Per la serie ‘nuovi autori’, mi capita sottomano Gabriele Dolzadelli, un giovane scrittore (32 anni) che però sembra aver sviluppato già una buona esperienza e certamente una grandissima grinta.

Il libro sistemato da un po’ tra quelli che avevo deciso di leggere, si intitola ‘Backup’ e devo dire che non è stato tempo perso.

La ‘trovata’ non è del tutto nuova: una azienda del CERN ha sviluppato una metodologia con cui si può registrare su supporti elettronici tutta la nostra coscienza.

Dico che non è nuovissima, perché ricordo un romanzo di Urania che partiva da qualcosa di simile, ma non chiedetemi quale fosse.

Lì una società di quelle di revival, conservava solo la testa; poi creava con una clonazione il resto del tuo corpo e trasferiva la testa sul nuovo corpo.

Qui invece con le dovute conoscenze bio tecnologiche, è possibile creare degli ‘involucri’ di esseri artificiali, in cui trasferire tali registrazioni.

La parte nuova della storia è che questi involucri non debbono affatto assomigliare all’originale e quindi si può scegliere qualsiasi stranezza.

Quindi un mio backup può essere usato dopo la mia morte, anzi addirittura dopo alcuni secoli, permettendomi una vita praticamente infinita.

Come in quasi tutti i racconti fantascientifici di autori italiani, il nostro futuro è distopico, vale a dire orribile!

Il protagonista Paul Wagner, malgrado il nome, è milanese.

Costui viene a sapere di avere una malattia incurabile e abbandona (qui il racconto è un po’ lacunoso) una famiglia amata, per andare in Svizzera dove gli estrarranno il backup, per poi farlo rivivere in un corpo nuovo e si spera sano.

Fin qui sembra tutto bene.

Invece qualcosa va storto e il nostro si sveglia non dopo poco come aveva sperato, dopo più di un secolo.

Qui scopre che lo scienziato che gli ha proposto questa avventura è considerato un pericoloso delinquente. Ancora vivo, perché probabilmente si è trasferito pure lui in un nuovo corpo in seguito a un backup.

Quasi subito inizia una vigorosa situazione di pericolo per il protagonista, che scopre di possedere non solo un ‘corpo’ straordinario, ma mai scoperte abilità da James Bond.

L’azione è turbinante. Il lettore certamente non si annoia. Soprattutto nei primi tre quarti di libro. Invece il finale risulta un po’ più farraginoso, ma comunque si arriva al fondo con grande tensione e interesse.

Se dovessi trovare un difetto importante, direi che mi sarebbe piaciuta una descrizione più estesa degli ambienti e dei luoghi. Grande azione, ma non sempre si capisce ‘dove’.

Il che è secondo me, un difetto comune a chi scrive fantascienza in Italia. Personalmente la chiamo “tendenza alla claustrofobia”.

Non è che le descrizioni ambientali manchino, ma non è facile visualizzare gli ambienti in cui avviene l’azione, che è decisamente serrata.

Con la sua abilità di scrittura Gabriele Dolzadelli potrà  facilmente ovviare a questo piccolo difetto, che in definitiva comporta, da parte dello scrittore, la perfetta visualizzazione dell’ambiente che descrive, per farlo rivivere completamente ai suoi lettori.

A parte questo, è un buonissimo libro.

Una cosa inconsueta per un libro così valido, è che dietro al romanzo non esiste nessun Editore!

Gabriele Dolzadelli ha fatto tutto da solo. Il che è strano, quando nei suoi ringraziamenti nomina il suo Editor!

Come funziona Gabriele? Hai fatto tutto da solo?

Per quanto riguarda il mio percorso, ho iniziato a scrivere e autopubblicare nel 2014. Prima di Backup, infatti, ho prodotto una saga di cinque volumi ad ambientazione piratesca dal titolo “Jolly Roger“.

In ordine sono: La terra di nessuno (2014), Le chiavi dello scrigno (2015), I fratelli della costa (2016), La torre del ribelle (2017) e Il piano di Archer (2018).

Ho sempre cercato di fare autoeditoria seria, curando più che posso il libro, per questo ho sempre ingaggiato grafici e editor a mie spese (andando avanti col tempo, sempre più professionali).

Nel 2016 ho infatti fondato anche il gruppo Facebook Self Publishing Italia per aiutare altri autori a produrre romanzi di qualità (tra gli amministratori, attualmente, c’è anche Rita Carla Francesca Monticelli).

Il 24 ottobre uscirà il mio primo libro edito da una Casa Editrice, vale a dire la Augh Edizioni.

Ti infastidisce la piccola critica che ti ho fatto sulle descrizioni di ambienti?

Sono consapevole che il mio punto di forza, in tutti i romanzi, è sempre stata l’azione e l’intreccio narrativo, e che quello debole sono le descrizioni menzionate appunto nella recensione.

Sto cercando piano piano di migliorare sotto quell’aspetto, anche se la strada è lunga.

Complimenti ancora e grazie della disponibilità.

 

Gabriele Dolzadelli, classe ’88, studia da geometra ma insegue da anni le sue passioni legate al mondo del libro. Nel 2014 pubblica La terra di nessuno, primo Gabriele Dolzadellivolume della saga Jolly Roger, con buon riscontro di pubblico. Concluderà il ciclo nel 2018, dopo cinque romanzi. Nello stesso anno esce il racconto Il chiodo di garofano nella raccolta curata da Historica Edizioni Racconti storici vol.1.
Nel 2019 è finalista al Premio Internazionale Città di Como con il romanzo inedito “L’uomo senza epilogo”, che uscirà per Augh! Edizioni il 24 ottobre 2020 e quindi pubblica il romanzo di fantascienza Backup.
Ha creato il gruppo Facebook “Self Publishing Italia” e ha fondato il festival letterario valtellinese “Libri in Valle”.
Attualmente vive a Chiavenna con la moglie Natalie e la figlia Lea.