Quando Borg posò lo sguardo su Eve

Questa recensione ha uno sviluppo inconsueto, voluto da me e ben volentieri accettato da Annarita. In pratica dopo aver letto il libro, ho scritto in tutta libertà la recensione, ma, invece di aspettare possibili commenti successivi alla pubblicazione, ho chiesto all’Autrice di inserire subito i suoi commenti. Le ho detto che poteva fare delle modifiche al mio testo, se lo avesse ritenuto opportuno, ma Annarita ha lasciato tutto il mio testo e aggiunto solo i suoi commenti, che adesso potrete leggere: mi pare che sia il modo giusto di parlare di un libro.

 

Quando Borg posò lo sguardo su Eve è un romanzo che ho proprio voluto leggere, dopo averne sentito parlare parecchio, probabilmente perché la sua autrice, Annarita Stella Petrino, ha costruito un buonissimo marketing, anche se probabilmente limitandosi alle possibilità offerte dalla rete: presenza massiccia su Facebook, forse su altri social che non è detto io segua. Il fatto è che il titolo di questo romanzo spunta frequentemente da tutte le parti.

Annarita ha capito che non esistono più Editori che ti fanno il marketing, o per lo meno non ci sono nell’ambito della fantascienza.

Diciamo che la pandemia ha “forzato” la mano in questo senso. A volte mi sembra di non promuovere adeguatamente questo romanzo, perché non posso fare le presentazioni nelle librerie. Tuttavia la rete mi ha offerto e continua a offrirmi un modo molto efficace per farlo conoscere. (Annarita)

Il romanzo prevede un mondo in cui l’uomo ha creato dei cyborg, ma talmente simili agli umani da poter addirittura interagire sessualmente tra di loro: un Borg può generare un figlio con una donna umana e alla fine si capirà che anche un uomo può generare un figlio da una donna Borg.

Questo perché i Borg non sono costruiti, ma “ottenuti” dagli esseri umani. Il composto inoculato nei neonati li rende degli esseri tecnorganici, il cui sviluppo fisico è del tutto simile a quello degli esseri umani, così come la capacità riproduttiva.

Grazie: questo in effetti mi era un po’ sfuggito!

Ad ogni modo, lo spunto forse un po’ assurdo, è la base di tutta la storia, che non rivelerò, ma che non è la cosa più importante, né più originale dell’intero romanzo.

Quando Borg posò gli occhi su Eve: la copertinaParleremo tra poco delle cose belle, ma voglio dire subito che la cosa più brutta di questo libro è la sua copertina: calligrafica, insulsa e con nessun legame con la storia.

Non ne sono entusiasta. A mia discolpa posso solo dire che non ho avuto voce in capitolo.

Storia che invece si svolge come un romanzo di avventura, con sullo sfondo una forte denuncia contro il razzismo. Poi, come oggi quasi solo le donne scrittrici osano fare, un forte accenno alle ingiustizie di genere.

Ho letto qui e là alcune recensioni di Borg ed Eve, ma apparentemente nessuno ha colto un elemento stilistico davvero particolare: se il romanzo un po’ sbanda nella seconda, ma soprattutto nella terza parte, la prima parte è a tutti gli effetti un vero romanzo gotico. Scritto con lo stile di una Jane Austen per fare un nome.

Sono estremamente onorata di essere anche solo lontanamente paragonata a Jane Austen. Ho sempre avuto un “debole letterario” per l’epoca vittoriana.

A questo proposito, leggendolo, ho subito notato come fosse fuorviante il titolo, apparentemente adatto a un qualsiasi romanzo distopico moderno, non rispettoso dell’atmosfera che si respira nei primi capitoli. Io ci ho visto antiche carrozze e vicende di misteri mai risolti, in una società di ricchi signori decadenti.

Sul titolo posso dire che, a mio avviso, racchiude un indizio importante ai fini dello svolgersi della storia.

A proposito di atmosfere, gotiche, qualche anno fa mi era capitato tra le mani un libro che si intitola Orgoglio e pregiudizio e zombie, in cui la scrittrice Seth Grahame-Smith, fa un’operazione davvero notevole: prende l’intero romanzo della Austen (appunto Orgoglio e Pregiudizio) che è leggibile sulla sua versione frase dopo frase, intercalata però con nuovi periodi, frasi, che introducono una parallela storia di zombie.

Nel libro di Annarita Stella Petrino non esiste un antico romanzo di riferimento, ma l’atmosfera è esattamente quella di un romanzo gotico del 1700.

Il che mi ha fatto sobbalzare sulla poltrona: come si potrebbe capire che esiste questa atmosfera romantica e misteriosa, da un titolo simile? E soprattutto da una copertina così scialba.

Se avessi potuto essere l’Editor di Annarita, l’avrei stimolata a proseguire sullo stile della prima parte: gli sviluppi avevano tutte le possibilità di non discostarsi troppo. Forse qualche effetto in più, nel campo del gotico e ci saremmo arrivati.

Poi avrei cambiato il titolo. Qualcosa come Donne, castelli e uomini meccanici.

Ma naturalmente il mio è niente più che un divertissement.

Grazie perché mi hai appena dato uno sguardo di ampio respiro su quello che è il mondo in cui agiscono i miei personaggi. Uno sguardo di cui non mi ero mai accorta.

Credo che Quando Borg posò lo sguardo su Eve sia un romanzo che vale la pena di essere letto.

Magari aspetteremo altre prove e poi ne riparleremo.