Emilio Salgari non è (lo confesso), mai stato uno scrittore tra i miei preferiti.

Fin da bambino mi piacevano le storie che allora chiamavo ‘di marziani’, o quelle che, con un termine a lungo pronunciato da me male, trattavano i Viaggi interplatenari.

Mia madre ebbe il coraggio di spiegarmi che si diceva ‘interplanetari solo quando avevo già otto o nove anni; ma fui convinto, per un bel po’, che certamente la vecchia genitrice si stesse sbagliando.

Poi, viste le mie preferenze, fui accontentato con un ”Ventimila leghe sotto i mari,” che all’epoca trovai prolisso, poco interessante e insomma deludente.

Mio padre, chissà perché, mi volle far leggere (non ricordo bene se) Sandokan, o La figlia di qualche corsaro, esperienza che ho del tutto dimenticato e che non ha lasciato nella mia mente alcuna buona notizia letteraria.

Da lì, la certezza che Emilio Salgari non mi piacesse né punto, né poco.

Come succede spesso con i classici, non mi sono più avvicinato né a Verne, né a Salgari, se non in età decisamente adulta.

Il mio giudizio su Verne, devo dire, non è molto cambiato rispetto a prima: trovo la sua prosa in genere pesante, se non in qualche romanzo. Ne individuo due che mi sono sempre molto piaciuti: I figli del Capitano Grant e L’Isola Misteriosa.

Tuttavia riconosco a Verne la originalità delle idee, la codifica di quella che poi sarà chiamata fantascienza, anche se disconosco la sua reputazione di grande scrittore. Ma questo è probabilmente un mio problema!

Allo stesso modo, in età decisamente anziana, ho provato a rivedere le cose scritte da Emilio Salgari.

Uno dei suoi romanzi è considerato a tutti gli effetti un’opera di fantascienza: Le meraviglie del duemila, in cui alcune persone si chiudono in un bunker e dormono per un secolo, risvegliandosi nell’anno duemila. Esattamente nel 2003.

Romanzo ingenuo, ovviamente, ma certo visionario.

Al momento buona parte dell’opera di Salgari mi risulta disponibile senza Copyright, essendo scaduti i termini temporali. Per cui il romanzo di cui sopra è disponibile gratuitamente in vari siti Internet.

Emilio Salgari: Sfida al PoloIgnorando per partito preso i vari Sandokan e le Figlie di qualche corsaro, mi è capitato di scoprire su Gutenberg.com un libro di avventure salgariane, che ben si sarebbe appaiato a quelli di Jules Verne: Una sfida al Polo.

Anche questo è un romanzo libero da qualsiasi Copyright, tra l’altro disponibile anche su LiberLiber.

Si tratta di una storia avventurosa: entrambe le segnalazioni fanno riferimento a un’edizione che presenta belle illustrazioni di Gennaro D’Amato (1857-1947).

Una Sfida assomiglia davvero molto a certe avventure di Jules Verne e non escluderei che Salgari abbia potuto leggere libri come Le avventure del capitano Hatteras.

Non dimentichiamo che nel 1862, quando Emilio Salgari nasceva a Verona, Verne aveva già 34 anni e stava scrivendo Viaggio al centro della Terra; altro libro disponibile senza Copyright.

Non c’entra nulla, ma mi piace notare che l’altro grande anticipatore di fantascienza, H. G. Wells, nasceva nel 1866 a Bromley, un quartiere di Londra; e in quell’anno, Verne aveva già addirittura pubblicato il suo Viaggio al centro della Terra.

Emilio Salgari: Sfida al Polo

lanciatevi alla conquista di quel cardine del mondo che è stato il sogno di tanti audaci…. (Cap. V).

Per cui è del tutto plausibile che Emilio Salgari si fosse ispirato a certi libri di Jules Verne, sia per Le meraviglie, che per La sfida.

Prima o poi (forse) mi deciderò a leggere Sandokan e La figlia di un corsaro qualsiasi, ma intanto devo dire che la lettura di questo libro ‘polare’ mi è sembrata piuttosto notevole.

È evidente l’atmosfera vittoriana con un pomposo aspetto moralistico, che credo fosse abbastanza insito nella letteratura del periodo.

La storia è quella di due uomini, Master Torpon e Gastone di Montcalm, che intendono sposare entrambi la fascinosa Ellen Perkins. Siamo nelle zone artiche e gli uomini sono degli esploratori e degli avventurieri. La donna dice che sposerà chi dei due per primo riuscirà a raggiungere il Polo, con gli scarsi mezzi disponibili all’epoca.

Ricordo personalmente che ancora durante la mia prima infanzia, si fremeva per esploratori che cercavano di raggiungere certe zone della Terra: per esempio, non si riuscì a conquistare la cima dell’Everest prima del 29 maggio 1953.

Allo stesso modo non si era del tutto smesso di discutere se davvero l’uomo fosse mai riuscito a raggiungere il Polo Nord.

Il 6 aprile 1909 Robert Peary aveva affermato di essere stata la prima persona ad avere raggiunto il Polo Nord, cosa che fu molto contestata: per molti anni nessuno vi si cimentò più.

Una sfida al Polo fu pubblicata proprio nel 1909, quando questo tipo di viaggio equivaleva quasi a raggiungere la Luna.

Impresa dunque fantastica, con la descrizione di avventure di fatto fantascientifiche. Pericolose e piene di meraviglie.

Nel romanzo di Salgari, Gastone di Montcalm raggiungerà infine il Polo, mentre Torpon morirà nell’impresa, il che scatena un rigurgito di disprezzo per la donna che ha spinto gli esploratori a quella terribile corsa.

Nel finale Gastone sentenzia: “Ebbene, Miss a quella vittoria alla quale era impegnata la vostra mano io vi rinuncio. Le donne che esigono vittime e che cercano di spingere degli uomini ad uccidersi in imprese arrischiate, non hanno mai fatto fortuna in Canada. Miss, cercatevi pure un marito tra i vostri compatrioti.”

Era un’epoca in cui dalle favole ai romanzi era obbligatorio postillare sempre con una morale.

Per concludere consiglierei ai lettori di seguire i libri di cui ho parlato e successivamente commentare qui di seguito.

Si tratta di grande letteratura e addirittura disponibile senza dover sborsare un centesimo.

Buona lettura.

 

 

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