Queste Cronache risalgono all’inizio del 2018, quando mi è successo di presentare una serie di fantascienza scritta da John Scalzi.

Si tratta di The Old’s Man War, del 2005.

In Italia sono stati pubblicati con traduzione i primi tre libri e per quel che io capisco, in pratica non li conoscono in molti.

Come spiego nell’articolo di quasi tre anni fa, il mio interessamento alla serie, nasce da un Tweet di John, in cui dichiarava che: secondo me Old Man’s War è il migliore mio libro per cominciare: se vi dovesse piacere è probabile che vi piacerà qualsiasi altro mio romanzo. Se invece vi dovesse fare proprio schifo, allora credo che sarà meglio trovarvi un altro autore di fantascienza.

Al momento in cui scrivevo quel primo articolo avevo letto solo il primo romanzo della serie.

L’ho letto in inglese, per poi apprendere che esisteva una traduzione italiana del 2012, dalla Gargoyle, col titolo Morire per vivere. Orribile scelta del titolo!

Purtroppo non conosco affatto Gargoyle Editore, che avrebbe dovuto riprendere le pubblicazioni nel 2016, ma al momento il sito dedicato è del tutto vuoto.

A oggi non esiste la possibilità di acquisto di nessun libro di questa serie, pubblicata in italiano solo in versione cartacea.

Anche il secondo libro della serie, titolo originale The Ghost Brigades (2006), è stato tradotto e stampato da Gargoyle (Le brigate fantasma, 2013).

L’ultima notizia di traduzioni italiane della serie, è la pubblicazione nel 2014 del terzo libro, L’ultima colonia (The Last Colony, 2007).

La serie completa è composta da sei romanzi e quattro appendici, che John Scalzi ci dice essere dei chapbooks della lunghezza di un racconto.

Scalzi utilizza proprio questo termine antico (chapbook) libercolo, che suggerisce un carretto da libraio che passa per i paesi a vendere ballate.

I chapbooks sono stampati in versioni lusso, per motivi che francamente non ho indagato.

Nel mio primo articolo non ho spiegato granché della trama del primo libro, ma credo sia necessario dire qualcosa di più per apprezzare l’originalità della storia.

All’età di 75 anni è possibile fare domanda per essere inseriti in uno speciale e misterioso progetto statale: la vicenda si svolge ai nostri tempi, più o meno. Tecnologia come adesso da noi, niente di speciale.

L’anziano di cui il titolo, John Perry, è rimasto solo da diversi anni, avendo perso la moglie che ha amato per tutta la vita.

Il nostro ha voglia di ritirarsi. Interpretando forse l’iniziativa del Governo come una sorta di Casa di Riposo, decide di sfruttare questa strana, inesplorata opportunità.

Una volta presentatosi alla chiamata, scopre che si tratta invece di qualcosa di molto diverso: dovrà fare il soldato!

Scoprirà così che sono decenni che la Terra partecipa a viaggi spaziali mai dichiarati, né conosciuti al di fuori di una cerchia super ristretta.

Il “vecchio” verrà quindi riclonato, ringiovanito e riempito di sangue verde di origine vegetale, capace di sfruttare al meglio l’ossigeno e affrontare così le possibili condizioni impervie di certi pianeti.

Per questa presenza di sangue verde, la serie è anche conosciuta come Green Soldier Universe: l’Universo del Soldato Verde.

L’uomo viene artificialmente ringiovanito e inizialmente trascorre una vera vacanza in cui non subisce più i limiti fisici caratteristici della sua età. Anzi si sente bene, forte e sessualmente attivo.

Scoprirà a quel momento che pure i morti possono essere riclonati, anche se perderanno del tutto i ricordi del loro passato. Costoro saranno inseriti in un esercito parallelo, detto Brigata Fantasma.

È proprio durante una delle successive azioni di battaglia su un pianeta sconosciuto, che John avrà modo di scoprire una giovane versione di sua moglie, Jane Sagan, la quale ovviamente non lo riconosce.

Il secondo libro della serie non vede in azione John Perry, se non marginalmente, perché seguiamo invece le azioni della Brigata Fantasma, tra le cui file è immatricolata Jane Sagan.

Il romanzo a mio parere è una pallida versione del primo: noiosetto e poco interessante. Serve in pratica solo a introdurre Jane Sagan, che finirà per innamorarsi un’altra volta di John Perry, con cui potrà proseguire la saga nelle prossime puntate.

Solo il finale è decisamente scoppiettante e assistiamo alla sconfitta di un mostruoso scienziato, la cui giovane figliola, Zoe, farà parte della famiglia Perry – Sagan, già a partire dal romanzo successivo, nel ruolo di figlia adottiva.

Scopriamo che questi morti resuscitati sono mille volte più potenti dei soldati riclonati normali: una sorta di super eroi.

Ed eccoci dunque arrivati al terzo romanzo della serie, che è The Last Colony.

Si tratta di nuovo di uno straordinario romanzo. Quello stile che mi ha sempre fatto apprezzare John Scalzi.

Oggi sono scarsissimi i romanzi di avventura fantascientifica: coloni, viaggi spaziali, alieni pericolosi, umani spietati, mondi sconosciuti…

Altri Autori mi piacciono più di John Scalzi, tuttavia con lui mi diverto sempre.

Come dicevo è uno dei pochi che sia in grado di scrivere avventure stimolanti: belle trovate, dialoghi stringenti, personaggi ben delineati.

La scoperta di me stesso ragazzo!

I tre romanzi restanti non hanno al momento alcuna traduzione italiana, né per ciò che io so, alcun Editore. Si tratta di Zoe’s Tale (2008), The Human Division (2013) e finalmente The End of All Things (2015).

Li ho comperati tutti, tranne i chapbooks, per cui ne riparleremo dopo averli letti. O comunque in attesa dei vostri commenti.

Articolo scritto da