The EverlastingThe Everlasting, di Alix E. Harrow si aggiudica il Premio Hugo 2026. Abbiamo lasciato passare qualche giorno per sentire cosa avessero da dire i critici, non avendo ancora potuto leggere il romanzo ed eccoci qui!

Come succede ormai da un bel po’, la fantascienza classica non fa quasi più parte dei Premi più prestigiosi. E il Premio Hugo è certamente il più classico e significativo tra i concorsi di fantascienza. Basti dire che qui sono stati premiati dei classici come L’uomo disintegrato (The Demolished Man) di Bester, Fanteria dello spazio di Heinlein, Fondazione di Asimov… e questo solo per buttare lì a caso tre titoli di colossi più o meno noti a tutti.

Ma la fantascienza è decisamente cambiata. Sono diversi anche i lettori, dicono! I vecchi schemi fantascientifici non sono più graditi. O così forse vorrebbero farci credere.

È tuttavia sospetto il fatto che i romanzi di fantascienza negli ultimi anni siano in genere apparentemente meno apprezzati di quanto lo fossero un tempo. Per esempio, dal 2021 in poi, nessuno dei titoli vincitori dello Hugo è mai stato tradotto in italiano! Qualcosa vorrà dire.

Anche quest’anno ci imbattiamo in un’opera che decisamente non si direbbe fantascienza. È una sorta di fantasy, con sforamento sul tempo alternativo, manipolazioni politiche e, insomma, la storia alternativa vista come satira o come riferimento della politica attuale. Almeno così ci racconta ciò che siamo andati a leggere in giro.

La storia, come riferisce Books, Bones and Buffy è più o meno la seguente:

Un mondo fantasy alternativo, durante un’alternativa Prima guerra mondiale. Il tutto si svolge in una immaginaria città di nome Dominion.

Il protagonista è Owen Mallory, uno studioso, il quale, un giorno, riceve per posta un vecchio libro intitolato The Death of Una Everlasting (La morte di Una l’Eterna). Il testo è scritto in una lingua antica, anche se quel testo gli sembra stranamente familiare. Ma al momento non riesce a capire perché. Il suo relatore universitario gli affida il compito di tradurlo, ma poco dopo il libro scompare. Al suo posto, Mallory trova un elegante biglietto da visita con un indirizzo, da cui deduce che chi ha rubato il libro vuole incontrarlo.

Quando arriva all’indirizzo indicato, incontra Vivian Rolfe, una donna imponente che gli spiega di aver scelto Mallory perché sia lui a raccontare la storia di Una, mitica guerriera che salverà Dominion.

Quando Vivian gli restituisce il libro, Mallory, sconvolto, scopre che tutte le pagine sono bianche, perché dovrà essere lui a scrivere la storia di Una. Ed ecco perché quel testo gli era sembrato familiare!

È allora che Vivian gli trafigge la mano con un tagliacarte e, all’improvviso, Mallory si ritrova catapultato indietro di mille anni nel tempo. Qui, sotto un antico tasso, incontrerà la stessa Una e così avrà inizio la loro avventura.

Lo stesso commento di Books, Bones and Buffy mette in evidenza quello che alla fine è stato il punto più dibattuto su questo libro: “Il fulcro della storia è il rapporto tra Una e Mallory, una storia d’amore che si sviluppa e cresce nel corso del tempo.”

Va un po’ più in là, invece, il commento di Goodreads, “Il compito di Owen è fare da “custode della storia”: deve affiancare Una nella sua cerca per uccidere l’ultimo drago e assicurarsi che lei muoia in battaglia. La morte tragica di Una è infatti il pilastro su cui Vivian Rolfe (che si rivela essere la regina immortale del regno, nonché la madre biologica di Una) costruisce il mito nazionale e la propaganda patriottica per controllare Dominion nei secoli successivi.” Qui si innesta la parte politica del romanzo: una denuncia contro i regimi fascistoidi che cercano con le parole di modificare la storia.

Owen viene rimandato nel passato più e più volte. In ogni ciclo, Vivian ritocca leggermente gli eventi storici, o l’ordine dei fatti, li cambia per rendere il mito di Una ancora più efficace o per reprimere i tentativi di ribellione di Owen.

In alcune community SFF (come reddit/Fantasy) si rileva come qui operi la magia del tempo che secondo alcuni è una sorta di macchina magica. Secondo altri, invece, non funziona come una macchina scientifica, ma agisce come un trasferimento di personalità. Quando il loop si resetta, la mente di Owen viene letteralmente catapultata indietro dentro il suo corpo del passato. Tali interventi, a mio parere, poco aggiungono alla possibile qualità del racconto, anche se gli appassionati del genere molto si divertono a cercare qualche meccanismo fantascientifico anche all’interno del Fantasy.

Quel che io dico, però, è che, se questo romanzo ha vinto il Premio Hugo 2026, conterrà di sicuro molte cose buone. Magari più come Fantasy romantico che come storia di fantascienza, ma evidentemente ha colpito la fantasia del pubblico.

Su Locus Magazine, il critico Gary K. Wolfe si domanda perché negli ultimi anni “Sempre più romanzi fantasy sembrano concentrarsi sull’atto stesso del raccontarsi, sicché i conflitti centrali non riguardano più oscuri signori del male o eroiche imprese, ma piuttosto chi abbia il potere di controllare la narrazione  […] nel romanzo The Everlasting di Alix E. Harrow, una regina intrigante cerca [infatti] di controllare fin nei minimi dettagli il processo il cui compito è di trasformare le storie in leggende o miti.”

Krystle Matar, su Greemdark Magazine, sottolinea come in questo romanzo ci siano delle importanti novità: “La prima e più evidente riguarda il genere, e il modo in cui sottilmente si modifica la storia tra cavaliere e amante, invertendo i ruoli. La donna, Una l’Eterna, è un esempio straordinario di come una donna cavaliere possa davvero prendere a calci nel sedere chiunque le si pari davanti. La sua solitudine, il suo stoicismo e la sua forza lasciano senza fiato. Il cavallo, il folle Hen, è il compagno d’avventure perfetto. La sua spada, Valiant, brilla di tutto il fascino accumulato da mille storie di altre spade magiche prima di lei […] Owen Mallory ci offre una versione diversa della mascolinità. Lui è uno studioso. Un nerd. E tuttavia l’ossessione della sua nazione per la guerra ha forgiato la sua mascolinità fino a renderla affilata come un coltello. Owen si considera un codardo, ma, nelle pagine strazianti di The Everlasting, ci viene mostrato cosa sia in realtà il suo coraggio, la sua dedizione e il suo ingegno.”

Altri, come per esempio il gruppo su Instagram che si firma thebookscript, non apprezza affatto questo scambio di genere, che pur a me sembrerebbe originale: “Le mie uniche riserve riguardano il fatto che, a volte, gli stereotipi legati all’inversione dei ruoli di genere mi sono sembrati un po’ troppo marcati e fin troppo espliciti… e le scene di intimità non sono state di mio gusto, almeno per come sono scritte.”

Ecco, questo è certamente un elenco abbastanza casuale di pareri colti senza particolare selezione, attraverso rapide ricerche in rete. Come al solito, se decideremo di leggere personalmente questo libro, magari ne potremo parlarne con voi in un prossimo articolo su Nuove Vie.

 

la copertina è una interpretazione di questi contenuti da parte di ChatGPT

 

 

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nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.