Il ritorno del Condor

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A 35 anni finalmente Raffaella aveva trovato il fidanzato giusto: un tipo solido e affidabile, affettuoso e maturo. Insomma, davvero noioso!

Mentre fervevano i preparativi per le nozze, Raffaella, sempre più annoiata, rientrò in contatto per motivi di lavoro con un antico amore, che non sentiva e non vedeva da 15 anni.

Lui, nel frattempo, era divenuto una delle più quotate e celebri firme del giornalismo italiano. Nel sentire la sua voce profonda, Raffaella entrò nel pallone.

L’aveva amato profondamente, quando era una ragazza illibata. E lui era fuggito da lei, dopo averla baciata per ore in un vigneto sperduto sui colli. Era scappato dalle responsabilità e da un sentimento profondo che non aveva nessuna intenzione di provare.

Fatto sta che ora il grande giornalista e scrittore le confessava sinceramente che all’epoca si era comportato da ragazzino immaturo e che ora se ne rammaricava.

Cominciò una fitta corrispondenza epistolare via Internet. Raffaella controllava la posta ogni cinque minuti. E il vecchio amore faceva lo stesso.

Mentre il fidanzato di Raffaella sceglieva le bomboniere, consigliato dalle sue quattro premurose zie, la relazione via e-mail fra la futura sposa e il cacciatore di ex-illibate andò in un crescendo esponenziale, ricordando quello che era stato un grande amore. Indimenticabile, incomparabile, inimitabile, mai noioso, mai.

Per un mese lei visse costantemente davanti al computer. Stava rivivendo tutte le emozioni di secoli prima, quando era rimasta fulminata dai due magnetici occhi verdi, da baci focosi mai più rivissuti. Era stato un colpo di fulmine il loro, qualcosa di chimico potentissimo e ingovernabile. Beh… ingovernabile fino ad un certo punto, visto che lei ne era uscita intonsa, senza cedere alle brame carnali del fascinoso!

Ma ora era turbata, emozionatissima, e in fondo non era ancora sposata!

Fu così che, evidentemente, si sbilanciò con l’amante virtuale al punto da farlo sentire autorizzato a scriverle una mail a luce rossa, con precisi intenti eccitatori.

Come al solito, Raffaella si era connessa ed aveva aperto la posta sperando di trovare un suo messaggio.

E lo vide. Eccolo lì. S’intitolava “Provocazione”. Lo aprì con il cuore che batteva a mille e cominciò a leggere la divina prosa del fantastico uomo:

«Mi avventuro nei meandri del tuo piacere, ma mi fermo prima di esplorare i tuoi canyon, sui quali vorrei volteggiare come un condor cùpido, prima di atterrarvi esausto…».

Raffaella perplessa interruppe la lettura. Poi ricominciò daccapo. Meandri? Canyon? Ma che roba era? Scrivevano così le firme famose? La lettrice immaginò un condor volteggiare su di lei e poi piombare giù privo di sensi per il troppo volare su parti anatomiche che lui descriveva come oscure grotte. Senza nemmeno accorgersene aveva cominciato a ridere, e la risata era sempre più sonora. In pochi secondi si ritrovò piegata in due, scossa dai singulti.

Dopo essersi asciugata le lacrime, Raffaella rispose all’email:

«Carissimo, mi sposo tra 15 giorni. Spero, quindi, tu voglia dimenticare le rapaci immagini di condor lugubri e famelici su canyon inesplorati, solitari rapaci, simili a pterodattili che sorvolano il magma ribollente di un’ancestrale frattura concòide».

Inviò il messaggio e sospirò di sollievo.

Si sentì leggera come un colibrì sopra la cunetta di un petalo profumato e telefonò al fidanzato invitandolo a cena da lei quella sera.

Nella fretta di spedire la sardonica risposta, però, aveva sbagliato qualcosa. L’informatica, del resto, per lei era sempre stata molto simile ad un mistero. Così, invece di inviare il testo al ridicolo Condor, aveva inoltrato l’intera conversazione tra lei e l’aspirante rapace al suo portinaio, Leandro.

L’extraterrestre, pur realizzando immediatamente di aver ricevuto per errore uno scambio epistolare privato, non poté resistere alla tentazione di leggere attentamente ogni parola. Per interpretare alcuni passaggi chiese aiuto al mychoosiano Gedeone.

Quella sera, in video-chiamata con i Tre Grandi Saggi del proprio pianeta, Leandro riferì ciò che aveva imparato quel giorno sui terrestri: per loro non c’è nulla di più facilmente idealizzabile dei giovanili amori non consumati.

«E quindi?», domandarono i Tre.

«E quindi è meglio consumare», rispose Gedeone con aria annoiata.

«Sei sempre il solito prosaico! – lo rimproverò Leandro – E quindi è meglio esserne consapevoli e non lasciarsi coinvolgere da storie passate, morte e sepolte».

I Tre Grandi Saggi si guardarono perplessi. Poi uno di loro parlò: «Leandro, ci lasci discutere con Gedeone un momento, per favore. Il punto di vista del mychoosiano merita di essere approfondito».


Nel frattempo il Condor lontano pensava: «Raffaella non risponde alla mia splendida lettera erotica. Povera piccola, si sarà turbata troppo. Ormai non può resistermi. Quasi quasi gliene spedisco un’altra».

Competenze

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Postato il

24 Marzo 2016

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