Qualche tempo fa, esattamente il 12 maggio 2022, avevamo affrontato l’argomento relativo alla serie televisiva Flashforwards, tratta da un famoso romanzo di Robert J. Sawyer. Ci eravamo lasciati con molte domande e con la mia promessa di voler sentire Robert, per capire meglio alcuni misteri.

Uno dei maggiori tormenti dopo aver assistito alla serie televisiva Flasforward era stato notare la notevole differenza tra la storia raccontata nello show televisivo e quella del romanzo di Robert J. Sawyer.

Ma le due realizzazioni sono del medesimo autore?

Che dici Rob? Hai davvero collaborato alla serie TV?

flashforward e dintorni: Brennon & DavidCertamente sì!  E, devo dire, che ho anche firmato tutti i cambiamenti che si sono visti.  Mi sono incontrato faccia a faccia con David S. Goyer e Brannon Braga prima ancora di concedere la licenza per i diritti televisivi alla ABC: i due erano lì per scrivere il pilot e hanno definito da subito le modifiche che a loro avviso erano necessarie.

Prima di tutto, hanno detto, gli americani non avrebbero mai guardato una serie TV ambientata in Europa, come era nel mio romanzo, per cui hanno voluto trasferire la storia a Los Angeles; che è comunque dove sarebbe stata girata la serie.

In secondo luogo, hanno poi anche detto, gli americani non avrebbero guardato una serie TV che avesse degli scienziati come personaggi principali e quindi si dovevano aggiungere degli agenti dell’FBI.

In terzo luogo, hanno infine detto, la TV americana era tutta incentrata su persone belle e in particolare su giovani bellissimi, e quindi se il flashorwards fosse avvenuto ventun anni nel futuro, come nel mio romanzo, sarebbe stata un’idea fallimentare, perché i personaggi sullo schermo avrebbero dovuto essere interpretati per gran parte della storia da dei vecchi.

Col senno di poi, ovviamente, penso che tutte queste cose fossero sbagliate, ma come ho detto spesso, se mai dovessi scrivere un libro sulla realizzazione della serie TV FlashForward lo intitolerei All’epoca sembrava una buona idea.

E per quanto riguarda il mio ruolo nella produzione durante le riprese, sono stato consulente di ogni episodio, ho trascorso parecchio tempo nell’ufficio degli sceneggiatori e ho scritto per mio conto uno degli episodi.

Permettimi di spiegare un po’ quali siano stati i miei problemi…

La serie televisiva (per lo meno in Italia) ha lasciato quasi tutti insoddisfatti.

Sono venti, o più episodi, con uno spunto davvero invitante. Era stata presentata come qualcosa che avrebbe superato il grande successo di Lost, ma alla fine le critiche sono state abbastanza identiche, con critici che raggiungevano notevoli punte di delusioni.

Scrive Marcello Aguidara su Nocturno:

La serie si sviluppa così in due direzioni: da una parte nell’impianto propriamente poliziesco e di indagine, con Benford pronto a cercare di rivelare, partendo dagli indizi raccolti nel futuro, una misteriosa organizzazione colpevole del blackout che, però, non si sa dove voglia andare a parare. Si specifichi subito che tale impianto riesce poco a coinvolgere, sia perché ogni puntata presenta un nuovo villain e quindi alla fine non si capisce mai chi sia a capo di tutto: se il fisico Simon Campos, l’autodefinitosi “cattivo della storia” Flosso, il folle visionario Dyson Frost o il pulito Hellinger; sia perché molte risoluzioni presentano degli elementi così inverosimili e appiccicati da stonare persino in una serie di fantascienza.

In pratica la serie televisiva dà molto spazio al mistero su chi, abbia generato il flashforward. Devo confessarti che questo semplice fatto ha molto spiazzato anche me.

Avevo già letto il romanzo e sapevo benissimo chi fosse stato a generare il flashforward in quella occasione, ma nella serie ero lì, in attesa di conoscere la soluzione a questo nuovo mistero. Chi aveva generato il flashforward?. Come? Perché?

Nel mio articolo (citato all’inizio) avevo già fatto notare le differenze temporali, molto vistose, tra romanzo e storia TV. Oltre a tutta una serie di stranezze rimaste senza risposta. Qualcosa di simile pare notare anche Giusy Marzocca, in Hall of Series:

[Nel romanzo] lo scrittore desiderava solo concentrarsi sul balzo temporale, grazie a cui i protagonisti potevano vedere il futuro, di ben venti anni. Tuttavia, nella serie creata e prodotta, rispettivamente, da David S. Goyer e Marc Guggenheim qualcosina cambia. Il balzo in avanti è di soli sei mesi e non accade per l’effetto imprevisto di un esperimento ma grazie a un preciso complotto […] L’ultimo episodio inserisce una serie di cliffhanger (un espediente narrativo che conclude un blocco con un colpo di scena) che avrebbero dovuto introdurre la stagione successiva.

E purtroppo, la serie è stata cancellata e non sappiamo nulla di questo preciso complotto.

Inutile dire che esistono commentatori molto critici su tale argomento.

Rob, recentemente, hai rivelato una interessante possibilità che volevi introdurre nel capitolo 19 della serie televisiva, come ho scritto nell’articolo che ho pubblicato il 12 maggio 2022 e che ho già segnalato. Si tratta del fatto che il personaggio Dyson Frost, a un certo momento si fa chiamare D. Gibbons.

La domanda è semplice e allo stesso tempo molto complessa: hai idea della trama immaginata per la seconda stagione? Chi ha fatto il Falshforward? Che tipo di cospirazione era? E, in definitiva, chi è stato?

La triste verità è che non lo sa nessuno.  Lo stavano inventando mentre si scriveva. Lo stesso si deve dire di Lost… A proposito; l’ufficio dove lo scrivevano era proprio accanto al nostro. Ecco perché anche il loro finale è stato orribile: semplicemente non esisteva una visione completa.

L’errore più grande, a mio modesto parere, è stato aggiungere l’elemento cospirazione nella Serie TV.  Come ho detto all’epoca, tutte le cospirazioni sono intercambiabili: le puoi mettere e togliere in qualsiasi programma senza modifiche.  In effetti, hai detto di Dyson Frost conosciuto anche come D. Gibbons. In Flashforward è stato interpretato da Michael Massee, che aveva già interpretato un genio del male nella serie TV americana 24, e se tu andassi a confrontare le clip delle scene che interpreta nelle due serie, non potresti dire con certezza da quale serie provenga una o l’altra clip. È stato un errore enorme concentrarsi su Chi abbia causato il flashforward, piuttosto che su Cosa questo abbia provocato alle persone.

Vabbè: visto ciò che è successo nella serie TV, secondo te, chi è stato il responsabile del flashforward televisivo?

Sei stato molto diretto in questa domanda, per cui permettimi di esserlo pure io: non me ne frega un cazzo. Non mi è mai importato della trama della cospirazione. È stata mal concepita fin dall’inizio.

Noi che abbiamo letto il libro sappiamo che una cosa importante nell’idea originale era il fatto che il futuro non è immutabile. Anche se gli scienziati del romanzo non lo credano.

Nella serie il personaggio Demetri Noh, qui orientale, lo stesso che nel libro si chiama Theo Procopides ed è greco, dovrebbe essere uno di quelli che fornirà la prova del futuro variabile. Ritengo addirittura che questo sia un punto importante nell’idea del romanzo. Ecco, nella serie questa parte è piuttosto ignorata. Che mi dici?

Hai ragione. Abbiamo cambiato molti, troppi responsabili operativi. Sia chiaro, come persone mi piacevano tutti, ma questo turbinio di responsabili significava alla fine che non c’era una visione generale. Prima c’erano stati Dave e Brannon, poi Marc, poi Dave da solo, poi l’ex moglie di Dave! Insomma, accidenti! Il romanzo Flashforward è stato, naturalmente, il prodotto di una mente sola – la mia! – e quando lo leggi capisci che c’è un ritmo molto attento e coerente dall’inizio alla fine. Questo perché io, naturalmente, ho dovuto scriverlo tutto prima che il pubblico lo potesse leggere, e mi sono potuto permettere il lusso di tornare indietro e coccolare molte volte il manoscritto prima della pubblicazione – bozza dopo bozza, dopo bozza – perché fosse fatto bene. Invece, come ho detto, la serie TV era scritta man mano che si andava avanti. Non si può dire che nessuno avesse delle risposte alle domande che hai fatto; è piuttosto che i responsabili cambiavano da una settimana all’altra.

Per esempio, la bacheca degli indizi nell’ufficio dell’agente FBI Benford, non era altro che un mix di oggetti che secondo noi stavano bene assieme, scelti praticamente a caso; e gli sceneggiatori si dovevano inventare il motivo per cui ogni oggetto fosse significativo man mano che la serie andava avanti. Come ho scritto a Dave il 19 novembre 2009: “Ecco uno spunto: il settimo anello QED in possesso di Mark nell’episodio 2  è nascosto nella base del pezzo di scacchi della regina bianca di D. Gibbons.  Il 29 aprile 2010, Mark se ne rende conto svitando la base dalla regina (che si trova in un sacchetto di prove sulla tavola mosaico), e la lascia cadere nel palmo della mano. :)”

Ma non fraintendermi: tutte le persone che hanno lavorato a Flashforward TV erano in genere gente fantastica: il cast e la troupe, gli sceneggiatori e i produttori.  Erano gentili, generosi, intelligenti e creativi e stavano sinceramente facendo del loro meglio per realizzare un prodotto di qualità.  Mi è piaciuto moltissimo lavorare con loro e molti di quelli coinvolti nel progetto, oggi sono tra i miei amici.  Ma, sì, sarebbe stato molto meglio se si fossero ispirati più d’appresso al mio libro!

Grazie, Rob. Nel tuo campo sei sempre il migliore; anche come essere umano. Seguiamo con grande aspettativa la tua prossima produzione di cui abbiamo già dato qualche anticipazione riportando quelle stesse informazioni che hai già pubblicato sul tuo Sito Web.

Grazie e a presto.

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nato nel 1944, non ha tempo di sentire i brividi degli ultimi fuochi della grande guerra. Ma di lì a poco, all'età di otto anni sarà "La Guerra dei Mondi" di Byron Haskin che nel 1953 lo conquisterà per sempre alla fantascienza. Subito dopo e fino a oggi, ha scritto il romanzo "Nuove Vie per le Indie" e moltissimi racconti.

nato a Ottawa, 29 aprile 1960 è uno scrittore di fantascienza canadese. Si definisce un autore di fantascienza hard, ma di fatto il suo interesse per la caratterizzazione e la psicologia dei personaggi è molto superiore a quello tipico di tale filone. Le sue opere hanno spesso connotazioni metafisiche.