In copertina: Robert Sheckley con Gian Paolo Cossato nella sua libreria
Immagine tratta da Pagina sei.

Gian Paolo Cossato e Gianluigi Missiaja hanno svolto un ruolo di primissimo piano per la valorizzazione e la diffusione della letteratura di fantascienza in Italia. Traduttori tra i migliori, curatori, organizzatori di eventi anche di livello internazionale, operatori culturali, fondatori della benemerita libreria “Solaris” a Venezia, che per molti anni è rimasta un punto di riferimento immancabile per l’appassionato, che vi poteva reperire anche edizioni in lingua, riviste specializzate, fanzine.

Cossato, in particolare, è stato un instancabile animatore, grazie alle sue vaste conoscenze in ambito europeo e non solo: sarebbe troppo lungo fare l’elenco delle sue attività nel campo del fandom: possiamo ricordare, tra le altre, l’organizzazione della prima convenzione italiana di fantascienza (1975), la mobilitazione ed il coordinamento dei fan per portare in Europa, più precisamente nella città tedesca di Heidelberg, la convention mondiale di fantascienza, la realizzazione del primo congresso europeo (Eurocon 1), senza contare l’annuale e benemerito Festival internazionale del film di fantascienza, tutt’ora vivo e vegeto.

Gianluigi Missiaja

Ugualmente degna di menzione la sua più che decennale attività di traduttore, che lo hanno visto rendere nella nostra lingua innumerevoli test di valore come per esempio, il ciclo di Dune,

Quanto a Missiaja, ha lavorato fianco a fianco con Cossato, formando una delle tante coppie che hanno caratterizzato la fs italiana (Caimmi/Nicolazzini, DeTurris e Fusco, Pergameno/Nati…) fondando il CCSF (Centro Culturale Science Fiction), importantissimo club di appassionati e scrivendo, insieme ad Alfio Bertone l’utilissimo “Catalogo generale della fantascienza,” mentre Minniaja si occupava dei rapporti con l’estero e Alfio Bertoni dei lavori di redazione del bollettino CCSF, pubblicazione di notevole valore che era molto più che un semplice bollettino informativo per i soci del club, perché era arricchito da molto materiale saggistico, critico, bibliografico, sempre di notevole valore, e spesso proveniente dall’estero: infatti il sottotitolo suona “Critica-Saggistica-Informazione”.

Possiamo quindi definire il bollettino una “newszine”, ma non solo di informazione, bensì di cultura ed approfondimento. La ricchezza dei contenuti si può verificarla consultando la lista dei collaboratori, veramente impressionante per la vasta rete di contatti che i responsabili erano riusciti a tessere. Tra quelli esteri basterà citare Rottensteiner, Duvic, Hobana, Dietz, e tra gli italiani Lippi,Sandrelli,Pagan.

Per renderci conto del valore e dell’importanza del Bollettino diamo un’occhiata al n°23, un corposo fascicolo di 100 pagine (1967) con materiali varii ed articolati. Vediamo il sommario:

  • Editoriale di Missiaja.
  • Il primo congresso europeo di fantascienza (senza firma).
  • ”La fantascienza in discussione” riassunto degli interventi e delle relazioni svolte al congresso. (tra le altre quelle di Brunner, del poeta Zanzotto, Kurt Steiner, Vacca, Sandrelli,Andrevon,Suvin,Peter Nicholls).
  • ” Il punto sull’Eurocon” (Cossato).
  • “Premio Europa di fantascienza” (?).
  • ” L’Eurocon1 nella stampa specializzata presente” (resoconti di Valla,Montanari,Ragone)
  • “L’interesse della stampa nazionale” (vengono citati decine e decine di quotidiani e riviste che pubblicarono servizi sul congresso: che tempi!!!!!).
  • “Il premio italiano di fantascienza”. Per la cronaca vincitore per il romanzo fu Autocrisi di Prosperi (meritatissimo), per il racconto “Dove muore l’astragalo” di Horrakh.
  • Segue un inserto fotografico di immagini scattate al Congresso: che impressione vedere tanti appassionati giovani e quasi irriconoscibili!!!!
  • Festival decimo anno. (Duvic). Un dettagliato resoconto sul decimo festival del cinema di fantascienza di Trieste corredato da un ricco inserto fotografico e da una completa filmografia.
  • “Silent Running: l’ecologia sullo schermo” di Luis Vigil.
  • ” La fantascienza tra impegno e consumi” di Giancarlo Calzolari: “Sono certo che della fantascienza rimarrà solo ciò che gli uomini le avranno saputo dare. Se sviluppata come impegno marginale o mero interesse di profitto, rimarrà solo il ricordo di poche opere”. Lette 40 anni dopo possiamo verificare che oggi sono rimaste solo le opere di fs sociale, ma anche quelle di puro intrattenimento: Vance, Hamilton, Anderson li leggiamo ancora con piacere. Il “Sense of Wonder” non è morto!
  • “I labirinti di Philip Dick” di Philip Strick Analisi accurata di “Ubik”.
  • Incontro con Isaac Asimov a cura di Pau Walker: una gustosa intervista al “Good Doctor”, non priva del suo proverbiale “Sense of Humor” Esempio: Domanda: L’uomo comune e medio,sarebbe in grado di acqisire una vera consapevolezza delle scienze in base alla letteratura popolare? Risposta: Sì, se legge i miei libri.
  • Segue una dettagliata bibliografia originale di Asimov fino al 1972.
  • “La Science Fiction domani” di F.Pohl. Un piacevole discorso sullo sviluppo della fantascienza sociale, condito con interessanti ricordi. Il pezzo si conclude con una esposizione dello scopo della fs secondo Pohl, che merita di essere riportata qui: “Scrutare l’avvenire, mostrare quali strane e inattese varianti esso possa riservarci, elaborare un catalogo dei possibili futuri dai quali il mondo possa scegliere il suo”. Grande Pohl.
  • “Solaris: il libro” di Peter Nicholls
  • “Solaris: il film” di B.Aldiss. Due giganti alle prese con i capolavori di Lem e di Tarkovksij. Di Aldiss non c’è nulla da dire tanto è popolare, mentre di Nicholls va ricordato che sarà nel 1979 il curatore della superba e insuperabile. “The Science Fiction Encyclopedia”.
  • Science Fiction-Definizioni e implicazioni” vedi Angus Taylor. Critico, studioso di sociologia, autore di uno studio su Dick (Philp K. Dick & the Umbrella of Light)si chiede “Che cos’è la science fictIon?” e lo fa discutendo le risposte di autorevoli studiosi. Tra le tante mi sono piaciute quella Di Robert Philms (“La Sf è la strategia di interpretare  sezioni della realtà storica attraverso il filtro del miti, cioé che  le situazioni fantastiche immaginate dagli scrittori di fantascienza costituiscono la trasmutazione della realtà in mito” -già lo diceva Sergio Solmi- e quella di Walter Hirsch “Il sociologo dovrebbe interessarsi in modo particolare della fantascienza poiché questa ruota intorno ad uno dei centri motore della cultura contemporanea, la scienza, e può essere usata come strumento di critica sociale”. Articolo succulento.
  • “Ecologia del mito: Dune, un mondo circolare” di Giuseppe Lippi. Ecco il buon Lippi alle prese col capolavoro di Herbert, e lo fa egregiamente affermando che “quel che più conta in Herbert è il valore mitico del suo sistema” una sorta di “ecologia del mito.”
  • Clifford Simak: “La bambola del destino” di Paul Walker: interessante recensione. Simak viene definito “un regionalistico”, e viene confrontato con Bradbury.
  • A colloquio con Richard Matheson a cura di Sandrelli/Cossato. Il grande Richard discute di fantascienza e fantasy.
  • Richard Matheson, La casa d’ìinferno di Paul Walker. Dove curiosamente lo scrittore si definisce di fantasy e non di fantascienza.
  • John Brunner, The Sheep look up, di Dick Lupoff, tradotto dalla celebre rivista “Algol”: “È un libro che dovrebbe essere letto dai componenti delle commissioni governative e del parlamento: li spaventerà a morte, ma potrebbe letteralmente salvare il mondo.”
  • Recensioni de Il Pescatore di stelle di Simak (Pagan), Incontro con Rama di Clarke (Giuseppe Giordani.)
  • Novasf 24.
  • Franco Enna, Il meglio della fantascienza, di G.F.Pizzo. È questa un’antologia famigerata, che gli appassionati generalmente considerano “il peggio della FS”. Anche Pizzo non fa eccezione osservando che pochissimi sono i racconti di Fs e che “…o Franco Enna non ha ben chiaro il concetto di fantascienza, o non ha ben chiaro la differenza tra “meglio” e “peggio”.

Seguono le rubriche di Radio e Tv, di cinema, (documentatissime e informatissime), le ultime notizie e gli annunci. Conclude alla grande il fascicolo un resoconto del quarto Incontro con la fantascienza tenutosi a Ferrara.

CONCLUSIONE.

CCSF era una voluminosa rivista di critica, saggistica, bio-bibliografia e informazione, uno dei migliori prodotti semi-professionali usciti in Italia, uno strumento prezioso e immancabile per l’appassionato che cercasse approfondimenti e materiali sulla fantascienza. Tutta da leggere anche oggi, dopo più di 40 anni!