L'equazione di ElsaL’equazione di Elsa è un poderoso romanzo (364 pagine) scritto da Davide Formenti, che esplora l’Intelligenza Artificiale, in un modo piuttosto originale.

Sottotitolo I racconti della G.I.N.A. Ha un significato Davide?

Risp.: Certamente, G.I.N.A. è l’acronimo di Guida Inferenziale per la Nevrosi Aziendale. Si tratta di una I.A. sciente introdotta per la prima volta nel mio romanzo di esordio Ricavato dal Pieno. La sua funzione era quella di sovraintendere al mantenimento dello stress aziendale a un livello accettabile o quanto meno tale da evitare che i dipendenti avessero pulsioni omicide a fronte di ritmi lavorativi particolarmente intensi. In questo nuovo romanzo ho voluto renderle omaggio raccontandone le origini: il neurone orgoquantico a latenza casuale.

E infatti, di Davide avevamo già letto e presentato nel 2021 il suo primo romanzo, Ricavato dal pieno e in quella occasione eravamo stati sorpresi dall’originalità del testo, che era sì di fantascienza, ma (cosa rara) anche molto divertente e divertito.

Confesso che ero molto curioso di vedere l’Autore all’opera con la sua seconda scrittura e devo dire che qui si tratta di qualcosa molto differente dal primo lavoro.

Davide Formenti, all’inizio, ha conservato un breve passaggio in cui ripercorre alcuni degli stilemi sperimentati con Ricavato dal Pieno, per poi abbandonare del tutto quel tipo di proposta e avviarsi verso un curioso tipo di divulgazione scientifica, fatta in forma di romanzo.

Seguendo la carriera di Davide abbiamo notato più volte i suoi interessi per la divulgazione e in questo caso lo fa in maniera decisamente sottile: spiega cose complicate senza che il lettore in genere, se ne accorga! Come capiremo solo alla fine. Il personaggio principale del romanzo è l’Intelligenza Artificiale.

Una scienziata, Chiara Stackler, un po’ ferrarese (come Davide), ma anche molto altoatesina per qualche ragione che dal romanzo non ci è dato a capire… Perché questa scienziata è ferrarese e altoatesina?

Risp.: Per la precisione è di madre ferrarese e padre austriaco (Tirolo). Per diversi anni mia moglie e io abbiamo trascorso le vacanze estive percorrendo in lungo e in largo l’Austria, finché il nostro cuore è stato rapito da un ameno paesello del Tirolo che si affaccia su un lago stupendo: Pertisau am Achensee. Qui ho conosciuto la vera frau Helga e ciò che descrivo nel capitolo ottavo è frutto delle passeggiate nei boschi e nelle valli locali… sento ancora il profumo del pino mugo e dell’apfelstrudel con crema calda alla vaniglia!

Chiara Stackler è a capo di un arrembante gruppo di scienziati che intendono produrre una I.A. capace di auto coscienza. Si sa che questo è attualmente il grosso limite di tale scienza. Chiara ha una figlia, Elsa, che sarà da adesso in poi il secondo protagonista del romanzo. Anzi, in verità lo sarà il suo pupazzo, Ciuciomao, una specie di cane di pezza parlante che, in teoria, dovrebbe poter raccontare fiabe:

Elsa disse, «Una bella fiaba… Si, si… una delle tue fiabe!».

«Quale fiaba?» le chiese il giocattolo.

«Una fiaba, ne conosci tante… raccontamene una!».

Dopo una pausa di alcuni secondi, Ciuciomao sbatté le palpebre un po’ di volte e iniziò il racconto.

«C’era una volta una vedova che aveva due figlie bruttine … Le sorellastre…»

«Ciuciomao, uffa! Questa storia l’ho già sentita!».

Infatti, in principio Ciuciomao non è un granché come story teller!

In quel caso, noi siamo più interessati ai fiduciosi tentativi del gruppo di ricerca nel creare e far progredire un frattale a forma di broccolo romanesco che dovrebbe essere la base per sviluppare la loro Intelligenza Artificiale. Purtroppo, questo progettato broccolo improvvisamente si affloscia e apparentemente muore. Disperata Chiara vorrebbe fare esperimenti anche da casa, ma non ha i computer della ditta e allora prende un chip che aveva prodotto per prova e lo innesta nel cane-bambolotto Ciuciomao con cui vorrà interfacciarsi.

Qui c’è un passaggio che mi è stato poco chiaro Davide: senza nessun preavviso, né spiegazione, la scienziata si trasferisce una settimana, o più in Alto Adige. È all’inizio di un nuovo capitolo e come lettore sono stato un po’ disorientato.

Risp.: Chiara va a trovare la zia in Austria, non in Alto Adige. Lo stacco senza preavviso è voluto: Chiara è angosciata, il suo progetto sta andando a rotoli, non sa più cosa fare, cerca disperatamente l’aiuto del suo mentore che sembra scomparso nel nulla. È allora che decide di cambiare il proprio focus mentale estraniandosi dalla normalità quotidiana, spera di poter far leva sul suo pensiero laterale per arrivare a capo del mistero. Così decide all’improvviso di concedersi una pausa con la figlia, gli stessi colleghi rimangono stupidi dalla sua azione come riportato all’inizio del nono capitolo.

Ah, molto bene. Allora in Austria. Ad ogni modo, ecco che Ciuciomao improvvisamente sa molto bene come raccontare le sue fiabe. Elsa se ne accorge subito, ma non le pare strano: il giocattolo doveva raccontare fiabe e finalmente le racconta!

Chiara e compagnia ci impiegheranno un po’ di più a rendersene conto: adulti sempre troppo distratti dalla realtà per accorgersi di cosa sta facendo una bambina e con lei l’intero Universo. Non sanno che faccia abbia una Intelligenza Artificiale funzionante.

Da ora in poi, seguiamo diverse favole di Ciuciomao: in principio le più semplici, fino all’ultima decisamente molto articolata, molto fantascientifica in un crescendo di interesse da parte del lettore.

Risp.: In effetti l’ultima storia è un romanzo nel romanzo, non riuscivo a staccarmi dai personaggi e dalle loro vicissitudini. Singolare è il modo in cui è nata questa storia: mi sono improvvisato Ciuciomao! Ho chiesto a un bambino (Samuel) – che in passato aveva partecipato ai miei moduli di divulgazione scientifica – di indicarmi tre elementi su cui avrebbe voluto ascoltare una storia e… magia, è nato la fantastica avventura di Elia, Talete e Antoine ai piedi dell’Everest.

Quindi, è solo nell’ultimo capitolo che il vero significato delle cosiddette favole sarà spiegato al lettore. E il lettore, in genere, non si sarà nemmeno reso conto di aver assistito a una dotta spiegazione di alcuni problemi relativi alla fisica.

Risp.: corretto, nell’ultimo paradossale dialogo tra l’umano e l’I.A. si scoprirà quale incredibile viaggio ha fatto il lettore nel mondo della scienza. Ci tengo a precisare che, per quanto possa essere bizzarra la mia interpretazione della fantascienza, ho deciso di seguire il filone della Hard SF, ossia della fantascienza tecnologica: le mie storie partono sempre da base tecnico-scientifica plausibile.

Equazione di ElsaHai proprio ragione, Davide. Ma una hard SF di genere comunque diverso, direi. senti, una curiosità, per dimostrarti che del tuo libro ho letto proprio tutto! Nella pagina finale dei ringraziamenti a un certo punto dici: “Grazie a Gaia Manelli (9 anni) e Giorgia Talassi (10 anni) per le illustrazioni della ‘Scuola delle Stelle’ e delle preziose mappe stellari di Bob e Alice per il rientro a casa.” Non ricordo di aver visto nulla di tutto questo.

Risp.: Già! Questo mi dispiace. Le bimbe mi hanno fatto dei disegni, ma l’editore non ha accettato di pubblicarle. Visto che ci siamo te ne mando almeno una…

E quindi, per concludere, non mi resta da dire che chi volesse provare una nuova specie di letteratura fantascientifica non potrà far a meno di leggere questa Equazione di Elsa e mi piace ringraziare Davide Formenti per averci fornito questa bella lezione.

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nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.

nasce a Bondeno (FE) l’8 giugno 1966. Già in giovane età ha dimostrato uno spiccato interesse per il mondo della scienza lanciando, tra l'altro, il suo primo razzo autocostruito. Nel 1992 ha conseguito la Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Bologna. Nel 1999 collabora con un’azienda come Responsabile della Ricerca e Sviluppo. Da sempre amante della montagna, dal 2019 pratica arrampicata sportiva sotto il vigile occhio della moglie Rosalia.