La Guerra di Zakalwe è il terzo romanzo del volume Il ciclo della Cultura. Prima trilogia, opera pubblicata nel 2021 da Franco Forte per Mondadori.

Abbiamo già pubblicato le presentazioni dei primi due romanzi, Pensa a Fleba e L’impero di Azad e oggi completiamo la serie con la triste, complicata e terribile storia di Zakalwe.

È una trama complicata, scritta anche in un modo complicato. Chi volesse leggere un comodo libro di avventure, probabilmente non apprezzerebbe questa proposta di Iain M. Banks.

Il romanzo si sviluppa su due diversi tempi: i capitoli, diciamo dispari, raccontano la storia del soldato Cheradenine Zakalwe a partire dal tempo presente, fino alla conclusione cupa e davvero imprevedibile del romanzo.

I capitoli più o meno pari sono sviluppati come fossero delle novelle, dei racconti, con episodi relativi al personaggio a diverse età del suo sviluppo e ogni volta, apprendiamo che quell’uomo altri non è se non Cheradenine Zakalwe. Il fatto che pone al lettore ulteriori difficoltà è che i capitoli del passato sono ordinati in senso temporale inverso: man mano indietro nel tempo fino all’infanzia di Zakalwe.

Così, a capitoli alterni, scopriremo prima chi è veramente Zakalwe, mentre nei capitoli pari avremo modo di scoprire chi era stato Zakalwe.

Interessante a questo proposito una osservazione che abbiamo trovato su Wikipedia,

Nel 1974 Banks scrisse una versione molto più lunga del libro con un’impostazione ancor più complicata e, allora, ha detto: “Era impossibile comprenderla senza pensare in sei dimensioni.” Questo, molto prima che qualunque altro suo libro (di fantascienza o meno) fosse stato pubblicato.

ILa Guerra di Zakalwe: Diziet Sman uno di questi racconti relativi al passato Zakalwe sarà addirittura squartato e gli sarà mozzata la testa, ma qui interviene la Cultura, sotto forma della bellissima Rasd-Coduresa Diziet Embless Sma da’ Marenhide, detta più semplicemente Sma, o al massimo Diziet Sma.

Di Sma non è possibile conoscere la vera età, ché le cure del suo tempo da parte della Cultura, la mantengono sempre giovane e sempre bellissima: “I capelli di lei erano nerissimi con riflessi azzurri, come le sue iridi; la pelle era bruna e pareva più snella di quanto apparisse nei notiziari televisivi, o forse a dare quell’impressione era la sua altezza vista di persona.”

Sma è un’agente delle Circostanze Speciali, una sorta di spionaggio e contro spionaggio della Cultura e viaggia certamente molto in alto, per quanto sia possibile salire in quel tipo di organizzazione. Diziel Sma, ha il supporto di un altro personaggio, il drone Skaffen-Amtiskaw (ritroviamo i due in un altro romanzo di Banks, Lo stato dell’arte, del 1989).

Per ragioni sue e poco convincenti per noi, Diziet Sma segue molto da vicino Cheradenine Zakalwe, al punto da recuperare la sua testa mozzata per poterne clonare successivamente il corpo. Azione che infastidirà non poco Zakalwe, ché da un momento all’altro si troverà privo di tutti i gloriosi segni di ferite che avevano decorato il suo corpo di soldato.

Perché questo è Zakalwe: un soldato!

Gli eserciti della Cultura possono, in definitiva, essere formati da un solo uomo, purché costui sia capace di organizzare attorno a sé una truppa ciecamente dedita a soddisfare le sue richieste.

Il motivo per cui i due (Sma e Skaffen-Amtiskaw) hanno bisogno di Zakalwe è in definitiva puramente di contorno a tutta la vicenda. In realtà è chiaramente un trucco per andare avanti con una storia. La pace è in pericolo in un sistema che è in una situazione molto delicata…

«Be’, la pace è durata quarant’anni, ma ora sta andando a pezzi. Zakalwe lavorava con un uomo di nome…»

«Maitchigh?» […]

«Beychae. Tsoldrin Beychae. Era diventato presidente del gruppo stellare dopo un nostro intervento. Finché rimase al potere riuscì a tenere insieme quel sistema politico, ma otto anni fa si è ritirato, molto prima di quel che avrebbe potuto, per dedicarsi a una vita di studio e di contemplazione.» […]

«Da allora le cose sono andate sempre peggio. […].»

La missione di Zakalwe sarà, dunque, formalmente, quella di trovare questo Tsoldrin Beychae, ma le vicende e le avventure saranno talmente tante che il ritrovamento di Beychae passerà quasi in secondo piano quando lo troverà.

Il romanzo è quanto mai ricco di immagini molto suggestive: la nave di pietra in forma di fontana, la guerra di conquista e il disfacimento di un sogno, fino al finale con una grande, enorme sorpresa.

Diziet Sma galleggia comodamente dalla parte della Cultura, mentre i poveri soldati sono costretti a ubbidire a un dispotico Zakalwe, ma forse, anche lui, alla fine sarà una delle vittime.

Il più evidente vincitore in questa storia è la Cultura, cioè, la splendida, bruna, abbronzata e mai vecchia Diziet Sma, che non concede a Zakalwe assolutamente nessuno dei molti vantaggi di cui lei può fruire.

Il romanzo di Iain M. Banks è particolarmente pessimista, e ho la sensazione che questo dovesse un po’ essere il carattere di Banks.

Anche i romanzi precedenti sono soffusi in ogni pagina di una cupa tristezza, di un doloroso pessimismo e questo più degli altri.

Per il momento abbiamo concluso la nostra lunga incursione nel mondo di Iain M. Banks e quindi, con questo articolo, termina il nostro impegno verso lo scrittore scozzese, senza dimenticare di aver anche presentato il suo molto più recente romanzo Matter, qualche mese fa.

 

La copertina e l’immagine interna sono una interpretazione dell’AI Designer di Microsoft.

 

 

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nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.