Una razza di schiavi ci è giunto all’attenzione quando abbiamo realizzato che esisteva ancora almeno un racconto di fantascienza di Philip K. Dick non tradotto in italiano (e quindi assente nelle 4 antologie “Tutti i Racconti” edite da Fanucci, e in precedenza nelle antologie “Le Presenze Invisibili” uscite per Mondadori).
Il racconto fu ritrovato postumo alla scomparsa di Dick avvenuta prematuramente nel 1982, da Lawrence Sutin.
PKD lo scrisse nel 1944 quando aveva solo 16 anni ed apparve su un quotidiano di Berkeley (il Berkeley Daily Magazine). Il racconto è  stato pubblicato per la prima volta e ben 76 anni fa!
Sebbene breve e ancora grezzo, è un lavoro per molti versi notevole, un racconto epico in miniatura con alcune idee e concetti sulle quali Dick tornerà più volte nel corso della sua carriera futura.

Roberto Kriscak

Questo articolo prevedeva di riportare le due pagine con la traduzione fatta da Roberto Kriscak del racconto davvero breve di Philip K. Dick, scritto nel 1944 e secondo ogni logica, ampiamente fuori dei diritti internazionali di Copyright.

Il racconto ricorda molto la famosa Sentinella di Fredrick Brown, ma certamente non è una copiatura, perché il racconto di Brown è di dieci anni dopo, 1954.

Nel racconto di Dick l’io parlante dice che prima fu creato l’Uomo, che però diventò presto superbo, pensando di essere simile a un Dio, per cui hanno dovuto distruggerlo. La razza superiore, parlante, ha raggiunto a quel punto molti traguardi, ma alla fine, volendo riposarsi, decideva di creare una nuova razza di schiavi. Chiara rilettura della creazione biblica.

Malgrado la nostra convinzione che il racconto fosse disponibile gratuitamente, abbiamo contattato la Wilie Agency, detentrice dei diritti delle opere di P. K. Dick e che ci ha risposto nel seguente modo:

Ti ringraziamo per la mail in cui ci comunichi il problema del racconto breve di Philip K. Dick. Siamo costretti a chiedere di cancellare immediatamente il racconto dal tuo sito Web.

 

L’amico Silvio Sosio mi aveva per tempo avvisato di questo possibile problema, per cui adesso è davvero verificato: pare essere impossibile pubblicare qualcosa di P. K. Dick, anche se fuori diritti, senza pagare qualcosa.

Spiacente!

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