Auto Pubblicazione, che fare? è un breve articolo che Steven Erikson (vero nome Steve Rune Lundin), un importante scrittore canadese di Fantasy ha pubblicato su Facebook. Noi abbiamo ricevuto l’articolo attraverso Robert J. Sawyer, con cui spesso collaboriamo, il quale, ultimamente, ha avuto grossi e personali problemi con i suoi Agenti e da qualche tempo sta quindi operando in conto proprio. Per questo Rob ha trovato interessanti le riflessioni di Steve. I problemi di Rob, sono ben lontani da quelli di noi poveri autori a mezzo servizio e tuttavia uno sguardo su come fare l’auto-pubblicazione può essere interessante.

 

Ci siamo: hai scritto un romanzo. E poi? Vediamo cosa puoi fare.

1) Puoi seguire il percorso tradizionale. Trovare un agente che poi lanci il tuo romanzo attraverso le case editrici. Andrai incontro a immensi problemi. Trovare un agente senza aiuti può essere molto difficile. Ti serve qualcuno che conosca il genere letterario di tuo interesse e però deve anche essere un buon agente. A quelli che ti vogliono far subito pagare solo per leggere il tuo lavoro, dì “no grazie” e continua a cercare. Un agente che si guadagna da vivere facendosi pagare la lettura non è quasi mai un buon agente. Il vostro rapporto deve essere su un piano di parità. L’idea è che entrambi volete aver dei benefici della pubblicazione di ciò che scrivi. Gli agenti hanno esperienza con gli editori e tu hai la tua esperienza di scrittura. Il rispetto reciproco è essenziale.

Conoscendo le case editrici e, cosa più importante, gli editor che lavorano con le case editrici, l’agente indirizzerà il tuo manoscritto alla casa editrice più opportuna, aumentando le tue possibilità di successo. Ultimamente, questa operazione sta diventando sempre più difficile. Gli editori sembrano sempre più come ad allenatori di calcio, che non sanno bene con quale squadra finiranno nell’anno. Le case editrici nascono e scompaiono con allarmante regolarità. I vecchi tempi in cui redattori esperti lavoravano tutta la vita nella stessa casa editrice stanno scomparendo rapidamente.

Comunque, ammettiamo che vada tutto bene. Tu trovi un editore (o, meglio, lo troverà il tuo agente) e viene preparato un contratto, viene contrattato un anticipo, percentuali di royalty e tutto quel che serve. A questo punto, ecco quali sono le tue aspettative. La casa editrice progetterà il tuo libro e fisserà una data di pubblicazione. Forse faranno anche un po’ di pubblicità prima del lancio, ma io non ci conterei. A quel punto, promuovere il tuo libro dipende soprattutto da te. C’è però una cosa di cui puoi essere piuttosto sicuro: il tuo libro avrà proprio l’aspetto di un libro!

Ma tutto ciò che significa? Significa che ci sarà un gruppo di progettazione per l’immagine di copertina. Scelta del layout generale per la foderina e i caratteri da usare. Per le copertine, la casa editrice avrà una guida di stile a livello aziendale, come pure per i caratteri tipografici, il layout delle pagine, le convenzioni ortografiche (so che saranno diverse negli Stati Uniti rispetto a qualsiasi altro Paese di lingua inglese – canadesi, britannici, australiani, neozelandesi, ecc.). In Italia non dovrebbe capitare.

In tutte le case editrici di narrativa ci sono poi altre convenzioni ampiamente accettate e piuttosto coerenti. Il frontespizio si posiziona a destra. Il romanzo inizia in una pagina di destra. Tutti i capitoli si aprono su una pagina a destra. Ogni pagina di testo seguirà il formato comune: interlinea regolare dall’alto verso il basso, rientri per indicare nuovi paragrafi e virgolette per il dialogo. E il giusto spazio bianco che circonda il testo, con numerazione delle pagine da qualche parte vicino al bordo. In genere c’è sempre un’intestazione e un piè di pagina. Nel testo, eventuali interruzioni all’interno del capitolo (come indicato dal manoscritto originale dello scrittore) saranno contrassegnate da righe vuote per evidenziare visivamente l’interruzione, oppure con un “*” centrato o tre (***) o cinque (*****) o qualche altro effetto grafico.

Tutte queste convenzioni hanno uno scopo. La loro familiarità con il lettore assicura il lettore (anche se non consapevolmente) che questo è un libro regolare. Sembra un libro ed è un libro. Ogni pagina sembra una pagina di un libro e lo è. La continuità visiva del testo, essendo riconoscibile, trasmette autenticità e sicurezza.

Le case editrici sono grandi. Ogni anno pubblicano molti libri. Anche il tuo libro è stato inserito nel loro programma. Di conseguenza, deve trascorrere un periodo fisso per le modifiche, l’Edit e l’accettazione finale, tutto stipulato nel contratto.

Una cosa ti deve essere chiara fin da subito. Il tuo editore non si aspetta (e non vuole) più romanzi da te in quell’anno. Non possono pubblicarli (o, in generale, non vorranno farlo). Se sei prolifico, se il tuo flusso di creatività è più simile a un idrante che a un rubinetto, potresti trovarti immensamente frustrato dal sistema tipico delle case editrici che prevede non più di un libro all’anno.

Il che mi porta alla seconda opzione.

2) L’Autopubblicazione. Una volta, c’era una cosa che si chiamava Vanity Press, ovvero la Editoria a Pagamento. Aveva un suo senso. L’ Editoria a Pagamento era felice di pubblicare il tuo libro. Per pubblicare, dovevi solo pagarli. I migliori editori a pagamento offrivano anche dei servizi professionali: qualche volta ti facevano l’editing, o l’impaginazione, il design e tutto ciò che serviva per trasformare il tuo manoscritto in qualcosa di simile a un libro tradizionale, dentro e fuori.

Promuovere il tuo libro era però tutto a spese tue, e non era comodo. La maggior parte delle librerie del centro non avrebbe mai accettato libri di editori a pagamento, per via degli accordi con i distributori che li bloccavano. Le librerie indipendenti magari potevano pubblicizzarti, ma solo se erano della tua zona e quindi con un loro interesse locale. C’erano delle possibilità con i circuiti congressuali, ma l’investimento era costoso e richiedeva un gran lavoro di gambe.

La cosa più importante, è che gli editori a pagamento stampavano tutte le copie che potevi permetterti di pagare in anticipo. Niente di più, niente di meno. Una volta stampato il libro, la loro parte era finita.

Poi, con questa opportunità chiamata Internet, tutto è cambiato. Non ho intenzione di spiegare cosa sia Internet. Ormai ci stiamo dentro tutti e, anzi, molti di voi non conoscono un mondo diverso da questo. La diffusione di Internet diventa componente essenziale della nostra vita quotidiana, non solo per la socializzazione, ma anche per la vendita di beni materiali, supportati da una vasta rete di trasporti per le consegne fisiche di un bene, ma anche per la diffusione per via digitale. Qui ci si muove in un mondo del tutto nuovo.

Alla fine, l’editoria lo ha capito ed è saltata sul carro. Non è solo possibile acquistare libri da negozi che non hai mai visitato, ma potresti anche acquistare libri che vengono consegnati elettronicamente. Cioè, libri che non sono più fisici. Ma anche il nuovo formato audio.

Quindi, con l’autopubblicazione, la strozzatura degli editori tradizionali – tra il tuo libro e il pubblico – svanisce all’improvviso o, piuttosto, potrebbe essere del tutto aggirata. La possibilità sorta da questo trucco non dovrebbe sorprendere, a ben pensarci. Gli scrittori non hanno particolari abilità o formazione per impaginare un romanzo, o in genere un libro (a meno che non abbiano un secondo lavoro in quell’ambiente), e tuttavia non ci vuole molto per imparare il minimo indispensabile per progettare un libro. Se ne parla in molti siti.

Insomma, la maggior parte di questa conoscenza è facilmente acquisibile. Basta prendere in mano un libro che è stato pubblicato da un editore tradizionale e studiarne l’impaginazione e le regole. Fondamentalmente, vuoi che il libro che hai scritto assomigli ai libri che hai letto. Non credo sia difficile. È poi logico se fai caso, e rispetti, i fattori di comodità visiva e abitudine dei tuoi lettori, del tuo pubblico. L’ultima cosa che vuoi è che un lettore si trovi a disagio aprendo il tuo libro auto pubblicato.

Oggi, se uno scrittore principiante mi chiede quale percorso fare per pubblicare il suo libro, sono sempre più incline a dire “pubblicalo per conto tuo.” Ma attenzione. Fai in modo che il tuo libro sembri un libro, dentro e fuori.

Le regole sono semplici.

  1. Un’illustrazione di copertina decente. Vai in una libreria, trova la sezione con i libri del tuo genere e ispirati alle copertine.
  2. Il servizio che utilizzerai (per la pubblicazione, cioè Amazon) avrà parametri di formato e layout (ma, chiaramente, i parametri di Amazon sono talmente generici da essere pressoché ignorabili). Potresti trovare pacchetti base e pacchetti avanzati, il tutto a seconda di quanto puoi o vuoi spendere. Detto questo, se spendi di più ti garantirai un aspetto più professionale per il tuo libro, il che ti ripagherà a lungo termine.
  3. Segui le regole di formato convenzionali (tradizionali). Ecco quali:
    1. Frontespizio a destra
    2. Il romanzo inizia a destra, di solito si parte a un terzo di pagina
    3. Ogni capitolo si apre su una pagina a destra, con un’intestazione di carattere più grande (quello che si definiva Corpo Sei) e anche qui a un terzo di pagina.
    4. Un’altra convenzione comune è quella di caratterizzare la prima lettera o la prima parola di un capitolo nuovo con un carattere più grande.
    5. Le interruzioni di sezione all’interno di un capitolo sono delimitate da un simbolo visibile che indica l’interruzione nella narrazione (cioè “****”).
    6. Tra i paragrafi non devi lasciare righe vuote, né mezze righe. Non scrivi una e-mail. O un post su Facebook.
    7. Ogni nuovo paragrafo deve essere rientrato. Non deve essere a filo con il margine sinistro (ad eccezione della riga di apertura di un capitolo e in apertura di una sezione).
    8. I dialoghi vanno tra virgolette. (“……”).
    9. Lasciare dello spazio attorno al testo: non riempire la pagina sui due lati o dall’alto in basso.

Ciò significa che si utilizza più carta? Forse. Quindi, potrebbe costare un po ‘di più? Sì. Ma alla fine ne varrà la pena. Il tuo libro sarà identico ai libri pubblicati da un editore famoso. Il che conforta il lettore. Dà al lettore la certezza che sei una persona meticolosa, competente e rispetti il lettore. Diversamente, il lettore potrebbe pensare che tu sia pigro, ignorante, o tristemente povero di idee su come debba apparire un libro.

Compero molti romanzi auto pubblicati, per lo più attraverso Amazon. La scorsa settimana ho notato quattro romanzi auto pubblicati di quattro autori diversi. Tre romanzi erano un orribile pasticcio in termini di formattazione. Tre avrebbero avuto bisogno di un buon editor. Uno era molto buono. Ho deciso di leggere l’unico autore che ha depositato un libro dall’aspetto professionale, che aveva chiaramente fatto i compiti e quindi dimostrava di sapere come si fa. Il mio senso di piacere visivo mi ha portato ad avere fiducia, il che mi ha permesso di leggere la storia tutta d’un fiato.

Ed è proprio ciò che vuoi, giusto?

Devo confessare che possiedo un paio di serie di fantascienza molto lunghe e auto-pubblicate, una delle quali era mal strutturata (e aveva molto bisogno di un editor). L’ho acquistata perché la storia era bella e quel lavoro dimostrava molto talento grezzo. Ma i miei occhi hanno combattuto per il cattivo aspetto, per la brutta grammatica, per l’uso non convenzionale della punteggiatura (specialmente le virgole) e le ripetizioni che un buon editor avrebbe eliminato.

Altre persone che hanno provato a leggere la stessa serie (e vi hanno rinunciato per gli stessi miei motivi) mi dicono che io sono troppo indulgente. E forse è così.

Quindi vuoi auto-pubblicarti? Ottimo. Cura moltissimo la forma, magari assumi un editor e cerca una decente illustrazione di copertina. Le tre cose alla fine ti ripagheranno. Se la storia che racconti è buona, fa in modo che io possa entrarvi il più comodamente possibile. Semplicissimo.

Succede poi, a volte, che questo percorso fornisca una porta secondaria sfruttata da un agente e quindi da un editore tradizionale. Ammesso che tu lo voglia. Ma in tutti i casi, ricordati che con l’auto pubblicazione, se devi promuovere il tuo libro, sei praticamente solo.

© 2023 Steven Erikson
Traduzione © 2023 Franco Giambalvo

 

Nato a Toronto, ha trascorso la sua infanzia nella città di Winnipeg. Il suo debutto nella narrativa fantasy con I giardini della Luna, costituisce il primo tomo di un'epica serie di cronache sull'Impero Malazan. La saga, intitolata Malazan dei Caduti, ma per una la errata traduzione anche La caduta di Malazan (in inglese Malazan Book of the Fallen) si compone di dieci volumi.