A soli 65 anni muore Sergio Altieri. Non lo conoscevo personalmente, ma naturalmente sapevo chi fosse. Sapevo per esempio che aveva tradotto in italiano i libri di Martin, che ormai tutti conosciamo come “Il Trono di Spade,” anche se la sua opera importante è stata quella di gestire moltissime cose nella letteratura firmata Mondadori e non solo. Ho chiesto ad Antonio Bellomi di scrivere un suo personale ricordo ed è uscita questa commossa dedica.

F.G.

 

Da Wikipedia:

Accanto all’attività di scrittore Altieri porta avanti quella di traduttore. Nel corso degli anni traduce importanti autori quali Andy McNab (di cui traduce l’autobiografia), David Robbins, Stuart Woods; traduce anche i primi due volumi del Preludio a Dune scritti da Brian Herbert e Kevin J. Anderson, le Cronache del ghiaccio e del fuoco, la saga fantasy di George R. R. Martin; per i Meridiani Mondadori ha tradotto i racconti di Raymond Chandler e i romanzi di Dashiell Hammett. Ha recentemente curato e tradotto per Feltrinelli un’antologia di racconti di H.P. Lovecraft.

Ci ha lasciati improvvisamente il grande Sergio, che si firmava Alan D. Altieri. Per notizie sulla sua attività e le sue opere, basta cercare su Wikipedia. Inutile ripetersi qui.

Ma voglio parlarvi di Sergio come uomo. Persona gentilissima, sempre disponibile, pronto ad aiutare tutti, che mai si è montato la testa né come scrittore né come direttore delle narrative d’evasione della Mondadori. Ci eravamo conosciuti di sfuggita appunto in Mondadori, poi quando ha assunto la direzione delle collane di gialli, fantascienza etc. gli ho telefonato aspettandomi di sentirmi rispondere con un sussiegoso “Bellomi chi?” e invece ha accolto la mia telefonata con entusiasmo, esprimendomi tutta la sua simpatia e considerazione per la mia attività. Una lieta sorpresa e subito ci siamo incontrati e mi ha acquistato all’istante alcuni racconti per il Giallo Mondadori. In seguito mi ha chiesto anche un racconto horror per non so quale collana, ma ho declinato, perché l’horror non è nelle mie corde.

Ma la gentilezza dell’uomo l’ho vista chiaramente un giorno in mensa alla Mondadori, quando a una ragazza si è rovesciato il vassoio sul pavimento e lui è stato l’unico, non i di lei colleghi, ad accorrere con tovagliolini per aiutarla a ripulire. Lui, il mega direttore.

Ci siamo rivisti in seguito a pranzo alcune volte dopo che aveva lasciato la direzione ed è sempre stato un piacere trovarmi con lui, ascoltando i suoi consigli. Poi un giorno mi aveva richiesto di ripubblicare in e-book il mio Impero dei Mizar per una nuova sigla editoriale, che sfortunatamente era solo un tentativo di truffa, sventato fortunatamente in tempo.

Quando gli ho chiesto se aveva molti contatti ancora coi suoi vecchi autori, mi ha risposto, “pochissimi”, non interessava più e chi prima lo tempestava quotidianamente per vedersi pubblicato qualcosa si era eclissato. Tipico. Come era successo a Giordano Bruno Guerri, il cui telefono rovente si è di colpo ammutolito dopo un cambio direttoriale in Mondadori.

Ultimamente ci siamo visti più raramente, lui presissimo col le sue traduzioni, i viaggi in USA, i problemi familiari, io con i miei problemi sanitari. Per fortuna che c’era il telefono e Internet.

Mi mancherai molto, Sergio, come mancherai a tutti i tuoi veri amici.

Grande abbraccio… Anzi, grande abrx, come scrivevi tu.

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