[singlepic id=333 w=250 h=376 float=left]Desta curiosità il fatto che si tratti di un libro cinese. Eppure questo romanzo partecipa sia ai premi Nebula (selezione effettuata da una giuria di autori americani) sia ai premi Hugo (selezione da parte dei lettori).

Il libro è stato scritto ed è uscito in Cina nel 2008, ma la traduzione in inglese è molto più recente e di fatto è uscito nelle librerie americane solo nel 2014. Per questo motivo il romanzo può partecipare ai premi Nebula e Hugo assegnati nel 2015.

Si tratta di un romanzo non particolarmente originale. È formato da parti diversissime tra di loro e certamente non brilla per uniformità. Soprattutto si tratta del primo romanzo di una (ahimè) trilogia.

Per arrivare a comprenderne completamente la trama, è necessario leggere almeno 300 delle 400 pagine che lo compongono. Altrimenti tutto rimane in una specie di limbo che pare non avere alcun modo per unirsi in una singola storia. Vediamo.

[singlepic id=334 w=250 h=375 float=right]Vorrei farvi attraversare un po’ delle atmosfere confuse che questo romanzo impone al lettore.

Prima parte: descrizione della situazione in Cina negli anni sessanta. C’erano le Guardie Rosse, che si accanivano su molti, ma soprattutto contro gli insopportabili intellettuali. Assistiamo alle disavventure di una famiglia di professori; di fisici. Il padre viene picchiato a morte. La figlia, brillante scienziata anche lei, viene reclusa in un campo di lavoro a disboscare remote regioni cinesi. In seguito a certe vicende (non particolarmente eccitanti), vediamo questa scienziata (Ye) essere assegnata a un misterioso sito, in cima a una collina, munito dell’antenna più grande e più terrificante del mondo. Fine della prima parte.

Seconda parte: quarant’anni dopo, cioè più o meno adesso. Un altro scienziato (Wang), specializzato in nanomateriali (qualsiasi cosa siano), viene inviato dalla polizia a spiare all’interno di un gruppo scientifico, in cui si è verificato un numero di suicidi troppo alto per essere naturale. Qui non scopre proprio niente per duecento pagine, se non che la Ye che abbiamo visto ragazza a disboscare, ormai matura, gioca a un giochino virtuale: indossa un corpetto e degli occhiali appositi e si dedica a questo passatempo.

Anche Wang ci gioca. Per spiare, si capisce. Abbiamo dunque una lunghissima sequenza di pagine vissute all’interno del gioco. Si parte sempre da una piramide al cui interno c’è il Re, o qualcosa del genere: il Principes, dice in realtà il romanzo. Si capisce che questo pianeta si trova imprigionato in un sistema solare composto da tre soli. La gente che lo abita trascorre delle epoche di grande benessere (pochi giorni in genere) seguite da epoche definite caotiche. Quando i tre soli sono contemporaneamente troppo lontani dal pianeta, quello si raffredda quasi allo zero assoluto. Quando i tre soli sono troppo vicini, ci sono aridità e sofferenza. Ci spiega l’Autore che esiste davvero in matematica un Problema dei tre corpi, cioè come trovare un metodo per calcolare esattamente le traiettorie dei tre corpi uniti in un sistema gravitazionale. Bene, pare che ciò non sia possibile. Matematico! Una eventuale civiltà installata su un pianeta come questo sarebbe destinata a continue estinzioni, poiché il pianeta sarebbe rimpallato di continuo da un sole all’altro, senza alcuna possibilità di calcolare la sequenza e quindi il suo futuro.

Lo scopo del gioco è proprio quello di trovare un modo per far sopravvivere questa ipotetica società, detta dei Trisolari. La civiltà del gioco è fatta da umanoidi. Anzi noi li vediamo come Umani. Costoro sono in grado di deidratare il proprio corpo, che viene arrotolato e sistemato in grandi silos. In realtà non muoiono, se il corpo venisse conservato bene. Dunque si fanno arrotolare fino alla prossima epoca non caotica, quando basterà gettare i rotoli nell’acqua, per farli rigonfiare e vitalizzare e le persone torneranno in vita facilmente, senza bisogno di alcun controllo.

Per far capire come siano le (troppe) pagine in cui si parla del gioco, inserisco volentieri un breve passaggio:

Neumann colse l’opportunità. “Potendo acquisire la padronanza dei movimenti solari, sareste anche in grado di rendere più stabile ogni epoca ed evitare il danno che comporta ognuna delle Ere caotiche. In questo modo, il progresso qui sarà molto più veloce di quello europeo. Credetemi a ciò che dico, siamo degli scienziati. Potendo utilizzare le tre leggi della dinamica e il calcolo differenziale potremo prevedere con esattezza i movimenti dei soli. A noi non interessa chi governerà il mondo.”

“È chiaro che mi interessa prevedere i movimenti dei soli. Ma mi chiedete di raccogliere trenta milioni di uomini, per cui voglio una dimostrazione di come li condurrete in battaglia.”

“Vostra Maestà Imperiale, per favore, mi conceda tre soldati. Ve lo mostrerò.” Von Neumann si stava eccitando.

“Tre? Solo tre? posso facilmente darvene tremila.” Qin Shi Huang fissò Von Neumann, con diffidenza.

“La vostra Imperiale Maestà, ha appena individuato il difetto nell’Europa Orientale quando si tratta di cose scientifiche. Infatti non hanno mai capito che anche gli oggetti più complessi dell’universo sono costituiti da elementi semplici. Me ne servono solo tre.”

Qin Shi Huang agitò una mano e si fecero avanti tre soldati. Erano tutti molto giovani. E come tutti i soldati di Qin, si muovevano come macchine d’obbedienza.

“Non so i vostri nomi,” disse Von Neumann, toccando due soldati sulla spalla. “Voi due avrete la responsabilità dei segnali di ingresso, sicché tu sarai chiamato Input 1 e tu Input 2.” Indicò il terzo soldato. “Tu sarai responsabile del segnale di uscita, per cui ti chiamerò Output.”, sospinse i soldati sistemandoli in posizione. “Formerete un triangolo. Come questo. Output è l’apice. Input 1 e 2 formeranno la base di partenza.”

“Avresti più facilmente potuto dire di mettersi in formazione a Cuneo,” disse Qin Shi Huang fissando Von Neumann sprezzantemente.

Newton prese sei bandierine: tre bianche e tre nere. Von Neumann le consegnò ai tre soldati sicché ciascuno ebbe una bandiera nera e una bandiera bianca. “La bianca rappresenta lo 0, la nera rappresenta il numero 1. Bene. Ora, fate attenzione. Output, voltati e guarda verso Input 1 e 2. Se entrambi solleveranno le bandiere nere, anche tu alzerai una bandiera nera. In tutti gli altri casi, devi sollevare la bandiera bianca”.

“Credo sarebbe meglio utilizzare un altro colore”, intervenne Qin Shi Huang. “Perché il colore bianco significa la resa.”

Von Neumann, che era super eccitato, lo ignorò. Gridò ai tre soldati. “Iniziare operazione! Input 1 e 2, potete alzare una bandiera qualsiasi. Ottimo. Sollevare! Bene. Sollevare di nuovo! Sollevare!”

Input 1 e 2 alzarono la bandierina tre volte. La prima volta fu nero-nero, la seconda volta bianco-nero, e la terza volta ancora bianco e nero. Output rispose correttamente ogni volta, alzando la bandiera nera la prima volta e la bianca le altre due.

“Molto bene. Vostra Maestà Imperiale, i vostri soldati sono molto intelligenti”.

“Anche un idiota sarebbe in grado di farlo. Dimmi, che cosa significa veramente?” Qin Shi Huang pareva perplesso.

“I tre soldati costituiscono una componente informatica. Si tratta di un tipo di porta, esattamente di una porta AND.” Von Neumann fece una pausa per lasciare che l’imperatore digerisse l’informazione.

Qin Shi Huang rispose impassibile, “Non mi dice niente. Continua.”

Von Neumann si rivolse nuovamente ai tre soldati. “Formiamo un altro componente. Si, tu Output: se vedi Input 1 o Input 2 che sollevano una bandiera nera, tu solleverai la bandiera nera. Attenzione, le situazioni in cui questo dovrà succedere possono essere soltanto tre: nel caso di nero-nero, bianco-nero, nero-bianco. Solo quando è bianco-bianco, devi alzare la bandiera bianca. Hai capito? Bravo ragazzo, sei proprio bravo. Tu sei la chiave del corretto funzionamento della porta. Se farete un buon lavoro l’imperatore vi ricompenserà! È ora di cominciare. Sollevare! Bene, sollevare di nuovo! Sollevare di nuovo! Perfetto. Vostra Imperiale Maestà, questo componente è chiamato porta OR.”

Quindi, Von Neumann usò i tre soldati per formare una porta NAND, una porta NOR, una XOR, una XNOR, e una tri-stato. Infine, con soli due soldati, rese più semplice la porta, fornendo un NOT e un inverter: Output doveva sempre sollevare la bandiera dal colore opposto a quella sollevata da Input.

Von Neumann si inginocchiò davanti all’imperatore. “Ora, Vostra Maestà Imperiale, tutte le componenti sono state presentate. Non sono semplici? Tre semplici soldati possono facilmente imparare le azioni in una sola ora di formazione”.

“Non serve saperne di più?” domandò Qin Shi Huang.

“No. Possiamo creare dieci milioni di porte come queste e mettere insieme i componenti creando un sistema. Il sistema sarà quindi in grado di effettuare i calcoli che ci servono per risolvere quelle equazioni differenziali che potranno prevedere i movimenti dei tre soli. Il sistema si potrebbe chiamare… um…”

“Computer”, disse Wang.

“Ah, certo!” Von Neumann segnalò a Wang un pollice alzato. “Computer… che è un gran bel nome. Tutto il sistema è una grande macchina, la macchina più complessa nella storia del mondo.”

Nel gioco il passaggio del tempo venne velocizzato. Trascorsero tre mesi.

Qin Shi Huang, Newton, Von Neumann, e Wang stavano tutti assieme sulla piattaforma al vertice della piramide. Questa piattaforma era simile a quella in cui Wang aveva incontrato Mozi. Era colma di strumenti astronomici, alcuni dei quali di recente progettazione europea. Sotto di loro, a terra, si stendeva una magnifica falange di trenta milioni di soldati di Qin. Tutta la formazione era contenuta in un quadrato di sei chilometri di lato. Al sorgere del sole, la falange restò immobile, come un gigantesco tappeto composto da trenta milioni di guerrieri di terracotta.

Il libro risulta inoltre sconsideratamente colmo di citazioni scientifiche: non sappiamo se scientifiche o pseudo scientifiche. Per esempio nel brano qui riportato, si parla allegramente di cose non sempre alla portata dei lettori e senza una vera spiegazione, né una ragione valida. L’intero episodio è del tutto marginale al racconto e non verrà mai più citato.

Quando poi l’Autore spazia sul problema dei tre corpi, allora lì davvero le citazioni di alta matematica probabilmente faranno allontanare molti di quei lettori che più hanno amato le materie umanistiche.

Per concludere, la parte finale del libro ci rivela che questa civiltà Trisolare esiste davvero: la nostra amica Ye aveva (con la grande antenna) captato un messaggio da un altro mondo. Si tratta di Proxima Centauri, la quale è (udite, udite) un sistema di tre stelle. Qui ci sono alieni che si direbbero cattivissimi. Ye e soci rispondono dicendo loro: “Venite, conquistateci e castigate a dovere questa nostra civiltà che non merita nulla.”

Fortunatamente, essendo una trilogia, non siamo costretti a vedere (in questo libro) l’arrivo della razza aliena. Anzi, prima della fine sapremo che hanno anche loro dei seri problemi, superiori al fatto di doversi rinsecchire e arrotolare.

Finale assurdo.

Libro assurdo.

Francamente non capisco come possa essere stato selezionato tra i migliori dell’anno 2014.

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nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.