Ecco, sentire che un nuovo autore, o comunque un autore non tra quelli più conosciuti in Italia vuole parlare con noi, è comunque un piacere.
Ed è una cosa che qualche volta succede con il sito Cose da Altri Mondi, nato per volontà di Vanni Mongini e che, malgrado la scomparsa dolorosa del suo inventore, continua oggi a sopravvivere sotto una diversa bandiera: il proprietario e curatore attuale è Sergio Giuffrida.
Vanni aveva voluto che in quel sito ci fosse una rubrica intitolata, Posso chiedere un parere? Rubrica che, immeritatamente, mi sono proposto di curare.
Le regole sono semplici, puoi chiedere un parere se mi mandi un testo in formato e-book e se accetti che io, dopo averlo letto, possa dirti che non mi è piaciuto. Nel qual caso, è molto probabile che io non pubblichi nulla di te, né ciò che penso del tuo libro, perché non mi piace pubblicare recensioni negative. Poi è già successo che qualcuno se la sia presa, con conseguenze per me troppo pesanti per rischiare di ripercorrerle.
Eppure, ci sono sfumature a questa regola del mio gradimento. Per esempio, ciò che è successo domenica scorsa nella recensione-incontro avuta con Alex Mai proprio nella rubrica sopra indicata!
Alex è uno scrittore nuovo, anche se non più così fresco di età, e comunque fiero della sua opera e molto combattivo. Ha prodotto fino a oggi (lo dice lui) 5 libri più tre. Io ne ho visti solo tre e letto solo uno. Lui la spiega così:
Ho pubblicato con case editrici i miei primi cinque romanzi, tra il 2005 e il 2021. Nel 2025 mi sono ritrovato, per una serie di combinazioni, con tutti i diritti d’autore sbloccati. In quel momento, [l’attuale mia opera] era una saga solo nella mia mente. Ho deciso che il ritorno dei diritti era un segno: ho abbandonato il mondo “case editrici” e ho abbracciato Amazon KDP.
Il romanzo che ho letto è però una vera sberla nello stomaco! Descrizioni di una violenza davvero non facile da digerire, pur per il mio stomaco decisamente allenato. il titolo è L’alba di una lunga notte.
L’Autore immagina che nel giro di pochi anni da adesso, l’Italia e soprattutto Roma, tornino ai fasti e ai giochi circensi dell’antichità: gladiatori impegnati in duelli all’ultimo sangue nelle Nuove Arene, belve squartate o che divorano uomini e donne in combattimenti spaventosi. Ho fatto presente ad Alex che, per quanto il tutto sia scritto con discreta qualità, al di là di questi orrori c’è ben poco nella sua trama. Gli ho chiaramente detto, “Vedo un po’ di difettucci che forse sarebbero da considerare. Per esempio, tu saltelli capitolo dopo capitolo da un personaggio all’altro, da un tempo all’altro. Mi sono reso conto che seguire una trama non è sempre facile.”
Mi sono reso conto che forse la trama c’era nella testa di Alex Mai (pseudonimo di Alessandro Maiucchi), ma forse mi aveva confuso al punto da perdermela un po’. Ma, il nostro amico sull’argomento è davvero fin troppo sicuro delle sua qualità:
Il difetto tipico che mi evidenziano in tanti è che ci sono troppi personaggi, e che soprattutto entrano in campo tutti insieme. Io dico sempre che Guerre stellari, Il signore degli anelli e Harry Potter ne hanno molti di più. E hanno anche altrettanti cambi di scena. Ho letto molti romanzi scritti in questo modo, per esempio Stephen King e Jeffery Deaver…
Gli faccio notare che non è quello che ho detto. Mai messo in dubbio che Stephen King e Jeffery Deaver e molti altri come loro, sappiano usare questa tecnica: “Dico solo che, nel tuo caso, si fa fatica a seguire la trama. Il difetto non è cambiare personaggi e storia a ogni capitolo, ma non rendere l’insieme facile da seguire. Si lo so che i classici che riporti lo fanno bene. Ecco, per quello che ho visto io, tu non lo fai benissimo in questo romanzo.”
Ma niente da fare. Alex mi fa notare: “Sto rileggendo i primi di Stephen King e hanno problemi simili…”
Ciò che più mi ha colpito in Alex, è la strenua difesa per il suo stile e per il genere distopico di cui evidentemente ama scrivere. Un autore convinto di poter essere all’altezza dei suoi preferiti è comunque un buon punto di partenza.
Gli faccio però notare come, soprattutto in Italia, questo genere sia addirittura inflazionato. Non esiste nuovo scrittore, o aspirante tale che non scriva storie terribili su bombe nucleari, intelligenze artificiali che uccideranno tutti gli umani o sulla mafia che ammazza e si diverte a farlo ripristinando i giochi circensi romani.
Alex ne è conscio e però soddisfatto:
Il distopico è un genere che tutti hanno visto al cinema (Arancia meccanica, Blade runner, Matrix, Minority Report, Mad Max, Hunger games, V per Vendetta e mille altri) magari senza sapere come si chiama, non c’è motivo di pensare che non sarà il genere del futuro, specialmente col presente che stiamo vivendo… Black mirror, Dark, Il racconto dell’ancella, anche le serie TV distopiche spopolano in tutto il mondo. L’uomo nell’alto castello, che, come Minority Report e Blade runner è tratto da Dick, è un’altra serie distopica, come Silo e The last of us. Confermo che la distopia è il genere più popolare al cinema e in TV; pertanto, è improbabile che non lo sarà in futuro.
Gli dico papale, papale che questa cosa mi spaventa. Non gli dico, perché è ovvio, che autori come lui si ispirano più a film e televisione, che non ai libri, come del resto ha appena dimostrato con i suoi esempi. E Alex insiste:
A mio avviso il Grande Fratello in tv dimostra chiaramente che ciò che sembra assurdo può essere sdoganato nel giro di settimane e diventare lo spettacolo più seguito; la serie coreana Squid Game (il cui romanzo è stato scritto nel 2009 nella prima versione, come il mio) è almeno altrettanto mostruosa e sanguinaria, ma l’hanno vista decine di milioni di spettatori in tutto il mondo.
Mi è piaciuto dibattere un po’ con lui su affermazioni come quella in cui Philip K. Dick è un autore distopico. “Philip Dick è molto più distopia che fantascienza, in tutti i suoi romanzi più famosi (ho chiesto a Gemini, secondo lui ha creato il genere distopico moderno).” Non ho avuto il piacere di convincerlo. Alex è sicuro della sua tesi. Del resto, lo ha detto Gemini!
Voglio concludere anche questo articolo con un non-verdetto, come ho fatto su Altrimondi: è giusto presentare Alex Mai (Alessandro Maiucchi) come autore, perché il suo romanzo (non so degli altri due) è in definitiva leggibile e ha delle qualità; anche se ancora un po’ nascoste! Ma il lettore smaliziato avrà modo di scoprire tali potenzialità e magari dare un vero senso all’avventura di Alex, che, come tutti quelli che si producono da soli, ha l’impellente necessità di farsi conoscere.
L’intera intervista e il nostro dibattito sono disponibili su Cose da Altri Mondi. Per non far torto a nessuno, invito chi non lo abbia già fatto, a dare un’occhiata.
nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.
