contaminata.

  • Sleeping Worlds Have No Memory: science fiction filosofica / distopica con elementi fantasy e noir. Un po’, il genere preferito da lettori e scrittori italiani di oggi.
  • Rakesfall: science fantasy epico con reincarnazioni.

Un filone molto presente oggi soprattutto in America è il realismo magico urbano, probabilmente sulla spinta dei lettori di Stephen King, come succede, per esempio, in The Book of Love, dove il soprannaturale irrompe in un contesto quotidiano (una cittadina americana).

Alla fine, possiamo dire che la selezione dell’anno scorso privilegiava nettamente il fantasy nelle sue forme più attuali: dark, weird, ambienti contemporanei, con solo occasionali incursioni nella fantascienza propriamente detta.

C’è una tendenza molto forte verso storie centrate su relazioni, identità e malessere, più che su worldbuilding o tecnologia.

L’esito del Premio Hugo dello scorso anno assegnato a The Tainted Cup un romanzo mistery fantastico basato soprattutto sul worldbuilding, un vero e proprio poliziesco dove si immagina anche un tipo di tecnologia naturale del tutto nuova, ha segnato una proposta, a mio avviso, innovativa nel genere. Vedremo se questo avrà una continuazione e magari dei cambiamenti nelle selezioni di quest’anno.

L’immagine di copertina è una interpretazione di Someone You Can Build a Nest In di A.I. designer di Microsoft.

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nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.