The Relentless Moon è uno dei romanzi selezionati per i Premi Hugo 2021 che saranno consegnati nel prossimo inverno, il 19 dicembre a Washington.

Lo slittamento di questo evento, da solitamente estivo, a invernale, nella speranza di poterlo svolgere in presenza, ci dà anche il tempo di tentare di leggere alcuni dei libri che sono parte della selezione finale.

Abbiamo già presentato i sei romanzi selezionati in short list:

  1. Black Sun, Rebecca Roanhorse (Gallery / Saga Press / Solaris)
  2. The City We Became, N.K. Jemisin (Orbit)
  3. Network Effect, Martha Wells (Tor.com)
  4. Piranesi, Susanna Clarke (Bloomsbury)
  5. Harrow The Ninth, Tamsyn Muir (Tor.com)
  6. The Relentless Moon, Mary Robinette Kowal (Tor Books / Solaris)

Come si diceva approfitteremo di questo cambiamento di tempi dall’estate, all’inverno, per provare a leggere qualcuno dei romanzi in gara.

Per esempio non ci faremo mancare Network Effect di Martha Wells, che ha vinto il Premio Nebula; così come siamo personalmente molto curiosi di leggere Piranesi di Susanna Clarke, la scrittrice che aveva prodotto il meraviglioso Jonathan Strange & il signor Norrell vincitore dello Hugo del 2005.

Per gli altri vedremo…

Mary Robinette Kowal

The Relentless MoonIl primo romanzo che vorremmo descrivere oggi è dunque The Relentless Moon, di Mary Robinette Kowal.

L’Autrice è diventata famosa dopo aver vinto sia il Nebula che lo Hugo, nel 2019, con il romanzo The Calculating Stars.

Il libro fa parte di una serie conosciuta come The Lady Astronaut, di cui fan parte anche alcuni racconti scritti sia prima, che successivamente al romanzo in questione.

Mary Robinette Kowal scrive più dei personaggi, che non delle avventure, se così possiamo dire.

In effetti c’è sempre poco spirito di avventura, o di sense of wonder nei suoi libri, mentre è vivissima la rappresentazione delle persone, dei loro problemi, del loro muoversi in un ambiente tipicamente statunitense e tipicamente piuttosto difficile.

Difficoltà che non è solo dovuta al fatto che tutto avviene in una complessa ucronia catastrofica, ma soprattutto perché ci sono delle minoranze a disagio: quasi tutti i protagonisti fanno parte di minoranze: neri, ebrei, cattolici eccetera…

E quasi tutti sentono di non essere del tutto accettati.

Al momento è disponibile in italiano solo The Calculating Stars, lasciato così, senza tradurre il titolo, che avrebbe potuto benissimo essere Le Dive del Calcolo Spaziale, o qualcosa del genere.

Il romanzo tratta di un gruppo di Calcolatrici, cioè donne che si occupavano dei calcoli di traiettorie e orbite quando i computer non erano né affidabili, né facili da usare.

Infatti, tutto questo avviene in un tempo alternativo, cioè quella che viene detta una ucronia, quando, nel 1952, un meteorite immenso ha praticamente cancellato quasi tutta la costa est degli Stati Uniti.

Due romanzi, sia The Calculating Stars che The Fated Sky (Il Cielo del Destino) sono dedicati al personaggio di Elma York. che all’inizio è solo una delle calcolatrici,  e poi diventerà la prima donna a conquistare lo spazio.

L’idea del ciclo nasce dal fatto che un incidente come quello che qui ha distrutto la costa orientale degli Stati Uniti, genererebbe un cambiamento climatico tale da provocare l’estinzione totale della vita sulla Terra.

In un breve numero di anni gli oceani ribollirebbero per il calore intenso: si parla di temperature prossime ai 400 gradi Centigradi!

Quindi è imperativo conquistare lo spazio, cercando un sostituto della Terra, anche se non altrettanto comodo. Per esempio, costruendo ampie colonie sulla Luna. E poi su Marte.

La storia

Il terzo libro The Relentless Moon (Luna implacabile), è abbastanza diverso dai primi due. Secondo noi è anche meno godibile.

Qui non c’è più Elma York: nel momento della storia è ancora in viaggio con la spedizione che tenterà di raggiungere Marte, che rappresenta lo spunto del secondo volume.

Invece la protagonista sarà la sua ottima amica, anche lei Lady Astronaut, Nicole Wargin.

In 500 e più pagine, Mary Robinette Kowal sviluppa un vero e proprio thriller. Sarebbe forse meglio dire, un romanzo di spionaggio.

Il che la dice lunga sulle tendenze moderne della fantascienza, che sempre meno si basa sugli extraterrestri, o sulle distopie, per andare decisamente verso l’azione politica e l’avventura thriller.

Come detto, Mary Robinette Kowal ama più soffermarsi sui caratteri dei personaggi e anche in questo caso non abbiamo un thriller d’azione, poche descrizioni di ambienti ostili e alieni, ma tanta vicinanza alle donne e alla politica da cui esse sanno bene come svincolarsi e vincere.

Nicole Wargin è una combattente e una politica. Ha migliaia di ore di volo nel suo bagaglio e un marito che è governatore del Kansas ed è candidato alla presidenza degli Stati Uniti.

Poiché Washinton D.C. è scomparsa sotto l’impatto del meteorite, la capitale degli U.S.A. è adesso Kansas City.

Esiste una congrega, in realtà una vera e propria banda di terroristi, con lo slogan “Prima la Terra,” ferocemente contrari al programma spaziale, secondo loro pazzesco e inutile e chiedono invece di investire di più su un diverso metodo per salvare il mondo.

Con la spedizione sulla Luna di Nicole Wargin, incominciano gli attentati davvero pericolosi: sulla Terra, ma soprattutto sulla Luna. Qualcuno si è intrufolato tra i componenti della spedizione e userà tutto e più di tutto per uccidere ogni persona presente sul satellite. Oltre a quelli che non la pensano come loro sulla Terra.

Il romanzo si svolge dunque come una lunga indagine per capire come abbiano fatto i terroristi a operare sulla Luna e soprattutto cercando di individuarli.

Per i nostri gusti, il romanzo è esageratamente tecnico, o almeno ci pare. In certi passaggi si fatica a seguire bene la vicenda, per la enorme quantità di sigle e acronimi che vengono utilizzati.

Caro mio, vogliamo discutere della saggezza della IAC e del loro amore per gli acronimi? Ringrazia solo che tu non sia stato costretto a imparare a memoria le cinquanta pagine di acronimi, che invece abbiamo dovuto sorbirci noi quando abbiamo cominciato.” Risi elegantemente, come avevo imparato alla scuola di Bon Ton. “Peggio di tutti è andata a Elma. Hai avuto modo di incontrarla prima che volasse verso Marte?”

IAC sarebbe la International Aerospace Coalition, vale a dire, la NASA.

Le impressioni

Mary Robinette Kowal si sente in dovere di presentare una lunga nota finale in cui spiega come tutto ciò che è stato scritto nel libro sia derivato dalle sue lunghe ricerche e sia perciò scientificamente plausibile. Spiega molto bene che cosa dice la scienza e perché lo dica.

Inoltre, subito dopo, ci fornisce una corposa lista bibliografica per chi volesse approfondire gli argomenti svolti nel romanzo.

Ovviamente si tratta di un libro molto ben scritto, anche se secondo noi, come abbiamo detto, si direbbe meno interessante dei due precedenti. Forse un po’ troppo lungo.

Vedremo cosa ne penseranno i lettori che dovranno esprimere un voto entro l’inverno.

 

Copertina tratta dalla presentazione di Mary Robinette Kowal al National Book Festival 2020.

 

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