Il momento in cui io ho cominciato a notare Robert Jackson Bennet è stato lo scorso anno, quando ha vinto il Premio Hugo con il romanzo The Tainted Cup.

In genere sono piuttosto imbarazzato nella definizione dei sottogeneri in voga per la Fantascienza e però, è evidente come questa proposta sia molto diversa dai soliti prodotti: non proprio Fantascienza, non proprio Fantasy, forse un velato ritorno ai racconti fanta polizieschi di Isaac Asimov? Assolutamente no! Infatti, è quello che viene definito un biopunk!

Nelle community di lettori italiani, questo primo libro della serie viene spesso citato con titoli come “La Coppa Contaminata” o “La Coppa Avvelenata”, ma il titolo ufficiale della traduzione ancora non lo sappiamo e dipenderà solo dalle scelte editoriali. Ma quando?

Al momento, sono stati tradotti in italiano solo pochi romanzi di Robert Jackson Bennett, cioè la sua celebre trilogia fantasy The Founders, pubblicata da Mondadori nella collana Oscar Fantastica. The Tainted Cup potrebbe essere in fase di arrivo o in discussione.

Solitamente, la traduzione di opere di questo genere arriva in Italia con un ritardo di circa 12-18 mesi dall’uscita originale e, poiché The Tainted Cup è uscito in inglese a inizio 2024, è ragionevole ipotizzare l’annuncio del primo volume italiano magari entro quest’anno. Oscar Mondadori è la scelta più probabile.

Ma il motivo per cui parliamo di questo autore, è che Bennett ha deciso di pubblicare almeno altri due romanzi basati sullo stesso formato del primo: i due investigatori e lo stesso mondo alieno, in cui la biologia sembra impazzita.

Gli investigatori fanno parte delle strutture dell’Impero, e ricordano, in modo impressionante Nero Wolfe e Archie Goodwin, i personaggi di Rex Stout: qui è lei che risolve i misteri basandosi su una logica semplice, eppure geniale; lui è in grado di ripetere discorsi a cui ha assistito, parola, per parola. Proprio come Nero e Archie!

All’interno dell’Impero presta servizio Dinios Kol, assegnato allo Iudex, l’istituzione imperiale preposta all’amministrazione della giustizia. La sua mente è stata alterata in modo tale che non possa dimenticare nulla. Egli funge da assistente investigatore di Ana Dolabra, donna di così straordinaria intelligenza da trascorrere gran parte dei suoi giorni bendata e da lasciare di rado le proprie stanze, per timore che la vita ordinaria possa sopraffare il suo intelletto.

Così li descrive l’autore nel suo Prologo.

Questo secondo libro di Robert Jackson Bennet, si intitola A Drop of Corruption e lo abbiamo letto recentemente.

Ci troviamo di fronte a un progetto di serie, perché sappiamo che saranno almeno tre i libri e il titolo della serie sarà All’Ombra dei Leviatani (Shadow of the Leviathan)

Anche se i Leviatani di questa serie, almeno fino a qui, non si vedono mai, però si percepiscono molto bene. Sappiamo che sono bestie marine (da cui il nome), di proporzioni immense e che ogni anno appaiono più grossi di quelli negli anni precedenti. Abitano le profondità abissali e hanno molteplici zampe! Si abbattono come immensi arieti sulle coste di quel mondo e sono mortali e velenosi sotto diversi aspetti. Particolarmente pericoloso, ma prezioso è il loro sangue, come apprendiamo da questo secondo libro.

La storia che andiamo a raccontare si svolge in una terra umida e caldissima, coperta da giungle selvatiche e mortali. Se Ana e Din fanno parte dell’Impero, con il loro grado militare obbligatorio, qui siamo in un paese in cui comanda un Re, e la popolazione non è molto amica dell’Impero.

Il primo ad arrivare sul posto è Din, come sempre.

Scende dal battello che lo ha portato alla capitale e qui incontra una donna del popolo Yarrow, la popolazione più diffusa nello Yarrowdale. Gli abitanti praticano quasi tutti il mestiere di Apoti (Apotecari), addetti alla preparazione di sostanze chimiche (inserti, secondo la definizione dell’autore) che sono molto più di medicinali perché servono ad aumentare le già notevoli alterazioni personali. Questi Apoti, hanno anche la capacità di sentire odori a chilometri di distanza e poter così capire molte segrete cose delle persone.

La donna che Din incontra è a conoscenza dei fatti per cui gli investigatori sono stati chiamati in quel luogo così poco comodo e troppo caldo.

[…] mi guardò. Era assai giovane e di bassa statura, una ragazza ampia di forme, dalla pelle pallida e rosata, capelli corti e unti, aderenti alla pelle del cranio. Aveva occhi assai rotondi e il bianco presentava una sfumatura verdastra — tratto comune tra la gente di Yarrow in quella regione — ma la pelle attorno agli occhi era violetta, così come sulle orecchie e sul naso: segno di notevoli alterazioni.

Era verosimile che la fanciulla potesse udire ogni battito del mio cuore e percepire l’odore d’ogni goccia di sudore sul mio corpo.

«Oh!» disse. Mi squadrò da capo a piedi, pur restando distesa sull’erba. «Credevo che avreste avuto un odore più costoso.»

«Io… eh?»

Si sollevò sui gomiti. «Sono stata ad annusare il vento, in attesa del vostro arrivo. Gli ufficiali dell’Anello Interno hanno sempre un aroma assai pregiato. Diversi oli nei capelli e la pelle impregnata di profumi. Eppure, voi non odorate in tal maniera.»

Strinse gli occhi, osservandomi. «Dunque. Voi siete l’ufficiale dello Iudex venuto ad aiutarci con il nostro misterioso defunto?»

«Lo sono,» risposi. Le feci un breve inchino. «Sono il Signum Dinios Kol, Divisione Speciale dello Iudex.»

Ella mi esaminò ancora, senza parlare.

«E voi siete?» domandai.

«Avete mangiato pesce secco durante il viaggio?» chiese.

«Come, prego?»

«Pesce secco. Ne avete forse consumata una fetta o due quest’oggi? Magari condita con coriandolo?»

«Io… sì, direi di sì. Perché?»

«Mm,» fece, annuendo con aria saputa. Poi si alzò, s’inchinò e disse: «Sono Signum Tira Malo, Custode degli Apotecari. Vi chiedo perdono di non offrirvi un’accoglienza più degna, Kol. Il vero Impero è assai lontano da qui. Talvolta ne dimentichiamo il tocco.»

Il fatto per cui gli investigatori sono stati chiamati in quel luogo, è la morte di un certo Mineti Sujedo, delegato del Tesoro Imperiale. Costui appena arrivato, è stato preso sotto scorta e condotto ai suoi alloggi; uscito sempre sotto scorta è andato in Banca; quindi, è stato riaccompagnato dalle guadie a casa sua, da cui non è più uscito. Il giorno dopo, però non c’era nessuno in quella stanza che pure era stata sorvegliata tutta la notte da una sentinella. Il fatto è che i suoi resti, non l’intero corpo, sono stati poi ritrovati cinque giorni più tardi a oltre dodici leghe di distanza, avvolti in un intrico di rami ed erba secca: una scapola, un pezzo di torace, un pezzo di coscia, nessuna testa. Solo l’odorato specializzato degli Apotecari ha potuto riconoscere l’identità di quella persona.

Qui, Malo ha estratto dal deposito la massa vegetale in cui avevano trovato alcune parti del cadavere

Malo si sfilò grembiule e i guanti.

«Abbiamo molti reaper-backs nei canali di Yarrow. Secondo me, uno l’ha visto galleggiare e se l’è mangiato.»

«Reaper-backs?»

«Una sorta di tartaruga. Un po’ più piccola di un uomo. Bellissimo carapace, ma carnivora quanto mai. Possono staccare un braccio con un morso solo. Be’…» Fece un gesto verso i resti di Sujedo. «Anche di più.»

«Cosa ti fa dire che siano stati quei cosi a farlo?»

«Le interiora. O meglio, la mancanza di queste. I reaper-backs hanno una vera passione per le interiora. Devo dire che, dopo i contrabbandieri, sono la cosa più pericolosa nei Grandi Canali. E sono molto più difficili da uccidere.»

Qui, l’intreccio si fa più cupo: Ana Dolabra e Dinios Kol indagano su questo omicidio. Che però, non sarà l’unico mistero del romanzo, costellato da tutta una serie di terribili crimini.

Il libro è suddiviso in Parti, ognuna con un sapore leggermente diverso.

Prima viaggeranno nella giungla. Dinios Kol si avventura lungo il fiume su una barca trainata da molli e mansueti mostri marini:

Il giorno seguente arrivai ai moli sul fiume di buon mattino,. La nostra imbarcazione era un coso lungo e stretto, con alte fiancate corazzate su entrambi i lati e nove marlantini imbrigliati a prua.

Mentre la barca veniva caricata, le piccole creature molli e cedevoli, si rotolavano pigramente nell’acqua melmosa, i baffi traslucidi fremevano fiutando l’aria. Mi accovacciai sul bordo del pontile e tesi una mano verso uno di loro. Quello emerse, mi fissò sbattendo i grandi occhi neri e pieni d’espressione, annusò le mie dita, poi resosi conto che non gli offrivo alcun cibo, si immerse di nuovo.

La spedizione di Apoti troverà nella giungla qualcosa di veramente torbido, generato da una intricata macchina che qualcuno ha portato, o fatto costruire al centro di una misteriosa radura.

Guardai oltre tutte le escrescenze contorte e le ombre tremolanti. Là, al centro della radura, c’era qualcosa di assai curioso. Pareva una sorta di apparecchio di distillazione, simile a una decina di piccoli alambicchi ceramici interconnessi, disposti in una colonna inclinata sopra una fossa di fuoco. Il recipiente in cima era sormontato da una cupola di vetro con camino, dalla quale si dipartivano trenta o più condotti in ottone diretti verso i molti altri vasi sottostanti.

Sospeso al centro della cupola vitrea superiore si trovava un intrico elaborato di filamenti metallici, simile a un infusore da tè, come se fosse stato progettato per trattenere qualche reagente prezioso… ma ora era vuoto. Il tutto appariva ai miei occhi favolosamente complesso, al punto che non riuscivo a immaginare chi avesse potuto assemblarlo in quel posto.

Poi, seguiremo una squadra di Apoti che lavora sul cosiddetto Lenzuolo, uno strato biologico deposto sulle onde del mare da cui è possibile ricavare il sangue dei Leviatani il quale, solo a starci vicino, provoca effetti psicotropi da sostanze proibite.

Infine, qualcosa di veramente terribile accade nella Reggia Yarrow dove Din a Ana potranno finalmente arrivare e risolvere l’intricato mistero in cui si sono imbattuti.

Come abbiamo visto, il racconto non manca certo di fantasia e di originalità, ma possiede una più intensa colorazione quasi horror, che per il mio gusto lo rende leggermente meno interessante rispetto al primo libro.

Ciò non toglie che, credo, sia un romanzo da consigliare per l’originalità e la stupore che riesce a trasmettere.

Infine, come ho accennato all’inizio, avremo un terzo capitolo della serie fantasy-mystery Shadow of the Leviathan, di Robert Jackson Bennett, che si intitolerà A Trade of Blood.  La data di uscita è prevista per questa estate.

La storia vedrà l’investigatrice Ana Dolabra e Dinios Kol impegnati a dimostrare l’innocenza dell’erede di una potente famiglia imperiale, onde evitare una guerra civile nel cantone di Sapirdad, celebre per le sue seterie e cuore commerciale dell’Impero.

Ma ne sapremo di più quando uscirà!

L’immagine di copertina è una interpretazione dell’AI ChatGPT.

 

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nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.