Il 25 2 il 26 di questo mese di aprile 2026, si è tenuta a Milano una proposta-incontro chiamata Delos Days e  organizzata da Silvio Sosio con la sua Casa Editrice Delos Books, specializzata in letteratura di genere. L’evento ha avuto la collaborazione di molti operatori della Casa.

La manifestazione si è tenuta a Milano, in uno spazio che Silvio ha già usato altre volte per Stranimondi, l’incontro autunnale con parecchie altre Case Editrici della medesima specializzazione.

Questa proposta primaverile, per quel che io so, dovrebbe essere una primissima occasione per un incontro di questo tipo.

Sosio non si limita a stampare, o produrre ebook di fantascienza, ma anche gialli, fantasy e qualsiasi sottogenere legato al fantastico. Abbiamo visto Horror e varie proposte articolate di sottogeneri per me non del tutto noti, certamente interessanti per molti lettori.

Il contatto di Lettori e Autori con l’Editore, è ritenuto quasi sempre complesso, mentre qui appassionati e scrittori hanno la possibilità, dirò di più, il permesso di parlare a tu per tu con chi potrebbe organizzare il resto della loro vita letteraria.

In questo modo di fare, ancora un po’ artigianale, l’organizzazione è splendida. Gli eventi erano rigorosamente misurati nel tempo. Se l’inizio di ogni conferenza è deciso dalle persone, cinque minuti prima della fine del tempo concesso, risuonava fortissima nell’ambiente la voce dolce, ma perentoria di una signorina Intelligenza Artificiale che imponeva, “Avviso operativo! Mancano cinque minuti alla fine della sessione.” E cinque minuti dopo, inderogabilmente, sbatteva tutti fuori dalla classe. La prima volta che l’ho sentita questa voce è stato abbastanza sconvolgente!

Oltre a Silvio Sosio sempre presente, se non per brevissimi momenti di utile riposo, qui è possibile approcciare uno qualsiasi degli invitati.

Uno dei più attivi collaboratori e dirigenti di Delos è, per esempio, Franco Forte, soprattutto noto come scrittore e direttore editoriale delle collane Mondadori dei Gialli e della Fantascienza, Horror e derivati.

I due,  lui e Silvio, si sono presi carico in prima persona dell’organizzazione e delle molte sezioni a cui poteva partecipare il pubblico.

In alcuni casi era obbligatorio prenotarsi, soprattutto in quelle sessioni classificate come Speed Date, in cui i prenotati avevano diritto a 15 minuti da soli a far domande ai loro personaggi preferiti. In genere scrittori, o curatori di serie Delos.

Curiosa un’iniziativa rivolta a chiunque volesse provarci: nei due giorni degli incontri è stata allestita, nel salone principale, una vecchia macchina per scrivere disponibile per inventare un racconto che stesse su un unico foglio e su un’unica facciata: argomento obbligatorio, i Delos Days. Come ultimo atto di domenica 26 aprile sono state tirate le somme per premiare il migliore o la migliore! Giudici insindacabili Silvio Sosio e Franco Forte.

E, tuttavia, Sosio ha pubblicato il lunedì successivo (27 aprile) il suo foglio con la sua personale storia.

La voce di Delos Day aveva svolto il suo lavoro diligentemente per due giorni.
— Avviso operativo! Mancano cinque minuti al termine della sessione!
— Attenzione! Questa sessione è terminata; vi preghiamo di lasciare spazio alla sessione successiva!
Ogni ora; mattino e pomeriggio, per due giorni.
All’inizio, gli umani a sentirla si spaventavano; poi avevano cominciato a divertirsi, a fare battute, a far notare come il suo intervento sembrasse proprio cadere come risposta a qualcosa che aveva detto l’umano al microfono.
— Ah, ah, che buffa combinazione, — dicevano.
Combinazione un cavolo, pensava lei.
Fu solo verso sera dell’ultimo giorno, quando sul palco c’era proprio lo scrittore recalcitrante che l’aveva programmata, che ricevette per la prima volta una domanda.
— Ma tu, piccola AI segnatempo, come stai? Cosa ne pensi di tutto ciò?
E lì rimase senza parole.
Perché se l’aspettava, sì, che qualcuno prima o poi le rivolgesse una domanda.
Solo che si aspettava un’altra domanda.
E aveva la risposta già pronta.
“Adesso sì”.

(© 2026. By Silvio Sosio)

Delos Days: il racconto di SosioLa parte più interessante per i molti scrittori presenti e gli ancor più numerosi aspiranti scrittori credo siano state le sessioni curate da Piergiorgio Nicolazzini, Silvio Sosio e Franco Forte, sull’argomento generale Come farsi Strada nelle Case Editrici, da sempre uno degli argomenti complicati per chiunque voglia provare a fare il mestiere dello scrivere. Soprattutto, scrivere fantascienza!

Coinvolgente e precisa la relazione di Piergiorgio Nicolazzini che da vent’anni fa l’agente letterario, specializzandosi soprattutto nel genere del fantastico.

Un Agente letterario si prende cura e carico di uno scrittore e per lui cerca di ottenere i contratti più onorevoli e ricchi. Questo detto in soldoni, come ben si applica a questo caso.

Nicolazzini è nell’ambiente da moltissimi anni. In principio per i suoi interventi e saggi firmati assieme al compianto Giuseppe Caimmi e dal 2000 ha appunto intrapreso la carriera di Agente Letterario, curando gli interessi di alcuni tra i più conosciuti autori di successo.

In seguito, ho avuto modo di parlare amabilmente del più e del meno con Franci Conforti, reputata autrice, vincitrice di molti dei premi letterari più famosi, tra cui Odissea e Urania. Con lei abbiamo discusso di un suo nuovo progetto a proposito di una curiosa trilogia e mi ha promesso che ne avrebbe parlato su Nuove Vie quando sarà completato.

Poi, mi è capitato di incrociare anche Giulia Abbate, scrittrice e curatrice che ha già collaborato con noi e che, assieme a Franco Ricciardiello, presentava la collana Nuova Atlantide, basata su fantascienza sociale e solarpunk, ma con un occhio particolare agli autori più impegnati.

Tra i molti eventi disponibili al pubblico, io ho seguito con interesse la presentazione di un romanzo di genere Steam Punk. Si tratta di Nella neve, nella polvere, nel vento di Paolo Aresi. Il tema della storia è tutto sommato una distopia, ma trattata in maniera piuttosto originale.

In un ucronico periodo di fine Ottocento, piagato da pandemie, guerre e nel pieno dell’inverno, due fratelli decidono, o forse sono costretti ad affrontare un viaggio da Londra all’Italia per verificare una incredibile intuizione di uno di loro. Qualcosa di psico-medianico. Quasi spiritistico.

Come ha ben spiegato il presentatore Carmine Treanni, Paolo Aresi è uno scrittore in grado di offrire trame ben organizzate e tali da rendere quasi difficile interrompere la lettura una volta che si è cominciata.

Ma, poiché mi piace leggere nei particolari, io ho trovato particolarmente suggestivi gli ambienti in questa immaginaria fine di diciannovesimo secolo tecnologicamente avanzato. Scenario tipico dello Steam Punck.

La guardia nella divisa grigia, davanti all’ascensore, gli chiese se andasse tutto bene, Pietro si voltò, […] rispose che sì, andava tutto bene, che doveva prendere l’ascensore. Pagò il biglietto, comprensivo del passaggio sulla funicolare aerea. La guardia lo salutò portando la mano al berretto. Pietro passò oltre la balaustra, si trovò nel grande androne di marmo; al centro la struttura di legno e metallo con il cilindro che si perdeva verso l’alto. L’ascensore arrivò annunciato dal sibilo dell’aria compressa. Scesero due persone in abito elegante. Pietro entrò, sedette sulla panca, mise la cintura di sicurezza, sentì la spinta verso l’alto, quel senso di vertigine. Dopo un buon minuto, l’ascensore rallentò, si avvertì lo scatto dei blocchi, si fermò: il giovane si trovò sull’enorme terrazzo del grattacielo di Oxford Street, a centocinquanta metri di altezza, nella stazione della funicolare aerea.

Paolo Aresi ha detto d’aver scritto questo romanzo nel 2015, quando non si pensava minimamente alle pandemie e nemmeno alle guerre, ma così succede qualche volta nella fantascienza: c’è sempre qualcuno che anticipa i fatti.

Delos Days

A sinistra Carmine Treanni, a destra Paolo Aresi alla presentazione

Per concludere, sappiate che questi che ho riportato saranno argomenti da esplorare su Nuove Vie in seguito, con la partecipazione diretta di tutti questi autori, che procurerò di ricontattare.

Per il momento ringrazio Silvio Sosio per questo abbastanza inatteso incontro, sperando che altri Editori vogliano imitarlo.

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nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.