Outlander è una strana serie televisiva. Tratta dai libri della scrittrice Diana Gabaldon, inglese da parte di madre, ma nata in America. A Flagstaff in Arizona, noto portale per entrare nella famosa foresta pietrificata.
Sono posti meravigliosi, come pure il suo attuale luogo di residenza, Scottsdale, nei cui dintorni i turisti non mancano di visitare il più conosciuto ristorante di bistecche d’America, ben noto da New York a Seattle. Una costruzione bassa e di per sé poco vistosa, in mezzo a uno splendido deserto di saguaro.
Il segreto del successo di questa serie è certamente quello di non dichiararsi di fantascienza. Personalmente ho sentito moltissimi lettori per bene, che descrivendo le loro letture preferite dicono “La fantascienza, no! Per carità!”. Quasi fosse infetta.
Per questi lettori, ma anche se fossero solo spettatori di serie televisive, Outlander con la fantascienza non ha nulla a che fare.
Eppure, la storia come affermano i fogli ufficiali, vede una distinta Claire Randall, infermiera del XX secolo, che nel 1945 viene misteriosamente trasportata in Scozia nell’anno 1743, dove incontra il guerriero Jamie Fraser, con cui vivrà una grande storia d’amore riuscendo a sopravvivere agli intrighi politici e alla rivolta giacobita.
Questo passare da un secolo all’altro, non so perché, pare che per il grande pubblico non sia fantascienza. In verità (dicono) si tratta di un romanzo storico con, in più, una grandissima storia d’amore.
Ma qui vorrei parlare soprattutto della serie televisiva.
Questo perché, lungo le otto stagioni fin qui sviluppate, mi è capitato di imbattermi in un interessante easter egg. Come dice Wikipedia, si tratta di un contenuto, di solito di natura faceta o bizzarra e innocuo, che i progettisti o gli sviluppatori di un prodotto […] nascondono nel prodotto stesso.
Direi meglio, si tratta di una curiosità ben nascosta!
E tuttavia, prima di parlare di questa curiosità, devo per forza raccontare un po’ la storia per chi non avesse mai visto, né letto Diana Gabaldon.
Outlander prende l’avvio in Scozia, per poi spostarsi progressivamente nel Nuovo Mondo, dove i protagonisti si troveranno coinvolti negli eventi della Rivoluzione Americana (1765–1783).
Al centro della storia c’è Claire Randall, un’infermiera del ventesimo secolo che si ritrova misteriosamente catapultata nelle Highlands scozzesi dell’Anno Domini 1743. Il passaggio tra le epoche avviene attraverso un antico cerchio di pietre, Craigh na Dun, una sorta di porta che consente di viaggiare nel tempo. Non a tutti…
Claire piombata per caso in quel secolo, abiterà tre anni nella Scozia del 1743, senza ben capire cosa le sia successo e vive la sua nuova condizione, convinta di essere perduta per sempre in un passato duro e ostile. Qui incontra Jamie Fraser, un giovane guerriero scozzese, laird di Lallybroch, appartenente al clan Fraser per parte di padre e al clan MacKenzie per parte di madre: due clan per altro rivali. Anche lui è un personaggio ribelle e per questo perseguitato dai signori del tempo. Tra lui e Claire nasce una storia d’amore intensa e profonda.
Col passare degli anni, Claire, grazie alle sue conoscenze degli eventi storici futuri, si rende conto dell’imminente tragedia che sarà la battaglia di Culloden. È così che, poco prima dello scontro avvenuto nel 1746, è lo stesso Jamie che la convince a tentare di tornare nel suo tempo attraverso le pietre, per salvare sé stessa e Brianna, la figlia che porta in grembo. L’uomo è ora ben consapevole di poter morire tra non molto.
Claire ritorna così nel 1948 e riprende la sua vita accanto al marito Frank Randall. Immagino quanto sia stato difficile spiegare perché fosse incinta e tuttavia, passano assieme circa vent’anni. Brianna cresce e diventa una donna, mentre Claire porta avanti la propria carriera fino a diventare un medico.
Dopo la morte di Frank, Claire torna però subito in Scozia insieme alla figlia e, grazie alle ricerche storiche dell’amico Roger Wakefield, scopre un indizio sorprendente: un annuncio di una tipografia del 1766 firmato da Alexander Malcolm, uno degli pseudonimi di Jamie. È la prova che l’uomo è sopravvissuto a Culloden.
E allora Claire decide di attraversare nuovamente Craigh na Dun e tornare nel diciottesimo secolo per ritrovarlo. Da sola!
Brianna scoprirà, nel ventesimo secolo, un antico necrologio che annuncia la morte di Claire e Jamie in un incendio in America!
In quel momento, i viaggi nel tempo per i personaggi non sono più un evento isolato e misterioso e si rivelano progressivamente accessibili anche ad altri. Brianna e Roger, infatti, scoprono anche loro come attraversare le pietre.
È così che Brianna decide di intervenire. Senza dire nulla a Roger, attraversa Craigh na Dun e raggiunge la Scozia del 1769, con l’intenzione di salvare, in qualche nodo, i genitori.
Ma Roger, venuto a conoscenza della sua partenza, subito la seguirà nel passato: non aveva mai desiderato vivere nel diciottesimo secolo, ma è determinato a trovarla e proteggerla.
Vedremo, poi, che anche Roger e Brianna avranno figli e scopriranno che pure i bambini possono tranquillamente passare da un secolo all’altro. Torneranno coi figli nel futuro più volte e i ragazzi si adatteranno al ventesimo secolo con la facilità tipica dei ragazzi.
La cosa abbastanza strana è che questo continuo passare tra i secoli sia considerato abbastanza normale per tutti loro e da tutti gli spettatori che non amano la fantascienza.
Per cui ecco che siamo al punto!
Parliamo di un episodio secondario della Stagione 8, episodio 5. Il periodo è quello della Rivoluzione Americana al momento dell’assedio di Savannah, avvenuto nel 1779.
Fu un evento disastroso per i ribelli americani e, dal punto di vista storico, le truppe inglesi ebbero il sopravvento.
Gli eserciti contrapposti agli inglesi erano i ribelli americani al comando del generale Benjamin Lincoln e i francesi al comando dell’ammiraglio Charles Henri d’Estaing.
L’assedio è ricordato anche per la presenza dei Chasseurs-Volontaires de Saint-Domingue, un reggimento di soldati neri provenienti da Haiti che combattevano con i francesi.
All’episodio, nella serie TV, partecipa Roger Wakefield, personaggio di fantasia, ora marito di Brianna, ma che, come ricordiamo, era stato prima di tutto uno storico. Qui l’uomo incrocia un bambino nero in divisa col suo tamburo: è un tamburino che dice di chiamarsi Christophe. Ed è terrorizzato. Parla solo francese, che per fortuna Roger capisce benissimo e quindi lo rincuora come può.
Ma un istante dopo l’inizio della battaglia, Roiger ritrova il tamburino gravemente ferito; lo raccoglie e lo porta via perché sia curato. Fine dell’episodio!
Questo apparentemente insignificante spezzone è più importante di quanto possa sembrare. Il bambino, nella realtà storica, è Henri Christophe, una figura chiave della Rivoluzione Haitiana. Nato schiavo a Grenada, combatté come giovanissimo tamburino (aveva circa 12 anni) nell’assedio di Savannah del 1779. Dopo la guerra in America, tornò a Saint-Domingue (l’odierna Haiti) e divenne uno dei generali di Toussaint Louverture. In seguito, si autoproclamò Re d’Haiti (come Henri I), regnando sulla parte settentrionale dell’isola dal 1811 al 1820.
L’idea alla base in questa storia, per personaggi come Roger o Brianna (che conoscono il futuro), è che l’incontro con una figura come questa, può servire loro da monito: le loro azioni, anche piccole, possono aver grandi ripercussioni sulla linea temporale di grandi leader mondiali.
Roger, salvando un “semplice” tamburino, ha assicurato la futura indipendenza di un’intera nazione.
Si tratta di Fantascienza Ucronica.
La copertina raffigura Henri Christophe in un quadro di autore ignoto, tratto da Bridgeman Images.
nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.