Mondotempo è il titolo del romanzo di Tea C. Blanc, per Watson Edizioni, presentato all’ultimo festival Strani Mondi 2019 dove ha ottenuto un buon successo fin dalla presentazione.

Bella la copertina di Gaetano Carlucci, anche se assolutamente fuori argomento!

Tea C. Blanc è il nom de plume di una validissima giornalista e redattrice che conosciamo bene e abbiamo già avuto modo di apprezzare.

Pur non essendo troppo corposo per numero di pagine, Mondotempo, è comunque ricco di risvolti che cercheremo di descrivere.

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La vicenda si svolge parecchi secoli dopo il nostro tempo. Prima di questo periodo c’era stata una terribile situazione politica che aveva creato un disastro sia ecologico che sociale. Di questo disastro (il Grande Crollo), l’Autrice non ci dice molto e tutto resta un po’ sullo sfondo, come è giusto che sia.

Sappiamo solo che tutti i testi, i romanzi, gli articoli scritti in tempi precedenti a questo Grande Crollo, sono stati distrutti dalla controrivoluzione politica, anche se fortunatamente esistono scienziati in grado di ricavare tutto un intero libro, attraverso piccole parti archeologiche ritrovate in quel che resta della rete.

Qui inizia la storia di un piccolo gruppo di ricercatori archeo informatici, venuti in possesso di materiale antico prodotto in rete da una certa Biro Sonica, misteriosa hacker, che scrive con il preciso intento di distruggere la dittatura presente al suo tempo.

Il romanzo parte con l’intenzione di scoprire chi, o che cosa abbia posto fine al Grande Crollo. Gli esperti di archeo informatica preposti a tale ricerca, ritengono che possa essere stato proprio il volume scritto da Biro Sonica, però è necessario spiegare esattamente che cosa sia successo.

Il libro prosegue dunque con l’analisi di questi frammenti letterari e si svolge in due parti ben distinte.

Il primo riguarda una certa Laura che parte da Como per raggiungere un luogo misterioso nella città di Siracusa. Il viaggio è complesso e articolato,  perché durante il tragitto la donna incontra inquietanti personaggi che sono in grado di introdursi nei suoi sogni e carpirle i ricordi.

Questa a mio avviso è la parte più bella del libro. La scrittura mi ricorda in molti punti le migliori trovate di Franz Kafka, o la prosa asciutta e fantasiosa di Niccolò Ammaniti.

L’Autrice ci conduce attraverso scene dolci e nostalgiche o anche forti e drammatiche di violenze infantili, con un linguaggio di straordinario realismo sessuale, sempre senza alcun eccesso. Decisamente un buon esercizio di letteratura!

Terminata la clip del viaggio fantasioso e complicato, tutto l’interesse della storia si sposta poi sul gruppo di archeo informatica.

Anche qui all’Autrice piace giocare con i personaggi e di fatto i due giovani ricercatori Psaico e Tinia diventano protagonisti, scoprendo finalmente i sentimenti che li attraggono: pare strano, eppure in questo mondo futuro l’amore rimane sempre un mistero.

Finalmente gli scritti di Biro Sonica rivelano il suo segreto e quindi la misteriosa hacker spiega come sia riuscita a distruggere il Grande Crollo assieme al suo gruppo.

Tea qui ci fornisce alcune sue idee, non sempre condivisibili, che del resto dobbiamo accettare nell’ambito della storia.

Per esempio, la controrivoluzione ha il suo apice nel momento in cui il Governo afferma che non è bene scrivere in corsivo, perché è un metodo puramente estetico e quindi inutile. Infine le leggi ammetteranno solo testi elettronici e controllabili. Solo denaro informatico: dobbiamo dire che anche noi non ne siamo lontani!

Di fronte a queste prepotenze Biro Sonica e compagnia decidono di nascondersi in un luogo introvabile, ma nel frammento che Psaico e Tinia stanno decifrando sono nascoste tutte le indicazioni per ritrovare il posto.

Mentre la prima parte ha un’aura di piacevole mistero e personaggi splendidi, la seconda parte è più fantastica. Lo svolgimento porterà i lettori a una conoscenza completa del mistero, sicché tutti saranno contenti, con un finale rocambolesco e pieno di magia.

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Tea mi segnala: “il romanzo è anche uno sviluppo narrativo di una particolare filosofia di Steiner” ….. forse mi era sfuggito ?

Le ho risposto che può essere vero, ma non credo che tale spunto possa essere rilevato da un qualunque lettore medio, quale anche io mi ritengo!

Però questo libro vale assolutamente la pena di leggerlo. Inoltre la prima parte è particolarmente gradevole e ben scritta: personaggi a tutto tondo, un profumo di autobiografia forse inesistente, ma decisamente realistica che ci piace prendere in considerazione.

Se alcuni racconti ti fanno pensare ad un film, in questo caso ci vedrei bene una commedia teatrale: per la ricchezza delle descrizioni umane, i dialoghi e i sogni.

Bravissima Tea C. Blanc!