Dalla quarta di copertina di Urania 1544

A una settantina di chilometri da Milano sorge Picta, una cittadina non segnata sulle carte e che non dovrebbe neppure esistere (Picta muore). La sua popolazione, ignorata dagli atti ufficiali, è ridotta quasi a zero e vive rigorosamente segregata. Il mistero di Picta s’intreccia con la caccia a un nuovo, tremendo virus informatico scatenata dall’Interpol nonché da Gregorius Moffa, lo spietato killer che è l’antieroe anche del secondo romanzo ospitato in questo volume (L’algoritmo bianco). Due storie di estrema tensione che si svolgono ciascuna nell’arco di dodici ore, dall’alba al tramonto e dal tramonto all’alba, per salvare una metropoli in pericolo. Ma soprattutto per salvare la pelle.

Torno su questo argomento, come promesso, per descrivere una delle mia molte manie quando decido di disegnare.
Si trattava di illustrare due romanzi brevi di Dario Tonani sul numero di Urania già citato. In quel periodo, come ho già detto altrove, mi chiedevano di costruire un disegno esemplificativo dell’intero romanzo. Intendo parlare del primo lavoro che ho affrontato con questo incarico.

I romanzi erano effettivamente due e decidevo dunque di produrre due disegni: ho rischiato di rimanere subito senza lavoro, perché si aspettavano  un unico elaborato che non li mettesse in difficoltà con la reimpaginazione del testo.

Ecco le due immagini in questione.

algoritmo_bianco Algoritmo Bianco pictamuore Picta muore

Già si intuisce osservando i due lavori accostati, quali possano essere le mie moltissime manie e follie per quel che riguarda il disegno. Per esempio, questo non è il caso, ma non sfuggirà a nessuno che accostando i due disegni, la parte bianca potrebbe benissimo delineare una nuova figura, o un vago profilo. Qui si tratta giusto di un caso di cui mi accorgo solo adesso, ma non è escluso che ne terrò conto per qualche prossima realizzazione.

Tuttavia, vi posso rivelare che di stranezze in questi due soggetti ce ne sono già parecchie.

Prima di tutto i moltissimi riferimenti a fatti e personaggi presenti nel testo.

Ad esempio si noti nell’immagine a sinistra (Algoritmo Bianco) la strisciolina di carta con su scritto il titolo di un romanzo di P.K. Dick (Follia per sette clan). Nel libro Tonani parla di Dick e per di più la carta in quel mondo è così preziosa che viene venduta solo in piccole strisce e se ne ricava una droga: la mia interpretazione perciò vede una strisciolina di carta con su scritto Clans of Alphane moon,  vale a dire il titolo originale di quello stesso romanzo che appare riprodotto lì accanto.

Poi ci sono le lettere misteriose incrociate (prima croce), che appaiono allo stesso modo nel libro e nel disegno risultano poste esattamente sopra la visione perpendicolare del Duomo di Milano, (seconda croce), a ricordare che il romanzo si svolge appunto a Milano.
La lumaca e la farfalla sono inchiodate da un ago, o da uno spillo e sono tutti elementi del racconto.

Così nell’altra illustrazione (Picta muore), dove il lettore attento noterà la pistola e la spada che si fondono nel caduceo, cioè nella medicina, tutti elementi importanti del libro.

Non ho intenzione di descrivere tutti i riferimenti, ché potrete trovarveli da soli leggendo il libro.

DarioTonani_insieme_1 DarioTonani_insieme_2 Tuttavia, nel caso crediate che questa serie di riferimenti ai racconti e ad elementi che li compongono sia tutto ciò che c’è da scoprire, allora vi dico che c’è ben altro: i due romanzi brevi, pur separati tra loro, in realtà potrebbero essere letti l’uno come il proseguimento dell’altro, oppure l’altro, come proseguimento dell’uno. Sono cioè intercambiabili.

Per questo motivo se prendete un foglio (Algoritmo) e lo accostate superiormente con l’altro (Picta) si genera una singola immagine consecutiva.

Analogamente, se prendete il foglio di Picta e lo accostate sopra a quello di Algoritmo, ecco apparire un nuovo disegno conseguente e bilanciato.

Non provate ad accostare i due fogli lateralmente, perché perdereste solo il vostro tempo: il testo di Tonani non prevedeva dimensioni “parallele.”