Due parole per introdurre questo spazio cinema che su preghiera di Franco Giambalvo comincio a far partire da questo numero di Nuove Vie. Anche se poi, sono successe mille altre cose e in realtà si sta creando un ambiente del tutto nuovo, con la partecipazione di molti altri amici della Fantascienza in cui prossimamente ci sarà ben modo di ritrovarci.

In primo luogo sono mesi che Franco mi preme per ricevere un articolo o qualche mia collaborazione in ambito fantastico-fantascientifico e in particolare fumettistico visti i miei trascorsi: dalla grande e tuttora unica nel suo genere Enciclopedia studiata, curata e realizzata con Franco Fossati e Sergio Pomati per la De Agostini fino alla direzione di Cartoomics e infine alla creazione e strutturazione del WOW, il primo Museo dedicato ai fumetti, al cinema d’animazione e all’illustrazione, sito a Milano in viale Campania e di cui sono membro del board di gestione, direzione e indirizzo.

Vicissitudini personali e professionali fino a poco tempo fa mi avevano impedito di dar corso ad una collaborazione con la Nuove Vie fino a quando oggi, in occasione della festa di compleanno a sorpresa per i 75 anni di Giuseppe Festino (e per la quale mi devo scusare con gli amici Petruzzelli e Sosio per la mia dimenticanza nell’averli dimenticati… cenere sul mio capo! – però considerate anche che avevo avuto un limite dal figlio di Giuseppe a 10 persone… certo se poi ben tre hanno bucato per ragioni personali e di salute non fatemene una colpa!) con la tenacia che lo contraddistingue e nonostante i dolori per una vertebra rotta Franco mi ha nuovamente incitato – e direi intimato – a collaborare. Ecco perché battendo il ferro finché è caldo non mi sono lasciato scappare l’accettazione a patto però di poter scegliere l’ambito cinematografico (specie considerando – l’amico Vanni Mongini non me ne voglia – tale ambito era rimasto a quel momento un po’ scoperto). Non è più così, come ho già avuto modo di accennare.

Damien Chazelle

Ecco quindi che in scioltezza, reduce dalla recente 75ma Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (evento che ormai seguo letteralmente da 40 anni) ho pensato di parlarvi del film d’apertura, quel ‘First Men – Il primo uomo’ (2018) di Damien Chazelle, lo stesso regista di ‘La La Land’ che proprio a Venezia qualche anno fa ha avuto l’imprimatur per il successivo Oscar.

La pellicola pensata con piglio biografico dall’autore più come una riflessione intimista e familiare sulla drammatica conquista della Luna nel 1969 risulta, grazie anche alla sceneggiatura di Josh Singer, un calibratissimo, lineare e realistico racconto dei momenti difficili e delle avventurose peripezie, umane e scientifiche che portarono a quel clamoroso evento. Il punto di vista è quello dell’astronauta Neil Armstrong senza la cui attenzione e dedizione a dettagli e particolari insieme ad una innata intuizione probabilmente lo sbarco non sarebbe avvenuto in quei modi e in quei tempi… Dal lavoro come collaudatore civile (straordinariamente drammatiche efficaci e coinvolgenti le sequenze iniziali del collaudo di un turboreattore) all’ingresso nel team voluto dalla presidenza per contrastare la sempre maggiore predominanza russa nella corsa spaziale (primo satellite, primo animale, primo uomo, prima donna, prima attività extra veicolare, etc…) assistiamo in un crescendo parallelo al pubblico e al privato dell’uomo che per primo calcò il nostro satellite pronunciando senza enfasi la celebre frase ‘un piccolo passo per l’uomo un grande balzo per l’umanità’. Significativo seppur probabilmente romanzato il gesto del lancio nel cratere lunare del Mare della Tranquillità del bracciale della figlia morta di leucemia che in qualche modo coniuga il drammatico inizio del film in ospedale con il senso di giustizia/giustificazione poetica che idealmente dà pace all’uomo.

La pellicola non tralascia nulla dall’incidente in cui persero la vita i tra colleghi dell’Apollo 1 – Gus Grissom, Edward White e Roger Chaffee – alle discussioni interne alla NASA con relativa preparazione di un necrologio per i due uomini che potenzialmente sarebbero potuti restare e morire sulla Luna. Ryan Gosling (Classe 1980) che già aveva lavorato con il regista in ‘La La Land’ è un poliedrico attore, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, cantante e musicista canadese che con una recitazione asciutta e scarna rende in modo puntuale il personaggio di Armstrong mentre è da sottolineare, al suo fianco, la bella prova di Claire Foy nel ruolo della moglie (e madre) Janet. Il film che dura ben 138 minuti e negli Stati Uniti ha avuto il visto di censura con il divieto ai minori di anni 13 è stato sicuramente una delle opere più interessanti viste al festival accreditando nuovamente Chazelle (Classe 1982) per un possibile premio ai prossimi Oscar. Che dire, Venezia da alcuni anni sembra portare fortuna ai cineasti di nuova generazione… In tutti i casi una pellicola assolutamente da vedere possibilmente sul grande schermo.

Sergio Giuffrida (SNCCI)

 
Claire Foy Janet Armstrong
Ryan Gosling Neil Armstrong
Pablo Schreiber Jim Lovell
Christopher Abbott Dave Scott
Ciarán Hinds Gene Kranz
Jason Clarke Edward Higgins White
Kyle Chandler Deke Slayton
Ethan Embry Pete Conrad
Corey Stoll Buzz Aldrin
Lukas Haas Mike Collins
Patrick Fugit Elliott See
Shea Whigham Gus Grissom
Cory Michael Smith Roger Chaffee
Brady Smith Butch Butchart
Brian d’Arcy James Joseph A. Walker