Sembra proprio che, a oggi, esistano almeno 97 romanzi firmati Clive Cussler (1931–2020). Molti di questi, scritti a quattro mani, soprattutto negli ultimi anni della sua vita.
Credo che tutti sappiano chi fosse Clive Cussler, uno dei maestri del romanzo d’avventura moderno che ha venduto forse centinaia milioni di copie in tutto il mondo. Celebre collezionista di auto d’epoca, molte delle quali compaiono nei suoi racconti e sono oggi esposte nel Cussler Museum in Colorado. In questo brevissimo articolo, parlerò dei suoi spunti fantascientifici, non certo difficili da scoprire nei suoi libri.
Ho chiesto all’Intelligenza Artificiale di Google quanti fossero i romanzi di Clive e mi ha detto, oltre ottanta. Ma poi ho trovato questa pagina che dichiarava come i suoi romanzi, scritti durante gli 89 anni della sua vita, fossero 97.
Ma sono davvero tutti? Forse no! Pare che esistano degli inediti. Sempre interrogando la A.I. di Google, ricaviamo che:
Clive Cussler, scomparso nel 2020, ha lasciato un’eredità letteraria che continua a espandersi attraverso pubblicazioni postume. Nonostante la sua morte, la produzione di nuovi romanzi non si è interrotta grazie alla collaborazione storica con altri autori e al lavoro del figlio, Dirk Cussler.
Ma veniamo esattamente al punto per cui ho deciso di voler parlare di Clive Cussler.
Uscendo dalla lettura di un suo romanzo non recentissimo, di cui dirò tra poco, ho notato che lo stile di quel racconto era davvero molto simile a quello di molti romanzi di Dan Brown. Ora, Clive Cussler ha avuto un successo editoriale notevole con un meccanismo che (per lo meno nella sua prima serie su Dirk PItt) è sempre facilmente riconoscibile. Ad esempio, in “Enigma” (The Mediterranean Caper), uscito nel 1973, il suo primo romanzo: tipicamente c’è qualcosa di antico, un fatto o un oggetto, che ha ripercussioni nel presente e tali ripercussioni sono generalmente letali per l’umanità.
Da notare che il primo romanzo di Dan Brown, Il Codice Da Vinci esce il 27 giugno 2006! Dan Brown ha avuto il tempo di leggersi tutto Cussler e di trarne eventualmente degli spunti. Infatti i meccanismi tecnici delle trame di Clive Cussler, sono quasi sovrapponibili a quelli di Dan Brown.: c’è qualcosa di antico, biblico o religioso che ai giorni nostri risulterà letale per l’umanità. Ma, se i libri di Dan Brown, usano il medesimo meccanismo tipico di Clive, come mai hanno avuto molto più successo?
Trovo inquietante che le storie di fantascienza archeologica di Dan Brown gli abbiano fruttato una stima di circa 250 milioni di copie vendute, mentre il povero Clive Cussler può vantare una vendita di soli cento milioni. Il che è comunque una quantità immensa, visto l’ambiente di cui si parla.
Dal punto di vista delle vendite esiste un abisso tra i due scrittori, eppure la qualità della scrittura e, soprattutto, delle trame, mi pare possa essere considerata davvero molto simile.
Dico questo perché in un romanzo di Clive del 2007, La stirpe di Salomone, pubblicato in Italia nel 2010 da me letto recentemente, si trovano proprio le medesime regole tecniche di uno qualsiasi dei romanzi di Dan: un episodio dell’antichità, meglio se di origine biblica, con ripercussioni moderne imprevedibili e soprattutto mai ipotizzate. A questo si aggiunge una organizzazione criminale che vuole impossessarsi di qualcosa, eroi che sfuggono mille volte a una sorte davvero avversa, per arrivare poi al grande trionfo finale. Insomma, cose che il grande pubblico non lettore non ha nemmeno imparato da Dan Brown, ma più probabilmente dai film di Indiana Jones.
Per quale motivo Clive Cussler ha al massimo venduto trecentomila copie con le sue ultime uscite e Dan Brown alcuni milioni di copie con uno solo degli ultimi suoi romanzi? Per non parlare de Il Codice da Vinci, che si stima abbia venduto non meno di 80 milioni di copie!
L’ultimo libro di Cussler in italiano, è stato “Fuga dall’inferno” (Hellburner), uscito, ovviamente postumo, nel maggio del 2025 per la casa editrice Longanesi. L’autore lo ha scritto assieme a Mike Maden. È un romanzo relativo ai cosiddetti Oregon files. Sono avventure che riguardano una nave chiamata Oregon che, all’apparenza, è un relitto, pieno di bozze e di ruggine. In realtà è tutta una mascheratura; al di sotto di queste false apparenze si nasconde un battello tra i più moderni e veloci.
Si tratta di romanzi di purissima avventura e l’unico fatto fantascientifico, in questo caso, è che ogni volta viene rivelata una qualche tecnologia imprevedibile e all’avanguardia. Forse, questi libri sono meno popolari tra gli appassionati di fantascienza.
Per concludere, si deve purtroppo constatare che non esiste nessuna spiegazione su cosa determini la popolarità di un libro. O per lo meno, nessuna spiegazione che sia alla mia portata.
In tempi diversi, avevo chiesto a Gianfranco Viviani, storico fondatore della Editrice Nord, come lui avesse deciso di aprire una Casa Editrice specializzata in fantascienza. Ricordo che la sua risposta fu, “Ho commissionato una ricerca di mercato ed è risultato che la fantascienza era il genere con più potenzialità in quel momento.”
Chissà se non se ne è poi pentito?
La nostra copertina è tratta dal romanzo Fuga dall’inferno, edizioni Longanesi.
nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.