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Attraverso questo gruppo sono venuto in contatto con Massimo Olivieri, che esordisce con il libro: I sotterranei del Colosseo, titolo molto intrigante!

L’Editore è Newton Compton, specializzato in libri tascabili che recentemente ha rivolto la sua attenzione anche a libri gialli e di fantascienza.

Massimo Olivieri ha annunciato il suo romanzo su Libri di Fantascienza e gli ho comunicato che lo avrei letto e, forse conoscendo la mia fama di severo recensore, mi ha scritto:

[…] non ti aspettare fantascienza classica, è più uno stile simile ai film di Spielberg, che unisce a questa, aspetti umani. Semplice scorrevole di azione: vedrai ti piacerà!

In sintesi ecco la storia.

Gaspare un uomo qualsiasi, fa il custode al Colosseo, passando per caso nei sotterranei del monumento, scopre tantissimi omini grigi al lavoro, anche se inizialmente non si capisce cosa facciano.

Normalmente un fatto simile avrebbe fatto esplodere un’immediata grande notizia, o anche solo generato qualche sberleffo. Invece nel mondo immaginato da Massimo Olivieri, tutto questo resta un segreto all’interno di un piccolo gruppo di anonimi esploratori, con lo scopo di innescare la caccia agli alieni. Nelle intenzioni dell’Autore, la storia doveva sfociare in un thriller.

Una cosa è sicuramente vera, il libro è semplice e scorrevole.

Purtroppo però, gli manca il senso del ‘brivido’ e non è accettabile in una storia come questa.

E nemmeno paragonerei questo romanzo a Spielberg e ai suoi alieni che sono quasi sempre buoni, mentre qui parliamo di un’invasione non proprio pacifica.

A proposito di ‘brivido’, il problema dell’Autore è che è un po’ restio a far affrontare guai ai suoi eroi, quasi avesse paura di non sapere come fare a farglieli risolvere.

In breve questa è la situazione nelle primissime pagine: gli alieni hanno invaso il Colosseo, ma non sembrano notare che il guardiano li abbia scoperti.

Da questa premessa, mi aspettavo, inseguimenti, fughe, i grigi che quasi lo raggiungono, ma alla fine…

Invece, Gaspare era lì e nessuno lo notava.

Per come la vedo io una storia di questo tipo deve lasciarti senza fiato: i protagonisti dovrebbero essere sempre in pericolo, sfuggire per un pelo a una morte terribile, affrontare fughe fantasiose e straordinarie.

In verità c’è un passaggio in cui i ‘nostri’ sono scoperti: stanno per essere trascinati su una macchina volante e portati chissà dove, nello spazio…

Be’, non entusiasmatevi: leggete il libro e vedrete che non c’è alcun motivo per palpitare per i nostri eroi, perché a quel punto, Massimo Olivieri ingolfa la trama e rivela grossi problemi per arrivare al finale.

Non voglio rivelare più di quanto serva, ma è chiaro che una ‘perfida’ invasione meriterebbe un finale scoppiettante e ricco di pathos.

Invece nulla di tutto questo. Si ha l’impressione di un romanzo praticamente interrotto. Spero solo che l’Autore non abbia in animo di scrivere un secondo volume!

Ormai è abitudine comune a tutti i nostri scrittori dare un seguito: nessuno si limita a un solo libro. Tutti hanno in mente per lo meno una trilogia!

Il lato positivo di questo lavoro è la linearità della trama, il negativo è non aver trovato il coraggio di lanciarsi nella vera avventura.

Tra le piacevolezze del romanzo, riscontro l’ambientazione a Roma, che evidentemente l’Autore conosce bene, alcune digressioni abruzzesi molto suggestive, belle descrizioni di intrighi internazionali, tra ambasciate e chiese nascoste. Potenzialità, non sfruttate a pieno, ma comunque presenti.

Pur avendo sviluppato le premesse, gli è poi mancato il coraggio e la fantasia, per sviluppare una vera saga spaziale, o un thriller internazionale.

Vorrei comunque far notare che questo è solo l’esordio dell’Autore, certo poteva essere meglio di così, ma ho anche letto libri decisamente peggiori, prodotti da editori molto più importanti.

Auguriamoci quindi che il prossimo libro di Massimo Olivieri possa essere migliore senza che necessariamente sia la continuazione di questa storia.