Moriva, e il suo cervello ormai prossimo a spegnersi proiettava i ricordi di un’intera vita.

Forse tutto ciò non era che un’illusione creata per aiutarlo ad attraversare quell’ultimo, difficile istante.. O forse c’era dell’altro. Dopotutto, quella poteva anche essere la porta verso un’altra realtà in cui l’anima poteva rifugiarsi; come un passeggero che provava ad allontanarsi dalla nave che colava a picco.

Da dove nasce tale ipotesi?

Gli scienziati hanno osservato che, nel momento della morte, quando il cuore si ferma, il cervello può ancora funzionare per circa sette minuti, durante i quali rievoca i ricordi.

Gli studi condotti con l’elettroencefalogramma hanno mostrato che il processo di morte presenta caratteristiche simili alla meditazione, al sonno e all’intenso sforzo di richiamare qualcosa alla memoria.

E fu così anche questa volta: in quei pochi istanti sfilò davanti ai suoi occhi tutta la sua vita.


Moriva, e il suo cervello ormai prossimo a spegnersi proiettava i ricordi di un’intera vita.

Ma… colui che viveva in quei ricordi era convinto di essere vivo davvero.

La nascita, per lui, era stato un evento. Non gli sembrava di dover esistere soltanto nella memoria di un uomo che ormai stava uscendo dalla scena della vita.

Per lui, quei pochi minuti durante i quali il cervello morente ripercorreva a velocità vertiginosa gli avvenimenti del passato, costituivano una vera esistenza durata decenni.

A ogni secondo trascorso nella mente del morente corrispondevano circa due mesi della vita dell’uomo che esisteva nei suoi ricordi.

Cresceva circondato da persone che, ciascuna a modo loro, influenzavano la sua vita, e non sapevano di essere in realtà soltanto illusioni. Quel mondo era stato creato unicamente per lui e lui soltanto era reale.

Ma lui lo sapeva?

Gli anni trascorrevano e lui cresceva, rivivendo ogni esperienza esattamente come era stata, finché un giorno, mentre scherzava con un’amica, fu colto dalla netta sensazione di aver già vissuto quel momento, come se quella cosa fosse già successa.

Scacciò subito il pensiero, convincendosi che si trattasse di un déjà vu, un momentaneo singhiozzo della mente.

Aveva letto che quel fenomeno era provocato da un temporaneo disturbo dell’attività cerebrale e che non c’era nulla di cui preoccuparsi.

Ma una cosa è la teoria, un’altra è vivere l’esperienza.

Se avesse saputo di esistere nei ricordi di un uomo che aveva già vissuto tutto questo, avrebbe capito che non si trattava di un déjà vu, perché quel momento era davvero accaduto nel passato.

Da allora quelle strane sensazioni tornarono a manifestarsi sempre più spesso, anche se non abbastanza spesso da sconvolgergli la vita.

Così continuò a godersi l’esistenza virtuale, a divertirsi e a scoprirla giorno dopo giorno, finché finalmente si innamorò.

E non ci sarebbe stato nulla di strano, se non fosse che, quando conobbe Patrizia, ebbe l’impressione di conoscerla da sempre… E così era stato: il morente aveva trascorso con lei gran parte della vita, anche se per lui questa era una cosa del tutto nuova.

Passavano i giorni, le settimane, i mesi e, dopo qualche anno, si sentì pronto a chiederla in moglie. Fu allora che nella sua mente si fece strada una certezza inquietante: stava per commettere un errore fatale. Poche settimane dopo il matrimonio, tutto sarebbe cambiato.

Scacciò quell’avvertimento della sua intuizione, convincendosi che non fosse altro che una sciocca paura legata a quella decisione davvero importante.

Non poteva sapere che il morente aveva vissuto per molti anni infelicemente accanto a quella donna e che più di una volta si era pentito di averla sposata, senza però riuscire a cambiare la sua condizione, prigioniero di una relazione tossica.

L’uomo che viveva nei ricordi non aveva la minima idea di aver appena ricevuto un avvertimento dal subconscio del morente.

Sicché partì con la donna che amava per una vacanza verso un luogo esotico e fu proprio lì che le chiese di sposarlo.

Non avevano però alcuna fretta di celebrare le nozze. Prima volevano terminare gli studi e mettere da parte un po’ di soldi, per non dover chiedere un prestito.

Prima di organizzare seriamente il matrimonio, però, quella voce interiore tornò a farsi sentire altre due volte. La prima volta la ignorò, poi la seconda, e ogni volta ne fu disturbato. Alla fine, decise che, pur senza comprendere l’origine di quel fenomeno, avrebbe seguito ciò che quella voce gli suggeriva solo se ci fosse stata una terza occasione.

Forse era il suo angelo custode o qualche misterioso potere della mente, ma grazie a quella decisione si evitò seri guai e, addirittura, riuscì a guadagnare una somma considerevole in un tempo straordinariamente breve.

A quel punto decise addirittura di anticipare le nozze con Patrizia.

Ma quella voce tornò una terza volta e, per la sua disperazione, lo mise di nuovo in guardia dallo sposare quella donna.

Trascorsero molte notti insonni e giorni angosciosi, durante i quali vagava come un’anima in pena, cercando di trovare il coraggio di assumere la decisione più difficile della sua vita: niente matrimonio! Era giunto il momento di lasciarsi.

Sia lui, sia le persone che gli volevano bene continuarono a chiedersi che cosa gli fosse successo.

Per molto tempo fu tormentato dai dubbi. Dopotutto, aveva posto fine alla sua relazione, anche se, in quel momento, era felice e perdutamente innamorato.

Ogni notte di solitudine riviveva i ricordi dei momenti felici e più di una volta fu tentato di correre al mattino dal fioraio e poi presentarsi da lei con i fiori in mano e implorarla in ginocchio di perdonarlo e ricominciare tutto da capo.

Più di una volta arrivò perfino a osservarla di nascosto, chiedendosi se non stesse impazzendo. Del resto, chi, nella sua situazione, avrebbe distrutto la propria vita infliggendo a entrambi una sofferenza tanto grande?

Passarono molti mesi e si innamorò un’altra volta. Ma, stavolta, non ebbe affatto la sensazione di conoscere da sempre la donna che aveva conquistato il suo cuore. Per lui era una perfetta sconosciuta, una donna che lo attirava per l’alone di mistero che pareva avvolgerla.

Dopo i primi appuntamenti, decise comunque di ascoltare la voce dell’intuizione. Ma questa volta, restò in silenzio. Perché anche per il morente quella donna era una perfetta sconosciuta, una persona che nella sua vita lui non aveva mai incontrato. Eppure, il cervello ormai prossimo a spegnersi non ne era consapevole e accolse quel cambiamento come la naturale prosecuzione della sua vita, quasi stesse ricevendo una trasmissione proveniente dal suo mondo.

Colui che viveva in quelle allucinazioni scambiate per ricordi, dopo due anni di relazione felice decise di sposare la sua nuova compagna.

Lo fece senza sapere che, scegliendo una strada diversa da quella impressa nei ricordi del morente, sarebbe andato incontro a un destino ancora più doloroso.

Da quel momento, su una strada diversa, la cosiddetta voce dell’intuizione tacque per sempre.

Ormai tutto era cambiato e nulla coincideva più con i ricordi del morente.

La sua controparte vivente attraversò un’esistenza che non avrebbe mai desiderato: triste, colma di affanni e disgrazie, finché giunse finalmente anche lui al termine della propria vita.


Moriva, e il suo cervello ormai prossimo a spegnersi proiettava i ricordi di un’intera vita.

Ma… colui che viveva in quei ricordi era convinto di essere ancora vivo.

La nascita, per lui, era stata un’esperienza assolutamente reale. Non immaginava di esistere soltanto nella memoria di un uomo che stava ormai uscendo dalla scena della vita.

Per lui, quei pochi minuti durante i quali il cervello del morente ripercorreva a velocità vertiginosa gli avvenimenti del passato costituivano un’esistenza in realtà durata decenni.

Rimaneva però una domanda: era soltanto un’allucinazione, un ricordo, oppure lui era un essere umano reale, nel quale dimorava la sua stessa anima, già morto molte volte… o forse addirittura un numero infinito di volte?

E se fosse stato un Dio annoiato, desideroso di sperimentare tutte le possibili varianti della medesima vita?…

 

Titolo originale Niekończąca się historia II, © 2026 by Krzysztof T. Dąbrowski
Supporto alla traduzione by Julia Mraczny © 2026
Adattamento in italiano Firanco Giambalvo © 2026
L’immagine di copertina è una interpretazione grafica di ChatGPT

Christopher T. Dabrowski
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è uno scrittore e sceneggiatore polacco. I suoi libri sono stati pubblicati in Polonia, Stati Uniti, Spagna e Germania. Le sue storie sono state pubblicate in molti paesi. Gli piace collaborare con registi e fumettisti - è specializzato in Drabble scritti in polacco, ma facilmente adattabili a qualsiasi lingua.