Universum di Giorgio Costa: impressioni di lettura

Ttitolo: Universum Cronache dei pianeti ribelli
Autore: Giorgio Costa
Editore: Mondadori

 

Oggi la fantascienza italiana è molto orientata verso storie distopiche, che promettono  futuri e universi dove nessuno vorrebbe vivere, e ucronie più o meno fantasiose, spesso costruite su scenari anch’essi distopici.

In altri casi si possono osservare (o assaporare) grandi sforzi letterari – realizzati con opere quasi prive di una trama – rivolti più all’analisi sociale, antropologica e all’esternazione filosofica, che al desiderio di raccontare una storia capace di far sognare e di sorprendere il lettore, trasportandolo per qualche ora in luoghi lontani e in avventure da mozzare il fiato.

Ecco perché Universum di Giorgio Costa mi è apparso come una supernova sullo sfondo nero del vuoto spaziale.

L’autore, con questa sua incredibile opera prima, ci propone una vera e propria Space Opera, collocata in tempi e luoghi indefiniti e decisamente degna dei grandi maestri del genere.

Il grande Impero di Universum è percorso da astronavi in stile “steampunk”, capaci di seguire le rotte della trascendenza che conducono agli invisibili varchi interdimensionali.

Si tratta di tecnologie le cui origini si perdono nella notte dei tempi, tramandate di generazione in generazione all’interno del culto religioso dello xantysmo.

È stato infatti un Dio dalle sembianze umane, Xanty, a giungere sul pianeta Kalimna (capitale dell’Impero) e a donare il segreto del viaggio interstellare.

Come in Dune i navigatori del terzo stadio, usando la Spezia (il Melange), riescono a piegare il tempo e lo spazio, così i coraggiosi comandanti di astronave di Universum imparano a usare il Fulmine di Xanty alimentato dal Virilio, la rara pietra nera donata dal Dio viaggiatore,  per seguire i misteriosi sentieri cosmici della trascendenza e a spostarsi tra i sessantacinque pianeti racchiusi nei confini dell’Impero.

L’equilibrata mescolanza tra scienza, tecnologia e religione insaporisce il romanzo con quel pizzico di esoterismo e misticismo che rende tutto più affascinante e misterioso.

Le molte razze, più o meno umanoidi, che popolano i sessantacinque mondi dell’Impero, completano la ricchezza del rigoglioso e complesso universo inventato da Giorgio Costa e da lui magistralmente descritto.

La storia inizia con la violenta presa del potere da parte di un gruppo di potenti monaci guerrieri, fanatici detentori di antiche discipline e oscuri segreti, che negli anni impongono una crudele tirannia all’interno del decadente Impero, afflitto dalla sempre più grave carenza di Virilio attivo.

Un gruppo di amici e di membri dell’immancabile resistenza dovrà combattere contro il tiranno e trovare una nuova via per salvare l’Impero dall’implosione che ne segnerebbe la fine.

Il romanzo si sviluppa in modo fluido e avvincente tra le storie dei suoi personaggi, verso i quali è facile provare grande empatia, e le loro avventure tra viaggi, esplorazioni, intrighi politici e grandi battaglie.

In questo libro di puro intrattenimento, che potrebbe essere il primo di una saga dal sapore vagamente salgariano e “JackVanceano”, troviamo davvero “tanta roba”: fantasia a tonnellate, citazioni e riferimenti più o meno palesi, suspence, personaggi da odiare e da amare, mondi strani e sistemi sociali sorprendenti.

Il romanzo, denso di quel “sense of wonder” ormai così raro, è scritto con uno stile fluente e immediato, con un equilibrato utilizzo dello “show don’t tell” e corredato, alla fine, di un breve glossario esplicativo.

Leggere Universum mi ha fatto volare sulle ali della fantasia, facendomi tornare per un po’ quel bambino sognatore che sono sempre stato, con la testa perennemente tra le nuvole… anzi, tra le stelle.

© Ezio Amadini: 14/05/2020