Francesco Ramirez, un giovane autore dal cognome spagnoleggiante, ma assolutamente italiano, ha scritto un libro dal titolo rutilante, ma ben scelto, Il Mistero dell’Artefice.
Un nuovo libro è sempre qualcosa che incuriosisce e la prima cosa che osservo sono le dimensioni: 572 pagine!
All’inizio risalta la dicitura: “Libro pubblicato dall’autore”, cosa non frequente ma diffusa al giorno d’oggi.
Significa quindi, che non esiste un editing (correzione professionale) di alcun tipo e che non è passato attraverso alcun filtro editoriale.
In questo caso l’Autore ha fatto un discreto lavoro di marketing, come risulta da una veloce ricerca sulla rete.
Per evitare simili insicurezze, quasi tutti gli autodidatti in editoria inventano una casa Editrice fantasma. Per Francesco è  I Destini di Xelia , e sotto questa dicitura  intende raccogliere  un numero non precisato di storie, un     intero Universo che ha già in mente da molto tempo.

Dobbiamo aspettarci molti libri costruiti su ambientazioni simili.

il Mistero dell'Artefice: copertinaTecnicamente…

…nel libro ci sono diverse imperfezioni e alcune di queste danno veramente fastidio.

Per esempio il ripetersi delle congiunzioni cosiddette eufoniche. Nel testo ci sono letteralmente migliaia di frasi che contengono: ad uno, ad una, ed in oltre… Ormai anche un Editor alle prime armi sa che bisogna scrivere a uno, a una, e inoltre

Non è gravissimo, ma garantisco che ci si inciampa facilmente durante la lettura, per cui bisognerebbe evitare questi fastidi al lettore.

La storia, poi, almeno nel formato che ho ricevuto io, dà l’impressione di essere stata montata al contrario. In pratica è formata da due romanzi. Il primo si pone chiaramente in una sequenza temporale successiva a ciò che avverrà nel secondo romanzo.

Mi sfugge il motivo di tale scelta. Spero possa trattarsi solo del fatto che mi sia stata inviata una copia non definitiva.

La storia…

…non è affatto semplice da raccontare. Si tratta di un romanzo senza dubbio militare, una storia di guerre. Francesco Ramirez ha corredato il volume con una grande quantità di appendici e integrazioni, a mio avviso non necessarie: fanno volume e non danno nulla in più al lettore.

Il personaggio centrale è Edward Ross, un super eroe, tipo Iron Man: possiede un esoscheletro, o corazza che dir si voglia, in più ha una forza esagerata perché potenziato biologicamente per diventare un super uomo.

Poi c’è Lucy, personaggio che francamente non ho capito: L’autore la spiega così:

Ragazza ventenne, orfana e figlia adottiva del cugino Gabriel Darcy. Sembra possedere un grande valore per molte persone, ma il motivo è attualmente ignoto.

Il motivo resterà ignoto anche al lettore al termine delle 572 pagine!

C’è anche Gabriel Darcy, che è un mago potentissimo. La parola mago, non faccia rizzare subito le antenne agli appassionati di fantasy. Il romanzo non è un fantasy: mago è spiegato dall’autore in un interminabile capitolo, in cui cercherà di dare una spiegazione scientifica su cosa siano le magie in questo universo. Una spiegazione pseudo scientifica ma “sbadigliante” per il povero lettore.

I due romanzi sono però, veloci da leggere. Battaglie. Mostri pericolosissimi. Eroi fulgidi e imbattibili.

Edward Ross non è solo Iron Man ed Ercole allo stesso tempo, ma, proprio come Iron Man, è  anche un geniale inventore. Applica la conoscenza scientifica in pochissimi minuti costruendo in mezza giornata dispositivi capaci di tele trasportare interi eserciti, piuttosto che scudi imperforabili: lui sarebbe l’Artefice del titolo!

Ed Ross è anche stato scelto come guardia del corpo di Lucy: ricercatissima da tutti i mostri ma non capiamo perché. Durante il romanzo lei non fa assolutamente nulla.

L’impressione…

…che si ricava leggendo questo lavoro non è tuttavia negativa: sembra di leggere un fumetto e non è certo detto con spregio.

Sicuramente La Guerra dei Mondi ha un diverso afflato. Qui non c’è nulla della suspence del libro di Wells, ma c’è parecchia più azione.

Per contro, rispetto a Avengers Endgame, forse qui ci sono più mostri e i cattivi finiscono quasi sempre male.

Quindi, una volta evitati i digrignamenti delle eufoniche, superato il fatto che le descrizioni ambientali sono del tutto insufficienti, compreso che Lucy non farà assolutamente nulla, accettato che la distruzione di un mostro si dilungherà per tutto il libro e sarà anche la trama, il romanzo si può tranquillamente leggere, meglio di molte altre proposte più pretenziose.

Staremo a vedere.

 

Francesco Ramirez è nato a Torino nel mese di marzo del 1990. Vive a Tavigliano, piccolo paese della Valle Cervo, ha frequentato il Liceo Classico a Biella. Cresciuto in una famiglia amante dell’arte si è appassionato a fantascienza, fantasy, fumetti, cinema ma anche zoologia, scienza, storia e molto altro. Fin dall’adolescenza ha iniziato a elaborare quei mondi fantastici che hanno dato vita a – I Destini di Xelia, – che lui ha in mente come una saga della quale Il Mistero dell’Artefice è il primo episodio.