Piranesi (Giovanni Battista) è stato un italiano incisore, architetto e teorico dell’architettura. Le sue “Carceri d’invenzione” sono sedici tavole che rappresentano un misterioso labirinto e su questa base inizia appunto il bel libro di Susanna Clarke. Già autrice dello splendido romanzo Jonathan Strange e il signor Norrell, che ha vinto il premio Hugo nel 2005 e che a mio avviso rappresenta un assoluto capolavoro del fantastico inteso in senso molto ampio, non essendo un fantasy.

La parte iniziale di Piranesi può generare un po’ di confusione nel lettore non attento: in questo romanzo Piranesi è un giovane uomo di 30, o 35 anni che abita una casa-mondo davvero strana e per noi incomprensibile: è formata da migliaia di Saloni (Halls), attenzione non stanze (rooms) popolate da milioni di grandi statue di marmo e diverse scalinate.

Nella parte bassa della casa ci sono le maree: Piranesi ci va solo per trovare nutrimento, pescando i suoi pesci. Nella parte mediana è possibile abitare, mentre la parte alta è il regno delle nuvole e delle tempeste.

Abbiamo preso a prestito poche parole della bella traduzione di Donatella Rizzati, che ci sembra sempre all’altezza, in modo da riportare alcuni passi:

Sono deciso a esplorare tutto il Mondo che mi sarà possibile finché sono in vita. A questo scopo, ho viaggiato verso ovest fino al Novecentosessantesimo Salone, verso nord fino all’Ottocentonovantesimo Salone e verso sud fino al Settecentosessantottesimo Salone. Mi sono arrampicato fino ai Saloni Superiori dove le Nuvole si spostano in una lenta processione e le Statue appaiono all’improvviso dalla Nebbia.

[…]

Da quando il Mondo ha avuto inizio, si sa per certo che sono esistite quindici persone. Probabilmente di più, ma io sono uno scienziato e devo procedere in base alle prove. Dei quindici la cui esistenza è verificabile, soltanto Io e l’Altro siamo in vita.

Dunque, solo due persone sono vive e i tredici che mancano alla conta sono tutti morti e Piranesi li enumera con grande cura, anche se di nessuno conosce il vero nome:

Il terzo abitante è l’Uomo Scatola-di-Biscotti, detto così perché le ossa più o meno della medesima misura sono state raccolte e legate con una cordicella fatta di alghe intrecciate, mentre a destra è stata collocata la testa, a sinistra una scatola di biscotti che contiene tutte le ossa piccole.

Il quarto personaggio è la Persona Nascosta, detta così perché il suo scheletro è rimasto incuneato in uno stretto spazio fra un Plinto e la Parete e si tratta, in verità, di uno scheletro molto malridotto.

Le persone dalla quinta alla quattordicesima sono le Persone dell’Alcova, scheletri allineati con precisione sopra a un Plinto Vuoto nell’Alcova Più a Nord del Quattordicesimo Salone Sud-Occidentale.

La Quindicesima Persona è l’Infante Ripiegato,  probabilmente lo scheletro di una bambina di sette anni: ha le ginocchia strette alle braccia e ripiegate sotto il mento, la testa china e una collana di corallo e spine di pesce.

Per un bel po’ l’Autrice va avanti esplorando la Casa mentre Piranesi parla con l’Altro, un uomo più anziano che afferma voler cercare una “Grande e Segreta Conoscenza che, una volta scoperta, ci garantirà un enorme potere.”

Questo è quanto succede più o meno fino a metà libro.

Fin qui ho avuto la sensazione che si trattasse di una storia sullo stile del Deserto dei Tartari. Un bellissimo romanzo, un po’ magico e un po’ sognante, con protagonista un paese che non esiste.

Ma non è così!

A metà romanzo tutto cambia.

Tutto precipita.

Tutto diventa un’altra storia.

Ovviamente non posso assolutamente togliere al lettore la sorpresa e posso garantire che vale davvero la pena leggere fino in fondo questo straordinario romanzo di Susanna Clarke.

Al momento abbiamo esplorato su queste pagine tre libri tra quelli che potrebbero vincere il Premio Hugo: The Relentless Moon di Mary Robinette Kowal, Network Effect 5 di Martha Wells e questo Piranesi di Susanna Clarke.

Fra i tre, il mio personalissimo parere è che questo romanzo sia decisamente la migliore offerta possibile.

Il prossimo giovedì pubblicheremo anche la recensione scritta da un nuovo collaboratore che si firma Pianeta di Libri e ci parlerà di Harrow la Nona di Tamsyn Muir.

Chi avesse letto i due titoli rimanenti, cioè Black Sun di Rebecca Roanhorse e The City We Became di N.K. Jemisin e volesse darci una mano è invitata / invitato a inviare la propria recensione a franco@nuove-vie.it.

Grazie.

 

 

Piranesi, Carceri d'invenzione

Piranesi: Una delle incisioni tratte da “Le Carceri d’Invenzione”

 

 

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